venerdì 10 aprile 2009

Kerakoll è più verde

Oltre la crisi della ceramica. Il gruppo Kerakoll di Sassuolo, controllato dalla famiglia Sghedoni, sviluppatosi sulla scia dell'exploit delle piastrelle (45% di quota del mercato dei prodotti per la posa del gres porcellanato) per poi specializzarsi nei prodotti per l'architettura sostenibile, il restauro storico e l'interior design, ha chiuso il 2008 con un fatturato consolidato di 335 milioni (+6% rispetto al 2007). L'export è il 30% del giro d'affari. Il margine operativo lordo è 85 milioni. «L'obiettivo per quest'anno», dice Gian Luca Sghedoni, ad di Kerakoll, «è ripetere il trend di crescita del 2008 anche attraverso lo sviluppo di nuovi prodotti ecosostenibili e l'ingresso in nuovi segmenti dell'alto di gamma, per esempio la biocalce. La nostra green division arriverà a rappresentare nel 2010 il 15% del fatturato. Inoltre stiamo studiando soluzioni innovative per il risparmio energetico e tipologie più funzionali di superfici ecosostenibili. Crediamo che siano fondamentali la ricerca e la proposta di nuovi prodotti e in questo 2009 investiremo 38 milioni di euro, di cui il 75% nell'individuazione di tecnologie ecocompatibili». Insomma, Kerakoll si propone come gruppo sempre più «verde» e sempre più orientato al supporto al design. (da Milano Finanza).
Segnalo, a proposito di scelte sostenibili da parte di aziende italiane, un altro progetto di risparmio ed efficienza energetica: si tratta della Campagna di Efficienza Energetica 30PERCENTO, lanciata dall’Eni di Paolo Scaroni più di un anno fa con l’obiettivo di permettere un risparmio del 30% sull’attuale bolletta energetica di ogni famiglia.

Ikea Italia festeggia i suoi 20 anni all'insegna dell'ambiente

Vent'anni all'insegna dell'ambiente, del contesto sociale, del design democratico. E una strategia di marketing dove il punto vendita resta il luogo prediletto per comunicare. Manca circa un mese alla festa per il 20° compleanno di Ikea in Italia, che sarà celebrata fin dalla settimana del Salone del mobile e del Fuorisalone (22-27 aprile) di Milano. Si tratterà di un ritorno, visto che la prima Collezione Ikea PS è stata lanciata proprio al Fuorisalone, nel 1996.Questa volta ci sarà una retrospettiva delle precedenti cinque edizioni, quasi una piattaforma simbolica per il lancio dei contenuti e dei valori della nuova collezione di design a basso costo......Intanto, il fatturato del 2008, al 31 agosto, è stato di 1,33 miliardi di euro (21,2 miliardi nel mondo), con un incremento di vendite del 6% rispetto all'anno precedente (+7% a livello globale). «Il negozio è il primo luogo per comunicare con i nostri clienti», dichiarano Alessandro Testa e Carlotta Guerra, rispettivamente store manager di Ikea Carugate e responsabile delle relazioni con i media di Ikea Italia. E per questo, come testimonia il Report ambientale e sociale 2008, l'azienda non smette di investire nel campo del risparmio energetico, progettando i nuovi punti vendita con tecnologie a minore impatto ambientale e cercando di ridurre il volume dei rifiuti. Non solo: fra gli obiettivi c'è anche quello di portare al 15% la mobilità dei clienti non legata all'automobile.Ogni negozio, inoltre, sviluppa «una propria strategia di marketing sul territorio», dice Testa. Nel milanese, Bimbi in bici è fra le iniziative più recenti (Monza, 11 maggio 2008).Parallelamente, continua la comunicazione su scala nazionale, che ruota attorno al catalogo e ai media classici, fra cui da pochi anni ha trovato spazio anche la tv. (da Italia Oggi)

giovedì 9 aprile 2009

ENIA ALTERVIS per le fonti rinnovabili

Nasce, a Reggio Emilia, Enia Altervis, il Centro ricerche dell'utility Enia sullo sviluppo delle fonti rinnovabili con la collaborazione delle Università di Modena e Reggio Emilia. Previsto finanziamento di 120 milioni di euro. (da L'Unità)

Tegole al sole

Lunghe file di pannelli fotovoltaici a silicio mono e policristallino. Ma tra un padiglione e l'altro, all'EnergyMed, fiera dedicata all'energia pulita che si è appena conclusa a Napoli, si scorgevano alcune tegole diverse da quelle comuni.«Abbiamo deciso di ribaltare la prospettiva, ovvero sostituire un componente edilizio in modo che possa ospitare il fotovoltaico –spiega Francesco Salomone, amministratore delegato di Elettro Sannio, azienda di Benevento molto attiva nel clean tech –non guardiamo l'edificio per poi pensare come inserire i moduli; al contrario guardiamo a quello che può offrire l'edilizia con dei piccoli interventi».«Design dell'energia», non si stanca di ripetere Mario Buono, coordinatore del gruppo di ricerca di disegno industriale della Seconda università degli Studi di Napoli, che racconta così la genesi del laterizio. La tegola è fatta in modo che una parte (quella fotovoltaica) non vada mai in ombra, che l'acqua piovana scorra ai suoi lati e che le celle abbiano la massima inclinazione. Al momento l'azienda ha avviato la produzione, la prima applicazione è prevista sul Municipio di Pompei. Uno spicchio di un settore che in Italia sta registrando una crescita fortissima, merito del Conto Energia, sistema di incentivi che dopo il taglio di Spagna e Germania è diventato il migliore d'Europa. Non solo, l'Italia, grazie a una notevole insolazione al Sud e a un prezzo medio della corrente elettrica maggiore rispetto agli altri Paesi europei potrebbe essere tra i primi in cui il fotovoltaico potrebbe diventare competitivo con le fonti tradizionali. Gianni Silvestrini, direttore del Kyoto club, è ottimista:il settore per l'Italia può rivelarsi una vera opportunità industriale, le aziende si stanno muovendo «con un miliardo e mezzo di investimenti programmati, dalla produzione di silicio a quello di celle e moduli. Entro pochi anni diventeremo esportatori ». (da Il Sole 24 Ore)
A questo link, potete leggere cosa ne pensa dell'energia responsabile Paolo Scaroni, amministratore delegato dell'Eni.

mercoledì 8 aprile 2009

Energyblot: salone delle energie rinnovabili e del risparmio energetico.

Dal 16 al 19 Aprile presso il nuovo polo fieristico Expoblot di Caresanablot, provincia di Vercelli, si terrà EnergyBlot, la prima edizione del Salone delle energie rinnovabili e del risparmio energetico.
EnergyBlot è una manifestazione che si focalizza sul grande tema delle energie, presentando ai visitatori i sistemi, le tecniche, le opportunità legate all’utilizzo di fonti energetiche alternative e rinnovabili. La manifestazione si inserisce nell’attuale panorama che vede un crescente interesse verso le tematiche energetiche, contribuendo a promuovere il comparto produttivo e favorendo al contempo la conoscenza delle potenzialità di un sistema sostenibile (risparmio e riduzione inquinamento). Da energie-rinnovabili.net

Rubinetti a risparmio energetico

Il distretto del Valvolame e delle Rubinetterie del Piemonte nord orientale fa i conti con la crisi e il conseguente calo degli ordini. La ricetta per il futuro punta su innovazione, risparmio energetico ed ecosostenibilità. Con le sue 385 imprese e gli oltre 11mila addetti, il distretto non teme rivali a livello mondiale. Eppure, per la prima volta, in questo comparto e in questa zona si è dovuto far ricorso alla cassa integrazione. «Purtroppo non posso che confermarlo – dice Mariella Enoc, presidente dell'Associazione industriali di Novara e di Confidustria Piemonte – Del resto, con la crisi, c'è il blocco edilizio e di conseguenza una stagnazione anche in questo settore».....Nuovi progetti altamente tecnologici ed ecosostenibili sembrano la risposta del distretto per superare il momento- no. Mariella Enoc crede molto nel progetto Acqua Sapiens, una concezione integrata di rubinetti e valvole per il consumo intelligente dell'acqua; sono 13 i soggetti fra enti di rappresentanza, istituzioni e industrie del distretto di San Maurizio d'Opaglio che hanno formato un'associazione temporanea di scopo ad hoc. L'idea, finanziata dall'Ain con un milione di euro, è stata presentata alla Regione Piemonte all'inizio di marzo. «Miriamo – spiega la Enoc –a sviluppare un sistema economico e altamente innovativo, che consenta la distribuzione dell'acqua potabile in maniera sana e controllata, grazie all'introduzione di tecnologie elettroniche e informatiche nelle funzionalità meccaniche di valvole e rubinetti. Un altro obiettivo è la riduzione dell'inquinamento di metalli pesanti e placca batterica, con la ricerca di nuovi materiali come i polimeri o i compositi di ceramica, di leghe di ottone senza piombo. Dalla scelta dei materiali di base, fino al sistema di distribuzione, tutto il processo verrà controllato attraverso una rete di sensori interfacciati con un sistema di visualizzazione.Viene così realizzato un sistema di controllo intelligente dei flussi d'acqua, tanto nelle abitazioni quanto nelle strutture pubbliche ». (da Il Sole 24 Ore)
Un altro interessante progetto italiano di risparmio ed efficienza energetica: si tratta della Campagna di Efficienza Energetica 30PERCENTO, lanciata dall’Eni di Paolo Scaroni più di un anno fa con l’obiettivo di permettere un risparmio del 30% sulla bolletta energetica di ogni famiglia.

martedì 7 aprile 2009

Produrre più energia, a costi più bassi

Produrre più energia, a costi più bassi e con meno emissioni. Per fare quadrare questo cerchio, i dieci più grandi produttori elettrici del pianeta, riuniti nell’E8, avvisano i governi in vista del G8 di luglio: servirà un forte salto tecnologico e giganteschi investimenti; di sicuro l’elettricità non potrà essere più prodotta e consumata come si è fatto finora. Ma per muovere i capitali «sarà necessario un impegno politico senza precedenti e soluzioni che si basino su un insieme di strumenti, posto che non esiste un’unica via, “miracolistica”, che possa risolverli da sola». «Sicuramente la sfida dell’energia sarà “il” problema del nostro futuro spiega il presidente dell’Enel Piero Gnudi, in qualità di presidente dell’E8 ed anche se ora assistiamo ad un forte calo della domanda dovuto alla crisi globale, è certamente un problema che si riproporrà presto. Non dobbiamo dimenticarci che solo sei mesi fa, in giugno, il petrolio viaggiava oltre i 120 dollari al barile. Per questo dobbiamo cercare di trovare ora delle risposte: di fronte abbiamo investimenti che richiedono molti anni per dispiegare i loro effetti positivi». L’E8, non a caso, ha convocato il suo summit annuale a Roma, il 4 giugno. Ci saranno i big europei (oltre all’Enel, Edf e Rwe), americani (Aep e Duke Energy), canadesi (Hydro Québec e Opg), giapponesi (Tepco e Kansai) oltre alla russa Jsc RusHydro. Ma il vertice è stato allargato anche a Cina, India, Brasile, Messico, Sud Africa ed Egitto.L’analisi dei principali produttori, racchiusa in un primo documento (Deployment of climate change technologies in the electricity sector) già messo a punto, parla chiaro. «Le tecnologie oggi dispobnibili vi è scritto non sono tutte ad un identico livello di maturità». L’analisi dell’E8 non esclude l’eolico e il gas a ciclo combinato, ma per il dopo Kyoto punta le sue carte soprattutto su nucleare, carbone pulito e i grandi impianti idroelettrici. Più in avanti, entrano in scena carbone con cattura della Co2, nucleare di IV generazione e fotovoltaico.«Bisogna puntare sul mix delle fonti oggi a disposizione aggiunge Gnudi e fare uno sforzo tecnologico per renderle compatibili con gli obiettivi ambientali. Per il carbone, che rappresenta ancora un terzo dell’energia usata sul pianeta, la strada per il sequestro della Co2 è stata trovata ma richiederà ancora investimenti. Dappertutto nel mondo si sta tornando al nucleare anche per diversificare il rischio di approvvigionamento. Questo, dal lato dell’offerta. Da quello della domanda, non si può fare a meno del risparmio energetico». Anche le rinnovabili hanno un peso nell’analisi dei 10 Grandi. «L’avallo del presidente Obama sul greenpower quale strumento di rilancio dell’economia osserva ancora Gnudi è molto importante».Gli investimenti in ballo sono colossali. «Si stima un valore superiore ai 13.000 miliardi di dollari di investimenti richiesti entro il 2030», inclusi gas e petrolio, afferma Gnudi. «E’ quattro volte il valore investito nella seconda metà del XX secolo», è scritto nel documento dell’E8. «Per attrarre i capitali necessari conclude Gnudi ai governi chiediamo regole e incentivi precisi, duraturi e stabili». Tra gli incentivi, prezzi che includano il “costo Co2” e un mercato dei Cdm (Clean development mechanism) che includa anche i Paesi emergenti. «Questo dei Cdm è un mercato che ha mosso 80 miliardi, in un solo anno. Ma in futuro farà cifre impressionanti. Va allargato soprattutto per coinvolgere anche i Paesi della sponda Sud del Mediterraneo». (Da Il Messaggero)


A questo link, potete leggere cosa ne pensa dell'energia responsabile Paolo Scaroni, amministratore delegato dell'Eni.

Siena, geotermia al servizio delle serre

Ancora in caduta i consumi elettrici: Terna ha rilevato che in marzo la domanda è scesa del 7% (-8% in febbraio). Non scendono invece i prezzi della corrente industriale: moltissime imprese sono vincolate a contratti a lungo termine e a tariffa bloccata, stipulati quando il petrolio era al massimo. I prezzi industriali secondo l'Istat sono invece scesi dello 0,6% mensile e del 2,8% rispetto a febbraio 2008. (Da Il Sole 24 Ore)

domenica 5 aprile 2009

Edilizia, efficienza energetica contro la crisi

Fondi Ue in arrivo per chi investe per l'efficienza energetica nell'edilizia, per esempio con l'installazione di doppi vetri e pannelli solari e la sostituzione delle vecchie caldaie. Tali investimenti potranno contare su risorse fino al 4% del Fondo europeo per lo sviluppo regionale utilizzabili in tutti gli stati membri e in tutte le regioni Ue. Lo prevede un regolamento adottato giovedì 2 aprile dal parlamento europeo. Secondo gli eurodeputati, il provvedimento contribuirà alla promozione della competitività e alla creazione di posti di lavoro in tutta l'Ue e avere anche un impatto positivo per il raggiungimento degli obiettivi in materia di clima ed energia fissati dall'Unione europea. In base al nuovo regolamento, viene ampliato il ventaglio di spese ammissibili a un contributo del fondo. Nel caso di sovvenzioni, saranno ammessi i costi indiretti dichiarati su base forfettaria fino al 20% dei costi diretti di un'operazione, i costi a tasso fisso calcolati applicando tabelle standard di costi unitari definiti dallo stato membro e somme forfettarie destinate a coprire l'insieme o una parte dei costi di un'operazione, fino a un massimo di 50 mila euro. È prevista un'applicazione retroattiva dall'1 agosto 2006. (Da Italia Oggi7)

Un altro interessante progetto italiano di risparmio ed efficienza energetica: si tratta della Campagna di Efficienza Energetica 30PERCENTO, lanciata dall’Eni di Paolo Scaroni più di un anno fa con l’obiettivo di permettere un risparmio del 30% sulla bolletta energetica di ogni famiglia.

Energie rinnovabili, gli studi legali superconsulenti per i nuovi investimenti

Vento e sole per scacciare la crisi. Almeno per gli studi legali. Il settore delle rinnovabili, infatti, rappresenta oggi un business certo per gli avvocati. Grazie al sistema di incentivazione che rende gli investimenti sicuri e vantaggiosi per le imprese. Che però, nel dedalo amministrativo di autorizzazione e attivazione dei progetti, hanno bisogno dei migliori legali per districarsi tra normative nazionali e regionali che si accavallano ed evitare anni di attesa passati davanti a un Tar. Per questo, le firm stanno mettendo in campo i migliori esperti dell'amministrativo da un lato, per dare certezze al clienti in un campo minato, e della finanza dall'altro, per stringere accordi vantaggiosi sul finanziamento del progetto. Aggredendo un mercato che coinvolge promoter italiani, gruppi stranieri che sviluppano o acquisiscono progetti sulla Penisola, senza contare i miliardi di euro che stanno mettendo in campo le grandi compagnie come Enel, Eni o Erg per puntare sull'energia pulita nei prossimi anni. O le operazioni di joint venture che stanno siglando gli operatori energetici per mettere a fattor comune gli impianti. Ma l'espansione delle rinnovabili è assicurata anche dall'Unione europea, che ha fissato l'obiettivo di portarne il contributo al bilancio energetico totale al 20% entro il 2020.E oggi siamo ben al di sotto del 10%. E dal fatto che oggi l'Italia è il secondo importatore al mondo di energia elettrica senza figurare tra i primi dieci produttori, ed è uno dei paesi che la paga a più caro prezzo. In più, secondo una ricerca coordinata da Alessandro Nova, dell'Università Bocconi, e realizzata in collaborazione con Centrobanca, gli investimenti in impianti eolici, fotovoltaici, idroelettrici o a biomasse sono convenienti per le imprese sia in veste di fornitori di energia sia in qualità di utilizzatori diretti per i propri processi produttivi. Lo studio, in particolare, quantifica gli effetti economico-finanziari degli investimenti in energie rinnovabili sia nell'ipotesi di cessione dell'energia prodotta alla rete elettrica nazionale sia in quella di un utilizzo nell'ambito dei processi produttivi delle imprese finanziatrici. La redditività degli impiantiPer esempio, la ricerca Bocconi stima che un impianto idroelettrico, in grado di produrre due milioni di kwh l'anno e con una vita utile di 30 anni, è capace di assicurare un tasso interno di rendimento superiore al costo del capitale investito. E questo sia che l'energia sia completamente utilizzata per i processi produttivi industriali, sia che parte di essa sia venduta alla rete nazionale. In questo tipo di investimento, nel caso del 100% di autoconsumo il tasso interno di rendimento raggiungerebbe il 18,3%, rispetto al 7,5% del costo del capitale, con una rilevante generazione di valore per gli investitori. Il periodo di rientro dell'investimento, secondo lo studio Bocconi, sarebbe di otto anni nell'ipotesi di completo utilizzo dell'energia prodotta all'interno dei propri processi produttivi e si prolungherebbe di un solo anno se la metà dell'energia prodotta fosse venduta alla rete. Il conto energiaL'Italia, in questo momento, sta puntando in particolar modo sul fotovoltaico, avendo approvato il sistema di incentivazione conto energia (dm 19 febbraio 2007), esclusivamente indirizzato all'energia solare, in cui non viene elargito un contributo in conto capitale per l'acquisto dell'impianto, ma riconosciuta una tariffa incentivante ai kWh prodotti. Nello specifico, il decreto riconosce determinate tariffe agli impianti in esercizio in funzione della classe di potenza e del livello di integrazione architettonica. Le tariffe sono erogate per un periodo di 20 anni a decorrere dalla data di entrata in esercizio dell'impianto e rimangono costanti. Senza subire quindi aggiornamenti Istat, per l'intero periodo. Per gli impianti che entreranno in esercizio dal 1° gennaio 2009 al 31 dicembre 2010, inoltre i valori indicati dal decreto saranno decurtati del 2% per ciascuno degli anni di calendario successivi al 2008, rimanendo poi costanti per il periodo di vent'anni di erogazione dell'incentivo.Le compagnie elettricheMa quella dell'efficienza energetica sarà una sfida globale. Il summit annuale dell'E8, che si svolgerà il 4 giugno prossimo a Roma, coinvolgerà infatti anche i paesi dell'E5 (Cina, Messico, Sud Africa e Brasile mentre l'India deve ancora confermare la sua presenza). Tutti uniti per richiamare le istituzioni sulla necessità, per il settore dell'elettricità, di lavorare a stretto contatto con le autorità pubbliche per promuovere politiche che favoriscano lo sviluppo e il dispiegamento di programmi di efficienza energetica, oltre allo sviluppo di tecnologie avanzate a zero o a basse emissioni di anidride carbonica. In questo senso, le dieci maggiori compagnie elettriche del mondo nei paesi del G8, e cioè Aep (Usa), Duke Energy (Usa), Edf (Francia), Enel (Italia), Hydro-Québec (Canada), Kansai (Giappone), Opg (Canada), Jsc «RusHydro» (Russia), Rwe (Germania) e Tepco (Giappone), sono convinte che la sfida per la sicurezza energetica e la salvaguardia del clima «possono essere vinte solo con una rivoluzione tecnologica confortata da robusti investimenti». (da Italia Oggi7)

venerdì 3 aprile 2009

«La questione nucleare c'è solo in Italia». Verso il G8 dell'energia

Mentre il Senato è impegnato nella discussione sui temi dell'effetto-serra e del cambiamento climatico, le dieci aziende leader mondiali nella produzione di energia dei Paesi del G8 lavorano al summit annuale dell'E8 (l'organizzazione che le riunisce). L'appuntamento è già fissato per il 4 giugno a Roma, sotto la presidenza italiana dell'Enel.Dalla riunione, che il presidente dell'Enel Piero Gnudi ha voluto allargare ai rappresentanti di Brasile, Cina, Egitto, India, Messico e Sud Africa, scaturiranno analisi e raccomandazioni che saranno sottoposte agli otto grandi in occasione del vertice della Maddalena. In cima all'agenda c'è il cambiamento climatico, come spiega lo stesso Gnudi nella sua veste di presidente dell'E8.Perché il cambiamento climatico?È uno dei temi principali nell'agenda dei governi di tutto il mondo. Basti pensare a come lo ha cavalcato il Presidente Obama, e a come ora l'amministrazione di Washington lo abbia trasformato in uno strumento per dare nuovo impulso agli investimenti nella ricerca. Noi produttori di energia siamo responsabili del 23 per cento delle emissioni globali di CO2, ma siamo anche il settore che ha investito di più, e con successo, per ridurle. Vogliamo dunque mettere la nostra esperienza a disposizione della comunità internazionale con delle proposte che presenteremo agli otto grandi.Quali soluzioni prospettate?Innanzi tutto è necessario un grande sforzo tecnologico. Questa strada comporta però investimenti rilevanti, con ritorni molto dilazionati nel tempo. Per questa ragione, per trovare i finanziamenti necessari occorre un quadro normativo certo, stabile e accessibile, che metta le aziende in condizione di programmarli.Mi fa un esempio?Prendiamo gli incentivi alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Le regole che disciplinano la remunerazione di queste attività devono essere certe e non possono essere cambiate troppo frequentemente, perché altrimenti le aziende non avrebbero visibilità sul ritorno dei loro investimenti, e dunque rinuncerebbero a farli. In Italia il sistema degli incentivi è ben congegnato, ma manca di certezza nelle procedure autorizzative: prima di poter costruire un campo eolico si impiegano anni tra mille ostacoli burocratici, istanze ambientaliste e lungaggini amministrative.Quale altra soluzione proporrete per ridurre le emissioni di CO2?Non si può certo pensare di aggredire il problema con soluzioni in ambito regionale, o anche continentale. I meccanismi e le regole su questo fronte devono essere concepiti su scala globale, perché il tema del cambiamento climatico non conosce confini. I certificati di emissione della CO2 introdotti dal Protocollo di Kyoto, ad esempio, dovrebbero poter scaturire da progetti realizzati in qualsiasi parte del mondo, e senza limitazioni. Se davvero vogliamo attrarre investimenti, è dunque necessario che questi certificati non siano vincolati a quantità specifiche e a specifici luoghi. Quel che conta, infatti, è l'effettiva riduzione globale della C02. Allo stesso modo, dobbiamo pensare a soluzioni che consentano l'esportazione delle migliori tecnologie: se ad esempio applicassimo al parco centrali della Cina la tecnologia del carbone pulito introdotta da Enel a Civitavecchia, raggiungeremmo in un sol colpo gli obiettivi europei di riduzione della CO2.Nel G8 c'è un reale orientamento comune?Direi che esiste una comune consapevolezza delle sfide che ci attendono. Devo dire che sotto questo profilo l'Italia è un Paese virtuoso: in Europa, è il Paese che consuma meno energia per abitante, e soprattutto il nostro parco centrali è tra i più moderni ed avanzati. Questo per certi aspetti è un vantaggio, perché siamo all'avanguardia sul fronte del risparmio e dell'efficienza energetica, ma è anche uno svantaggio, perché qualsiasi ulteriore miglioramento presenta costi e difficoltà maggiori rispetto ai Paesi che sono più indietro di noi.L'Italia ha scelto la via del nucleare. Se ne parlerà all'E8?Tutte le imprese che fanno parte dell'organizzazione concordano sul fatto che il nucleare sia una delle strade che dobbiamo percorrere. L'Italia è l'unico Paese del G8 che non utilizza questa fonte energetica: questo del nucleare è dunque un dibattito tutto italiano, e quindi credo che l'E8 si limiterà a raccomandare di proseguire sulla strada del nucleare. Enel opera nel nucleare in Francia, in Slovacchia e Spagna, perché pensiamo che questa tecnologia debba far parte di un mix produttivo ben bilanciato insieme al carbone pulito e alle fonti rinnovabili.Qual è la nuova frontiera delle rinnovabili?La sponda meridionale del Mediterraneo, soprattutto per noi europei, presenta opportunità di crescita che non devono andare disperse. Tutti i Paesi rivieraschi dell'Africa settentrionale hanno vento e sole in abbondanza, e hanno ampia disponibilità di terra. Coniugando queste risorse con la nostra disponibilità di tecnologie e capitali, potremmo realizzare un grande progetto di sviluppo delle fonti rinnovabili. È un percorso però ancora tutto da realizzare, perché la centralità delle fonti rinnovabili è un concetto ancora troppo giovane nell'agenda dei governi del mondo. (Da Il Riformista)

"Piano cemento", di efficienza energetica non si parla

Completamente assente dal dibattito politico-giornalistico sul "Piano cemento" (non è un piano casa) del governo, quasi completamente assente dal tira e molla tecnico avvenuto attorno al tavolo della conferenza Stato Regioni, dovrebbe emergere adesso finalmente il grande problema dei consumi energetici. Se l'Italia è completamente fuori dai parametri e dagli obiettivi di Kyoto lo si deve infatti in buona parte alla quantità (enorme) e alla efficienza e all'isolamento (pessimi) dell'insieme degli edifici esistenti. Parliamo dell'energia necessaria al raffrescamento, illuminazione, ascensori e soprattutto riscaldamento di case palazzi e capannoni e delle emissioni necessarie a produrre tale energia. In altre nazioni - semplicemente in Francia, Gran Bretagna, Germania - non sarebbero stati concepibili giorni e giorni di dibattito pubblicistico pubblicitario sull'aumento delle volumetrie senza alcun riferimento concreto alla necessità di diminuire i consumi energetici e di aumentare l'efficienza dell'edificato. Tanto per cominciare si sarebbe dovuto ricordare che il governo Berlusconi ha abolito (pardon rinviato a chissà quando) l'obbligo di certificazione energetica degli edifici (uno strumento che ormai esiste, per quanto comprensibilmente standardizzato.) E poi si sarebbe dovuto ricordare - o annunciare - che il patrimonio edilizio italiano, soprattutto quello costruito tra gli anni 50 e gli 80, è un colabrodo che dovrebbe quanto meno dimezzare i suoi consumi energetici. Una stima recentemente riportata da Ecodallecitta.it dice che mediamente un metro cubo edificato italiano comporta un consumo annuale di 20 litri di gasolio o equivalenti, mentre in Germania e Austria ormai si esige di non superare una necessità di 7 litri per metro cubo. Non occorre essere esperti specialisti, ma semplicemente aver fatto matematica nelle scuole dell'obbligo, per capire che l'aumento delle volumetrie tra il 20 e il 35% rende ancora più aperta la forbice e più gravoso il compito. Insomma il 35% è un aumento di volumetria che potrebbe essere concesso solo a chi ristruttura o ricostruisce un edificio in modo da ridurre del 75% i consumi energetici! Nei testi finora circolati, dalla prima bozza del governo fino al compromesso con le Regioni, non c'è nessuna quantificazione degli obiettivi di efficienza energetica. Cara grazia che il concetto sia riapparso. Ma i numeri ci sono solo per gli aumenti di volumetria. Ora una cosa sembra chiara e cioè che la palla passa alle Regioni che hanno salvaguardato almeno in parte la loro autonomia. Devono legiferare entro 90 giorni, e faranno leggi assai diverse. Un banco di prova molto impegnativo - con la campagna elettorale di mezzo - per l'ambientalismo, la sinistra, la cultura. Il tema dell'efficienza energetica, dell'isolamento termico e dei pannelli solari non è alternativo alla difesa del paesaggio. Anzi indica in quale direzione andrebbero concentrati gli investimenti e gli incentivi. (Da Liberazione)

Un altro interessante progetto italiano di risparmio ed efficienza energetica: si tratta della Campagna di Efficienza Energetica 30PERCENTO, lanciata dall’Eni di Paolo Scaroni più di un anno fa con l’obiettivo di permettere un risparmio del 30% sulla bolletta energetica di ogni famiglia.

giovedì 2 aprile 2009

Efficienza energetica, piano edifici pubblici

Sviluppare misure per l'incremento dell'efficienza degli usi finali dell'energia e dei servizi energetici negli appalti pubblici, con modalità tecnicamente efficaci ed economicamente convenienti per la pubblica amministrazione: è questo l'oggetto di un accordo quadro di collaborazione siglato da Enea, ministero dell'economia e delle finanze e da Consip. L'intesa prevede la predisposizione di metodologie di supporto alle amministrazioni pubbliche per la migliore definizione di standard di acquisto di servizi energetici che includano, da parte del fornitore, la realizzazione di interventi di riqualificazione energetica delle strutture e degli impianti, facendo ricorso a strumenti finanziari come il «finanziamento tramite terzi».L'obiettivo è di sviluppare una serie di meccanismi per semplificare, razionalizzare, accelerare e incentivare il recupero e il riutilizzo della disponibilità finanziaria proveniente dalla quota di riduzione dei consumi energetici delle strutture, attraverso interventi di risanamento energetico ed aumento dell'efficienza. Le risorse così liberate potranno essere trasferite e riutilizzate dal mondo produttivo, innescando effetti moltiplicativi sul sistema economico e occupazionale.Enea, Mef e Consip collaboreranno in diversi ambiti operativi: verrà realizzata un'analisi dei fabbisogni energetici delle amministrazioni e dei loro comportamenti di acquisto per favorire iniziative volte al raggiungimento di obiettivi di risparmio energetico, razionalizzazione della spesa e incremento dell'uso di fonti rinnovabili; verranno individuati parametri, criteri e requisiti standardizzabili, valorizzate e rese replicabili best practices innovative in materia di efficienza energetica e tutela dell'ambiente, da integrare negli strumenti e nelle procedure di acquisto realizzati da Consip; verranno promosse presso le amministrazioni pubbliche soluzioni efficaci che possano contribuire a un'ulteriore diffusione delle opportunità in materia di efficienza e risparmio energetico nell'ambito dei processi di razionalizzazione della spesa pubblica.Le competenze scientifiche e tecnologiche di Enea, unite alla capacità di intervento sulle procedure di acquisto da parte di Consip, verranno impiegate per portare a compimento una delle fasi del processo di sviluppo del Piano nazionale di intervento per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio pubblico, la proposta elaborata da Enea nell'autunno scorso, in veste di Agenzia nazionale per l'efficienza energetica. (Da Italia Oggi)

A Castelnuovo i watt di biogas, sole, acqua

L'amministrazione comunale di Castelnuovo Bormida è al lavoro già da diversi mesi su alcuni progetti riguardanti le energie alternative. Un obiettivo da raggiungere presto per la giunta guidata da Mauro Cunietti, da sempre attenta alle problematiche inerenti la salvaguardia dell'ambiente.Il Comune di Castelnuovo e alcune aziende stanno studiando la possibilità di realizzare tre impianti: una centrale a biogas nella zona industriale, un impianto per il fotovoltaico e uno idroelettrico. Quest'ultimo, proposto dall'azienda Sisco Sas, è al momento in fase di progettazione avanzata. «L'impianto idroelettrico sfrutterebbe le acques del Bormida e sarebbe in grado di produrre fino a 1 megawatt di potenza» spiega il sindaco Cunietti.Lo studio per la realizzazione è in fase conclusiva, si è infatti ormai alla valutazione di impatto ambientale che quando sarà terminata ne permetterà l'installazione.«L'impianto, seppur di proprietà privata, sfrutterà il fiume e il suolo pubblico, quindi il nostro intento è quello di avere una ricaduta positiva in termini economici per il Comune, che così potrà reinvestire i fondi in opere o contributi per il paese e la cittadinanza» precisa Cunietti.Nel frattempo si lavora all'ipotesi di portare altri due impianti in paese: una centrale a biogas nella zona industriale e un impianto fotovoltaico distribuito su sei ettari di terreno per una produzione di circa 1,5 megawatt. «Si deve sviluppare la coscienza dell'utilizzo delle risorse naturali attraverso il concetto dello sviluppo sostenibile - dice il sindaco -. Siamo sensibili al discorso che riguarda l'utilizzo delle risorse primarie del pianeta e pensiamo che anche a livello locale si debbano attuare le necessarie azioni affinché si possa contribuire a migliorare la qualità della vita».L'attenzione per le energie rinnovabili da parte degli amministratori del piccolo comune di Castelnuovo Bormida si è concretizzata in contatti con le aziende, studi di fattibilità e di valutazione ambientale; se nel 2009 tutti i tre progetti verranno confermati si profila una produzione di circa 3,5 megawatt di energia. (Da La Stampa)

A questo link, potete leggere cosa ne pensa dell'energia responsabile Paolo Scaroni, amministratore delegato dell'Eni.

mercoledì 1 aprile 2009

Collegno, sconti per le case ecologiche

Sconti per chi costruisce e chi ristruttura con un occhio di riguardo al risparmio energetico. Il Comune di Collegno ha stilato un regolamento in cui stabilisce delle facilitazioni per quanti edificano o rimettono a nuovo stabili in città. «Se non il primo, siamo uno dei primi Comuni italiani che ha promosso questi sconti “verdi” - ammette il sindaco Silvana Accossato -, perché comprendiamo che intervenire con opere di coibentazione e impianti di energie alternative costa. E noi mettiamo risorse per invogliare i nostri cittadini. Generando così anche un meccanismo virtuoso, sia nell'edilizia sia nelle molte ditte del settore di impianti ecologici che sono italiane».Ma vediamolo nel dettaglio il regolamento. «Per le nuove costruzioni - spiega l'assessore Gianni Pesce - verrà concesso un 5 per cento di sconto sugli oneri di urbanizzazione secondaria ogni 4 per cento di riduzione della dispersione del calore o uso di fonti alternative: tutto fino al un premio del 40 per cento». Non solo agevolazioni, ma anche obblighi. Il regolamento, infatti, sancisce che nella metà di tutti i nuovi giardini siano piantati alberi. «Per andare ad aumentare il patrimonio arboreo cittadino» afferma Pesce. Non solo, nei cortili vi dovranno essere anche posti per le bici, almeno uno per appartamento, e naturalmente l’apposito spazio per i bidoni della differenziata. (Da La Stampa)

Con la Chambre a lezione di risparmio energetico

«Impianti a fonti energetiche rinnovabili» e «Costruire il basso consumo»: i titoli scelti dalla Chambre Valdôtaine per i corsi di formazione, promossi in collaborazione con l’assessorato delle Attività produttive, ne anticipano i contenuti. Inseriti nel programma di avvicinamento alla terza edizione di Rigenergia, entrambi i percorsi intendono introdurre quanti operano nel settore edile a tematiche, quali il risparmio energetico e le tecnologie costruttive a esso connesse. Impiantisti, installatori, imprenditori, progettisti, artigiani e carpentieri sono i principali destinatari dell’iniziativa.Durante le 20 lezioni, articolate in 5 moduli, del corso «Impianti a fonti energetiche rinnovabili» saranno illustrate varie possibili integrazioni agli allestimenti tradizionali per ridurre i consumi e limitare gli sprechi nel «sistema edificio», presentati vantaggi e svantaggi di casi concreti di intervento presenti sul territorio, analizzate normative locali e nazionali. Fornire alle imprese le informazioni necessarie circa le modalità di costruzione e ristrutturazione ispirate al basso consumo e alla qualità acustica è invece l’obiettivo del percorso «Costruire a basso consumo». Le 18 lezioni previste, suddivise in 2 moduli, saranno dedicate in particolare ai principi della fisica tecnica e alle sue applicazioni nell’edilizia.Il costo dell’iscrizione a entrambi i corsi è di 100 euro a persona. Per il corretto svolgimento degli stage, in programma nella sala conferenze Monte Bianco dell’Hotel Express By Holiday Inn a Pollein, la Chambre prevede di non superare i 40 partecipanti. Le domande andranno presentate alla Società Attiva entro il 10 aprile per partecipare a «Impianti fonti energetiche rinnovabili» ed entro l’11 maggio se interessati a «Costruire il basso consumo». Per ulteriori informazioni, contattare lo 0165-573090. (Da La Stampa)

Un altro interessante progetto italiano di risparmio ed efficienza energetica: si tratta della Campagna di Efficienza Energetica 30PERCENTO, lanciata dall’Eni di Paolo Scaroni più di un anno fa con l’obiettivo di permettere un risparmio del 30% sulla bolletta energetica di ogni famiglia.

martedì 31 marzo 2009

Taxi «verde» con la rete Samarcanda

Sembra impossibile, eppure oggi questo gesto contribuisce alla nascita di nuove foreste. Ogni cittadino lo potrà fare salendo su uno dei 350 taxi della Cooperativa Samarcanda, in servizio a Roma e nel Lazio. Grazie al progetto foresta di Tinners, infatti la flotta di autovetture romane partecipa a un progetto concreto per la riduzione dell'inquinamento da anidride carbonica: un gesto che si aggiunge a un impegno da parte della cooperativa in materia di rinnovo e controllo costante del parco auto. Il tutto sempre finalizzato ad offrire i propri servizi a migliaia di persone, limitando però il più possibile l'impronta di anidride carbonica rilasciata nell'ambiente. Ora una parte di queste emissioni verrà compensata, grazie alla sensibilità dimostrata dalla Cooperativa Samarcanda con l'adesione al progetto per la messa a dimora di alberi che produrranno nuovo ossigeno e neutralizzeranno ben 352,84 tonnellate di CO2. La cooperativa Samarcanda diventa così la prima società italiana di servizio taxi in Italia ad essere CarbonZero e ridurre cosi già per il 2009 del 20% la propria impronta di anidride carbonica: inoltre, con questo gesto di ulteriore impegno a sostegno dell'ambiente, Samarcanda ottiene il risultato di allinearsi in anticipo all'obiettivo «20-20-20» che l'Unione Europea intende raggiungere nel 2020 per combattere i cambiamenti climatici, ossia abbattere il 20% delle emissioni di CO2 prodotte in Europa, produrre il 20% di energia da fonti rinnovabili e aumentare del 20% l'efficienza energetica. (Dal Tempo)

Un altro interessante progetto italiano di risparmio ed efficienza energetica: si tratta della Campagna di Efficienza Energetica 30PERCENTO, lanciata dall’Eni di Paolo Scaroni più di un anno fa con l’obiettivo di permettere un risparmio del 30% sulla bolletta energetica di ogni famiglia.

Copenhagen, il verde che conviene

S ono almeno tre anni che Connie Hedegaard attende con impazienza il 2009, l'anno più importante della sua vita. O quantomeno, della sua vita politica. Ministro danese dell'Ambiente dal 2004, quando aveva 44 anni, ex giornalista, sarà la presidente e la playmaker del summit Onu sul clima che lei stessa è riuscita – in tempi non sospetti – a portare a Copenhagen. Una lungimiranza invidiabile: a dicembre, con ogni probabilità, verrà firmato il Protocollo di Copenhagen, che rimpiazzerà quello di Kyoto dal 2013 in poi. «No, non è il mio anno – si schermisce – questo è solo l'anno delle decisioni. Per raggiungere l'obiettivo,c'è da mettere d'accordo 191 Paesi sui tagli alle emissioni di gas-serra, in modo da riformare il nostro antiquato sistema energetico, da rivitalizzare l'economia e creare posti di lavoro». Facile a dirsi, difficile a farsi. Come la stessa Hedegaard sa benissimo. «Il primo degli annuali vertici Onu sul clima al quale ho partecipato – racconta il ministro durante una recente visita a Roma – fu quello di Buenos Aires, nel 2004: mi fece impressione, ascoltare così tante parole e assistere a così pochi fatti». È così, per ingaggiare la sfida dei fatti alle parole, che lei stessa decide di invitare 25 ministri dell'Ambiente in Groenlandia (ovvero in terra danese) per vedere i ghiacci che si sciolgono e per discutere insieme, «senza funzionari e burocrati al seguito». «Quella riunione informale ebbe così tanto successo che, al vertice di Nairobi del 2006, decidemmo di fare qualcosa di più». Sulla carta, il summit 2009 doveva toccare a qualche Paese sudamericano, forse il Brasile. Ma la Danimarca riesce a convincere tutti. Così, il prossimo dicembre, a meno di clamorosi colpi di scena, il nome della capitale danese entrerà nella storia.Al successivo vertice di Bali, dopo l'ennesimo fiume di parole, quei 191 Paesi decidono soltanto di decidere nel 2009, a Copenhagen. «Stavolta, non possiamo fallire », dice la Hedegaard con percepibile determinazione. «Come ha dimostrato il Protocollo di Kyoto, ci vogliono anni, prima che un trattato internazionale entri in funzione. Quindi non abbiamo tempo da perdere: il cambiamento climatico sta accelerando e, come ci dice la comunità scientifica, abbiamo da dimezzare le emissioni mondiali entro 40 anni».In compenso, anche il clima politico è cambiato. «Sono stata a Washington di recente: è come andare in una nuova città. L'amministrazione Obama assicura di voler introdurre in America un sistema di cap and trade », il taglio delle emissioni attraverso un meccanismo di mercato che Bush rifiutava. «La visita a Pechino di Hillary Clinton aveva solo due punti all'ordine del giorno: la crisi finanziaria e i cambiamenti climatici». La Cina – sin qui esentata da Kyoto – dimostra d'essere pronta a fare la sua parte, anche se «resta da decidere l'anno in cui i tagli alle sue emissioni diventeranno obbligatori». Sì, ma i Paesi più avversi alla diplomazia climatica, come l'Arabia Saudita?«Ci sono stata a gennaio – risponde il ministro – e stanno preparando ingenti progetti nel solare. Fra qualche decennio, esporterà più elettricità rinnovabile che petrolio».Secondo la signora Hedegaard, che due anni fa ha cambiato il proprio incarico da "ministro dell'Ambiente" a "ministro per l'Energia e il Clima" (prontamente imitata da Australia e Gran Bretagna), «i tempi sono così cambiati che il dibattito sul clima va avanti nonostante la crisi finanziaria in corso. Soltanto cinque anni fa, non sarebbe successo».Per rilanciare l'economia americana,Obama ha puntato 150 miliardi di dollari sul tavolo delle rinnovabili e dell'efficienza energetica, con l'obiettivo di salvare l'ambiente e creare al tempo stesso cinque milioni di posti di lavoro. La Danimarca ha già dimostrato che si può fare. «Negli anni 70 – osserva il ministro – eravamo dipendenti al 100% dal petrolio mediorientale». Fu allora, che il Governo decise di puntare sulle rinnovabili, a cominciare dall'energia eolica, visto che in Danimarca il vento non manca. I successivi Governi hanno mantenuto la barra dritta e «oggi produciamo il 130% del fabbisogno energetico: siamo diventati esportatori netti».Certo, nel frattempo la Danimarca ha trovato dei giacimenti di petrolio e di gas nel Mare del Nord. Però «il 19% della nostra energia viene dalle rinnovabili, che sale a quota 28% se si parla della produzione di elettricità. Bruciando i rifiuti domestici ed agricoli, produciamo elettricità e insieme calore per il riscaldamento decentralizzato delle case. La danese Vestas è leader mondiale nell'eolico. E non ci sono dubbi: i settori delle rinnovabili e dell'efficienza energetica sono quelli che hanno aumentato di più l'occupazione e l'export, negli ultimi anni».Se la Danimarca voleva dare l'esempio, c'è riuscita. Ma tutto questo non implica che il summit di Copenhagen sarà una passeggiata.Anzi. Non a caso, Connie Hedegaard è arrivata a Roma in questi giorni per chiedere tutto il sostegno dell'Italia, che ha la presidenza di turno del G8. «In calendario c'è il G8 dei ministri dell'Ambiente, convocato il mese prossimo a Siracusa. E poi il vertice di luglio alla Maddalena», per il quale Obama ha recentemente scritto a Berlusconi. «I negoziati veri e propri saranno a Copenhagen in sede Onu – commenta Hedegaard –ma dobbiamo riuscire a discutere prima, a gettare le fondamenta dell'accordo,e trovare le necessarie risorse finanziarie».Nella sua agenda,l'opzione di un insuccesso non è contemplata. «Nel passato –conclude il ministro globetrotter – la diplomazia del clima è stata soffocata dai veti incrociati e dall'inazione. Quest'anno, siamo mossi da un reale senso d'urgenza. E anche dal senso di responsabilità. Spero che non ci sia più nessuno che voglia ostacolare questo processo senza pagare un alto prezzo politico». Il 2009 è l'anno delle decisioni. Se arriveranno per davvero, sarà anche l'annus mirabilis. (Dal Sole 24 Ore)

lunedì 30 marzo 2009

Risparmio energetico, i misteri della bioedilizia

Abitazioni Il piano casa offre cubature aggiuntive per chi costruisce bio Ma regole e controlli sono ancora tutti da stabilire. Ecco come orientarsi
Di bioedilizia si parla anche nella casa del Grande Fratello visto che Endemol, produttrice dello show, ha deciso che da quest'anno l'intera struttura abitativa dovrà rispettare i principi della bioarchitettura, andando a ridurre il consumo di risorse energetiche e ambientali. Ma ora il piano casa l'ha portata ancora di più alla ribalta. Certo del nuovo provvedimento governativo finora sono circolate solo delle bozze, per cui la versione definitiva è ancora tutta da vedere. Nel taglia e cuci della nuova rivoluzione edilizia italiana, una cosa comunque sembra ormai certa: chi abbatte un edificio e lo ricostruisce seguendo i criteri del risparmio energetico e della scelta di materiali naturali potrà beneficiare di un aumento di cubatura del 35% a fronte del +30% concesso per le costruzioni di tipo tradizionale. Se la versione finale del decreto dovesse mantenere invariata questa concessione, la progettazione ecocompatibile potrebbe diventare una norma anche per l'Italia, schiacciata sotto il peso di 50 anni di costruzioni di bassa qualità e scarsa attenzione all'ambiente. Una spinta al miglioramento, dunque, che potrebbe allineare l'edilizia tricolore a quella più sviluppata e sostenibile dei principali paesi d'Europa, dalla Francia, alla Germania, dalla Spagna all'Inghilterra. Ma cosa vuol dire oggi costruire secondo i parametri della bioedilizia? E soprattutto, quali sono i livelli minimi oggi richiesti in Italia per definirsi bio? Rispondere alla prima domanda è relativamente semplice. Nel grande calderone della bioedilizia, rientrano, infatti, nomi e cognomi diventati familiari un po' a tutti. Si va dall'installazione di pannelli solari, all'illuminazione naturale degli ambienti, dall'utilizzo di materiali ecologici e riciclabili come legno, terra, argilla, sughero e fibre vegetali, fino ad arrivare a tecniche più complicate come il raffrescamento naturale degli ambienti attraverso la realizzazione di condotti d'aria sotterranei. Senza dimenticare la possibilità di costruire in casa delle serre che assorbono calore riutilizzato poi per il riscaldamento domestico. Fino ad arrivare a interventi più estremi come l'utilizzo dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata: l'acciaio, per la struttura portante, le bottiglie di plastica per l'isolamento acustico e la carta dei quotidiani per coibentare i pavimenti. Più difficile, invece, è stabilire parametri in grado di certificare l'effettiva sostenibilità ambientale degli edifici. E ciò soprattutto a causa di un vuoto normativo che ha di fatto creato una situazione di autogestione da parte delle regioni italiane. Dal sistema Leed a CasaClima. «Al momento non esiste una legge unica in Italia che definisca la bioedilizia», ammette Paolo Foglia, responsabile bioedilizia per l'Icea, l'istituto per la certificazione etica e ambientale. «Esistono invece alcuni parametri definiti da società ed enti certificatori che sono in grado di stabilire se un edificio presenta caratteristiche di sostenibilità ambientale, comfort abitativo o efficienza energetica». È il caso del sistema di parametri Leed Gdc adottato dalla provincia di Trento o del certificato energetico CasaClima della provincia di Bolzano. Senza dimenticare il protocollo Itaca, una serie di linee guida per la valutazione della sostenibilità ambientale degli edifici, approvato dalla Conferenza delle regioni nel gennaio 2004. «Il piano casa atteso a giorni dal governo potrebbe rappresentare l'occasione buona per fare un po' di chiarezza nel settore dell'edilizia, sia per quanto riguarda il comparto dell'efficienza energetica, regolato dalla legge quadro sull'energia del 1991, sia sul versante della bioedilizia che al momento non presenta una disciplina omogenea in Italia», spiega Bruno Villavecchia, direttore dell'Agenzia mobilità ambiente del Comune di Milano. Dello stesso parere Norbert Lantschner, direttore dell'agenzia CasaClima. (Da Mf)

Totti col Wwf ha spento le luci del Colosseo

Francesco Totti adesso è impegnato anche nel campo del risparmio energetico: ieri è stato testimonial del Wwf Italia Ora che ha spento il Colosseo dovrà riaccendere la sua Roma in difficoltà. Non c'è nulla di meglio di un simbolo per compiere un atto simbolico, per questo Francesco Totti è stato scelto dal Wwf Italia come testimonial per una giornata importante in tutto il mondo per il risparmio energetico. Ieri il capitano giallorosso ha presenziato alla manifestazione «L'ora della Terra» e c'era il solito drappello di fedelissimi anche ai Fori Imperiali sotto la pioggia. «Sono orgoglioso perché è un gesto bellissimo per una nobile causa».C'è un presente instabile e un futuro pieno di incertezze per la Roma, a lui spetterà il ruolo più complicato. Come sempre. Totti crede al raggiungimento del quarto posto. «Sarà difficile agganciarlo ma possiamo ancora farcela nelle prossime nove partite. Sono fiducioso di centrare l'obiettivo, anche se nella corsa a tre vedo leggermente favorita la Fiorentina, ha più esperienza». Se non arrivasse in zona Champions non sarebbe un dramma, a patto di evitare la smobilitazione. «Rimarremo competitivi: è questa la volontà espressa dei dirigenti, altrimenti sarebbe la fine. Quest'anno fa testo fino a un certo punto, perché la squadra è stata frenata dai troppi infortuni, magari non ci ha aiutato il tempo. I campi di Trigoria sono stati un fattore ma non hanno influito molto ».Sulle sue precarie condizioni fisiche Totti ha detto: «Col Bologna sarò in campo sicuramente, il ginocchio sta meglio, tre risonanze hanno dato esito negativo. Mi dava noie il popliteo, dietro l'articolazione. Sto facendo le ripetute sui 300 metri e i gradoni senza problemi. A chi dice che sono finito rispondo che sono abituato a certe insinuazioni ».Tra due settimane il deby, lui non ci pensa ancora. «Prima c'è il Bologna, per la Lazio c'è tempo». Nessun messaggio al suo ex amico Mihajlovic. «A lui non dico nulla, non serve». Due pensieri flash su Spalletti e Panucci. «Penso che andremo avanti con il tecnico. Sono contento che Christian sia tornato, certo poteva pensarci prima».Stamattina ci sarà un altro evento significativo nella capitale connotata di giallorosso. «Insieme alla Roma per donare la vita» è giunto alla sua quarta edizione nel ricordo di Luciano Fioravanti. Allo stadio Olimpico dalle ore 8 alle 12 ci sarà la raccolta del sangue attraverso il quale il pubblico potrà concretamente aiutare gli ospedali romani e le persone bisognose. Alle 10.30 si terrà un'amichevole tra la rosa attuale (ovviamente senza Nazionali) e una squadra mista di ex calciatori romanis. (Dal Corriere della Sera)

Un altro interessante progetto italiano di risparmio ed efficienza energetica: si tratta della Campagna di Efficienza Energetica 30PERCENTO, lanciata dall’Eni di Paolo Scaroni più di un anno fa con l’obiettivo di permettere un risparmio del 30% sulla bolletta energetica di ogni famiglia.

venerdì 27 marzo 2009

La casa dei miracoli, energia pulita e niente bollette

È il primo condominio a bolletta energetica zero - gratis sono il riscaldamento d´inverno e il raffrescamento d´estate, la luce e l´acqua calda - realizzato grazie all´utilizzo dell´energia geotermica a basso calore, combinata con pannelli solari, efficienza energetica di mattoni e altri materiali di costruzione. La casa dei sogni sorge a Follonica, seconda città della provincia di Grosseto, terra di vacanze e bagni al mare per toscani dell´entroterra, vacanzieri di ogni parte d´Italia e stranieri. Ma il turismo non c´entra col condominio felice dove non si pagano luce, riscaldamento e acqua calda. Anzi.Il secondo fatto sorprendente è che i venti appartamenti sono costruiti in un´area Peep (Piano per l´edilizia economica e popolare) e hanno un prezzo di mercato: 255.000 euro per 80 metri quadrati, box auto e giardino privato. Giovani coppie in cerca di prima casa se li sono accaparrati aderendo all´offerta di una cooperativa edile che non poteva che chiamarsi "Avvenire". Ci andranno a vivere a settembre. Ma intanto, la prossima settimana, sarà inaugurata e premiata dalla Regione Toscana la centrale termica, vero gioiello tecnologico dell´edificio.«Anche quella, la centrale termica, costa quanto un impianto tradizionale» giura Giacomo Biserni, geologo della Ecogeo di Siena e mente del progetto. I suoi tecnici hanno spinto trivelle e sonde del diametro massimo di 15 centimetri fino a cento metri sotto terra. «A quella profondità - spiega Biserni - la temperatura può arrivare fino a 25 gradi, ma ovunque è di almeno 16-18 gradi, quanto basta per essere sfruttata a fini energetici. Una centrale così, insomma, si può fare dappertutto, sul 99% della superficie terrestre mondiale». Non occorre, insomma, che ci si trovi in zona di soffioni e vapori, che pure ci sono non distante da qui, sull´Amiata e a Larderello nel Pisano.Succhiata l´energia nel sottosuolo, le sonde la spingono nella centrale termica, che fa la sua parte attraverso pompe di calore e inversione termica che d´inverno riscaldano l´acqua e d´estate la raffreddano. Non ci sono termosifoni negli appartamenti del futuro, ma una serpentina collocata sotto il pavimento, dove viene "iniettata" l´acqua calda o fredda e che, in questo modo, assolve alla necessità di riscaldamento d´inverno e svolge il ruolo di condizionatore d´aria d´estate. «La geotermia a basso calore garantisce i tre quinti del fabbisogno energetico della casa, un quinto viene dal fotovoltaico, il resto dall´efficienza energetica dei materiali» dice Biserni. «L´obiettivo è arrivare ad una casa completamente alimentata attraverso la geotermia a basso calore». Agli inquilini di Follonica va già bene così. Non pagheranno le bollette. E ogni anno, per venti anni, riceveranno 700 euro di contributo per l´utilizzo del fotovoltaico. (da Repubblica)
Un interessante progetto di risparmio ed efficienza energetica è anche la Campagna di Efficienza Energetica 30PERCENTO, lanciata dall’Eni di Paolo Scaroni più di un anno fa con l’obiettivo di permettere un risparmio del 30% sull’attuale bolletta energetica di ogni famiglia.

Con l’energia solare risparmi assicurati

Tanto sole, il mare e un microclima decisamente favorevole sono elementi su cui puntare per una buona promozione turistica. Ma non solo. In questo particolare momento storico, in cui il risparmio energetico sta diventando quasi una necessità, tanto sole può tradursi in un vantaggio veramente redditizio.L’energia solare è infatti disponibile in quantità illimitata, non produce scarichi fumosi e non necessita di condutture o cavi per essere trasportata, perché ci arriva direttamente dal produttore: il sole. Ma occorre sfruttarlo, per ricavarne benefici.«Mai come oggi in Italia è incentivato l’uso di fonti rinnovabili. Ci sono leggi, infatti, che agevolano l’installazione di pannelli solari termici e fotovoltaici», sottolineano da Bieffe Clima, a Ospedaletti, centro specializzato nel settore, con una vasta esperienza anche negli impianti per il riscaldamento e la climatizzazione sia degli ambienti domestici sia dei luoghi di lavoro.L’impiego dell’energia solare per la produzione di acqua calda sanitaria e per il riscaldamento delle abitazioni, risulta già concorrenziale dal punto di vista dei costi e garantisce risparmi notevoli sulle bollette del metano e sul consumo di gasolio per caldaie, con un ammortamento impianto di circa 4-5 anni.Basti pensare che ogni metro quadro di collettore solare permette di risparmiare circa 100 litri di petrolio all’anno e di evitare l’emissione in atmosfera di svariati kg di CO2 e polveri. Per ciò che concerne il solare termico, le tipologie di impianto sono fondamentalmente due: quelli a circolazione naturale (con il serbatoio posizionato direttamente sopra il collettore) usati per produrre acqua calda, e quelli a circolazione forzata (il serbatoio può essere posizionato in qualunque parte dell’edificio) usati per l’acqua calda e per l’integrazione sul riscaldamento. I primi hanno il vantaggio di offrire un’elevata semplicità di installazione e di non necessitare di energia elettrica per funzionare, adattandosi molto bene a impianti di piccole dimensioni, quelli «domestici». I secondi sono più funzionali in impianti di medie-grandi dimensioni e hanno dalla loro la caratteristica di disperdere poco calore. Naturalmente, i vantaggi di queste soluzioni non sono solo economiche ma soprattutto ecologiche. Purché ci si rivolga a installatori specializzati come quelli di Bieffe Clima. Una curiosità è indubbiamente quella di conoscere la storia dello sfruttamento dell’energia solare. I primordi sono nel 1839 quando il francese Alexandre Edmond Bécquerel nota che «della corrente elettrica è generata durante alcune reazioni chimiche indotte dalla luce». Scopre così l'effetto fotogalvanico negli elettroliti liquidi. Nel 1883 l'inventore statunitense Charles Fritz produce una cella solare di circa 30 centimetri quadrati a base di selenio con un'efficienza di conversione dell'1-2 per cento. E’ invece il 1905 quando Albert Einstein pubblica la sua teoria sull' effetto fotoelettrico che gli porterà il premio Nobel. Un punto di arrivo e poi di partenza è del 1963 quando un’azienda giapponese produce i primi moduli fotovoltaici commerciali. L’ecologia, in definitiva, è il messaggio che arriva associato allo sfruttamento dell’energia solare. Il motto di «Bieffe Clima» è chiaro in proposito: «Grazie all'energia che risparmierai si potrà respirare meglio e combattere le conseguenze globali dell'effetto serra». (Da La Stampa)

giovedì 26 marzo 2009

Dalla casa sull´albero al recupero degli eco-mostri: l´Italia diventa sostenibile

C´è la casa sull´albero pronta ad accogliere i visitatori del Parco del Pollino in Calabria, costruita con materiali ecologici e riciclabili e con fonti energetiche rinnovabili. E c´è l´asilo nido nato dalla conversione dell´officina Piaggio nella periferia Sud di Milano, con pareti tutte tonde e angoli senza spigoli, fatta di materiali naturali trattati con sostanze atossiche perché i bambini possano toccare tutto senza farsi male. Sono solo due dei 41 progetti "sostenibili" firmati dagli architetti italiani che hanno partecipato a Sustainab.italy, call for paper lanciata dal Parc, Direzione generale per la qualità e la tutela del paesaggio, l´architettura e l´arte contemporanea del ministero per i Beni e le attività culturali. Ben sintetizzati dal neologismo che unisce le parole sostenibilità e Italia, i 41 progetti costituiscono solo una piccola parte dei 174 giunti alla direzione del concorso. Saranno in mostra a Ecopolis, a Roma dal 1 al 3 aprile, in un´esposizione curata da Luca Molinari e Alessandro D´Onofrio, divisi in tre aree tematiche: a misura d´uomo (edifici realizzati con un scarso budget e a scopi sociali), frammenti di paesaggio (recupero edilizio e interventi per ridurre l´impatto ambientale), energie per l´ambiente (edifici alimentati da fonti di energia alternativa).Nella loro eterogenità formale, i progetti offrono formule diverse per sintetizzare uno o più aspetti del concetto di sostenibilità: rispetto per l´ambiente, delle differenze culturali, creazione di nuovi edifici o recupero di quelli esistenti. La bravura di alcuni di questi architetti sta infatti anche nell´aver ridato valore a complessi industriali caduti in disuso e perfino a eco-mostri. Come nel caso della cava abbandonata di Isola d´Arbia (Siena), recuperata per accogliere il nuovo stadio comunale. Il fatto che a Sustainab.italy abbiano partecipato progettisti giovani, tra i 35 e i 37 anni, e che sia frutto di un´iniziativa pubblica, è un segnale positivo che arriva proprio nei giorni in cui l´Italia si divide sull´opportunità di leggi del "fai da te" sull´edilizia. Abbiamo chiesto in proposito l´opinione del curatore, Luca Molinari: «In realtà le nuove generazioni danno per scontato che il motore della progettazione sia l´ecosostenibilità. Pochi giorni fa, durante una lezione (l´architetto ha una cattedra in Storia dell´architettura contemporanea presso alla Vanvitelli di Napoli ndr) discutevo con i ragazzi di queste nuove misure. È significativo che mentre in Italia si parla di aggiungere due stanze, in Francia e Inghilterra si progetta in termini ecologici. La grande differenza tra questi due modi di fare e di intendere l´architettura è che uno è conservativo e "fai da te", con un impatto incontrollato sul territorio, l´altro è aspirazione pubblica a migliorare l´ambiente in cui viviamo».Qual è, dunque, l´obiettivo cui tendere? «Bisogna imparare a costruire ecosostenibile, ma soprattutto evitare la "cementificazione ecosostenibile", ovvero la costruzione di tanti bellissimi edifici a risparmio energetico che però vanno a rosicchiare terreno al paesaggio. Trovo più interessante la capacità di demolire edifici con pochi decenni, tranquillamente "rottamabili" e convertirli in temi di ecompatibiltà». (Da Repubblica)

Napoli diventa capitale delle fonti rinnovabili

La maggior parte degli attrezzi che vengono utilizzati per allenarsi in palestra sono mossi dalla forza dell'uomo.E se il movimento dell'individuo venisse destinato alla produzione di energia? Una palestra di 500 metri quadrati, popolata da 50-80 persone al giorno con un consumo annuo di 30mila kWh, potrebbe tagliare i propri consumi del 20%. Vuol dire 6mila kWh risparmiati, mille euro in meno in bolletta e 3 tonnellate di CO2 non immesse nell'atmosfera. La sfida è partita. La "gara elettrica" vede coinvolti i ragazzi delle scuole superiori italiane per la realizzazione di un prototipo di cyclette in grado di produrre energia. I 7 istituti approdati alla fase finale si confronteranno nel corso della terza edizione di EnergyMed, l'appuntamento dedicato alle fonti rinnovabili e all'efficienza energetica nel Mediterraneo organizzato dall'Agenzia napoletana energia e ambiente ( Anea) che si tiene alla Mostra d'Oltremare di Napoli da oggi fino al 28 marzo. Dalla competizione tra le diverse scuole uscirà un modello di palestra sostenibile che verrà proposto alle oltre 8mila strutture italiane.A Napoli, per tre giorni, si incontrano tutti i protagonisti dell'ecosistema dell'energia pulita "Made in Italy": imprese, università, scuole, istituzioni. Previsto l'intervento di 120 esperti del settore e la partecipazione di aziende e laboratori di ricerca dalla Spagna, Grecia, Turchia, Israele, Inghilterra, Germania e Bulgaria; che potranno incontrarsi nel corso dei 18 workshop e convegni inseriti nel programma.Il dossier online "Nuove Energie" seguirà l'evento giorno per giorno con articoli e contributi multimediali sul Sole24ore. com. Gli espositori saranno oltre 150 e le innovazioni che verranno proposte vanno dalle nuove tegole fotovoltaiche per i tetti, alle micro-pale eoliche domestiche, fino alle pellicole da depositare sui vetri per il risparmio energetico e i coni di vetro per veicolare la luce nelle stanze più buie. Tra le novità di questa edizione di EnergyMed ci sono i saloni tematici: "EcoBuilding", dedicato all'edilizia sostenibile, "Recycle", realizzato con Federambiente e dedicato al recupero di materiali e alla produzione di energia dai rifiuti e "MobilityMed", che punterà i riflettori sulle opportunità offerte dai veicoli e i carburanti a basso impatto ambientale. (Il Sole 24 Ore)

Un altro interessante progetto italiano di risparmio ed efficienza energetica è la Campagna di Efficienza Energetica 30PERCENTO, lanciata dall’Eni di Paolo Scaroni più di un anno fa con l’obiettivo di permettere un risparmio del 30% sull’attuale bolletta energetica di ogni famiglia. 

mercoledì 25 marzo 2009

Impatto ambientale, centrale a carbone di Porto Tolle ancora in stand by

Il governo incalza Stefania Prestigiacomo per un colpo d’acceleratore; il ministro dell’Ambiente attende il via libera della Commissione per la Valutazione dell’impatto ambientale (Via), che fa capo al dicastero; l’Enel minaccia di mollare tutto e di investire altrove i 2 miliardi preventivati per la realizzazione del progetto. Malgrado il pressing dell’esecutivo e il consenso di maggioranza e opposizione alla Regione Veneto, non si sblocca la riconversione a carbone della centrale termoelettrica di Porto Tolle, che resta ostaggio della magistratura. Nonostante la sentenza di assoluzione con formula piena «per non aver commesso il fatto» pronunciata dalla Corte d’appello di Venezia che scagiona gli ex vertici dell’Enel, Paolo Scaroni e Franco Tatò, dall’accusa di aver procurato danni all’ambiente, la Procura di Rovigo continua a tenere sotto scacco governo, ministero e commissione Via. Per l’Enel l’emissione di polveri, anidride solforosa e ossido di azoto previsti per la conversione sarebbero a norma di legge. L’Ue ha persino stanziato 100 milioni per lo sviluppo di impianti per la cattura e il sequestro del CO2 nei pressi della centrale. Eppure i pm confermano l’impianto accusatorio contro il gruppo elettrico. Anzi, la Procura avrebbe diffidato la commissione Via dall’approvare, in tale situazione, il progetto in questione. Secondo quanto dichiarato dal presidente dell’organismo ministeriale in riferimento al fascicolo contro ignoti aperto dal sostituto procuratore, Manuela Fasolato, e dal procuratore Dario Curtarello, «persistono condizionamenti esterni che rendono impossibile esprimere serenamente un parere». Ci sarebbe, insomma, il timore di «incorrere in un reato per il semplice fatto di proseguire il regolare esame della pratica». Una situazione che ha indotto il Comitato d’Azione dei Lavoratori della centrale Enel di Porto Tolle a chiedere al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, «un’ispezione ministeriale alla procura di Rovigo». Ma la situazione ancora non si sblocca. E la posta è alta, perché senza il via libera ai lavori necessari riconvertire l’impianto, l’Enel ha già annunciato che guarderà «all’Europa dell’Est» per trovare siti più accessibili. (Da Finanza & Mercati)

Lazio, la scommessa dell'energia "verde"

Sole, vento, acqua. Lo sviluppo è verde. E il Lazio diventa ecosostenibile. Mentre sta cambianto il quadro di riferimento energetico nazionale, con la svolta verso il nucleare, nella regione le rinnovabili si stanno incrementando. Un lavoro duro, frutto dell'assessorato all'Ambiente della Regione che ha imboccato la via dell'innovazione. Filiberto Zaratti ha aumentato del 15000 per cento la capacità di produrre energia da fonti rinnovabili.Nel 2005, infatti, era di un solo megawatt la potenza installata, mentre oggi è di 150 MW. Un traguardo che contribuirà a raggiungere gli obiettivi di Kyoto, evitando l'emissione di 360 mila tonnellate di anidride carbonica. Se il tasso di crescita resterà questo, Zaratti potrà raggiungere l'obiettivo dei 500 MW di rinnovabili autorizzate entro il 2010. Un percorso che in questi anni ha coinvolto centoquattordici Comuni, dodici comunità montane, dodici parchi e aree protette, cinquantamila studenti universitari e più di 2.500 classi elementari e medie. Insomma, il Lazio si veste di verde. (Da Il tempo)
A questo link, potete leggere cosa ne pensa dell'energia responsabile Paolo Scaroni, amministratore delegato dell'Eni.

martedì 24 marzo 2009

Uffici pubblici più «verdi»: risparmi fino a 1,8 miliardi

L'Ance solleciterà e coordinerà le amministrazioni locali promuovendo l'operazione. L'Abi attiverà un fondo bancario di garanzia. La Consip farà da "centrale acquisti" governando al meglio le gare tra fornitori. L'Unioncamere farà da interfaccia con le piccole e medie imprese che vorranno partecipare alla sfida. Prende forma così il progetto dell'Enea che sembra fatto apposta per affiancare il piano casa promesso dal Governo Berlusconi. La promessa è accattivante: elevare almeno del 20% l'efficienza energetica di almeno un terzo degli edifici della pubblica ammini-strazione, con benefici sul risparmio nelle spese di climatizzazione e nel contenimento delle emissioni. Si può fare «facilmente» e in tempi rapidi. «A costo zero e con una serie di riflessi positivi per l'intera economia del paese » rimarca Luigi Paganetto, presidente dell'Enea.Nessun via libera ad ampliamenti o rifacimenti in odore di contestazione, su questo versante. Semplicemente una riqualificazione energetica a colpi di infissi isolanti, coibentazioni, sostituzioni degli impianti di climatizzazione con quelli super-efficienti. Forti di strumenti normativi che a ben vedere già esistono, ma covano troppo spesso nei cas-setti, a cominciare dai decreti legislativi del 2005 e del 2006 sull'efficienza edilizia che recepiscono le direttive europee. Da combinare con le soluzioni di eco-architettura elaborate direttamente dagli scienziati dell'Enea nel loro avvenieristico progetto sull'"eco-Town", la città del futuro da far nascere all'insegna della microgenerazione distribuita, della telematica integrata e perfino delle serre verticali per le coltivazioni "condominiali".«Il Governo ci ha ora affidato il ruolo di agenzia per l'efficienza energetica, ed eccoci qua» incalza Paganetto, ben contento di mettere insieme l'anima tecnologica dell'Enea con la sua vocazione da economista. Grandi, a questo proposito, le aspettative: l'effetto moltiplicatore sull'occupazione e sull'attività industriale della riqualificazione di un terzo degli immobili pubblici è valutabile – nelle stime dell'Enea-addirittura in un incremento dello 0,6% del Pil. Il tutto a costo zero per lo stato e per le stesse amministrazioni che risponderanno all'appello, grazie agli strumenti tipici del project financing che verranno attivati dal pool di manovratori istituzionali che stanno mettendo a punto il percorso operativo.L'amministrazione che vorrà riqualificare il suo immobile potrà così rivolgersi ad un sistema centralizzato di istruttorie, certificazioni (fornite direttamente dell'Enea), griglie tecniche e gare d'appalto. Nessuna spesa: i finanziatori tratterranno la somma corrispondente al risparmio di spesa energetica realizzato fino a rimborso avvenuto (ci vorranno, in una stima di massima, tra i 10 e i 15 anni). Al titolare dell'immobile rimangono tutti i vantaggi indotti, in termini di sviluppo dell'occupazione locale e di riduzione delle emissioni che concorrono al rispetto degli obiettivi nazionali legati al "patto Kyoto". (Dal Sole 24 Ore)

Treviso, la bioedilizia per spiazzare la Cina

Quando è nato, cinque anni fa per iniziativa della Cna, il metadistretto della bioedilizia di Treviso sembrava fuori tempo e fuori posto. L'idea di un'intera filiera edilizia ecocompatibile veniva da un Nordest terrorizzato dalla concorrenza cinese, e tradizionalmente poco preoccupato dell'impatto ambientale del suo sviluppo vorticoso.Oggi, nel pieno di una crisi che ha nell'edilizia il suo epicentro e nell'edilizia veneta la prima vittima italiana di settore, aver iniziato a guardare più in là prima di altri torna invece assai utile. Tanto più se il vento della ripresa si aggrapperà ad una nuova politica americana fondata sull'incentivazione del «verde».Anche per questo a Treviso, nella sede del distretto, si è deciso di accelerare, lavorando con la Provincia e la Regione per istituire entro fine 2009 un registro dei «verificatori», un elenco di professionisti che certifichino l'ecocompatibilità delle costruzioni. Naturalmente in gioco non c'è solo l'amore del paesaggio e dell'aria buona: lo stesso distretto quantifica in 17000 gli interventi annui per il prossimo decennio. E visto che molte verifiche riguarderanno edifici di vecchia costruzione, l'indotto della ristrutturazione e della «messa a norma» non sarà da meno. Salva l'ipotesi di costruire ex novo, sfruttando l'extrabonus di cubature (fino al 35%) che il Piano Casa governativo prevede per chi rispetta i criteri del risparmio energetico e della bioedilizia. (Dal Sole 24 Ore)

Un altro progetto di risparmio ed efficienza energetica che vorrei segnalare è la Campagna di Efficienza Energetica 30PERCENTO, lanciata dall’Eni di Paolo Scaroni più di un anno fa con l’obiettivo di permettere un risparmio del 30 per cento sulla bolletta energetica di ogni famiglia. 

lunedì 23 marzo 2009

La recessione? Si combatte puntando sul verde

S ole, vento, maree, biomasse, calore della Terra. Con il progresso scientifico e le economie di scala, le fonti rinnovabili sono sempre più efficienti e meno costose. E la corsa alla «green economy» non si arresta nemmeno davanti alla recessione globale. Anzi. I governi di Europa, Usa, Cina, Giappone puntano su questa industria nascente per farne una delle carte cruciali nei loro pacchetti di stimolo antirecessivi. In prima fila troviamo la nuova presidenza Obama. L'obiettivo, per tutti, è di sostenere un nuovo ciclo innovativo e di posti di lavoro, per il 2009 e il 2010, tale da alimentarsi da sé anche negli anni successivi, quando alcune tecnologie chiave avranno raggiunto il punto di pareggio con il costo delle fonti fossili, anche se queste ultime, secondo un diffuso consenso tra gli esperti, ritorneranno a salire nei prezzi ai primi segnali di ripresa dell’economia mondiale. Le prospettive L'Italia è particolarmente favorita nel cammino planetario verso l'economia a bassa intensità di carbonio: tecnologie come il fotovoltaico, il geotermico, le biomasse, l'idroelettrico e il solare termico ben si sposano con il clima italiano e uno studio di Ernst&Young ci pone tra i Paesi europei con un potenziale naturale per le rinnovabili superiore all'obiettivo da raggiungere con il Pacchetto 20-20-20 (ridurre del 20% le emissioni di gas effetto serra, aumentare del 20% il risparmio energetico e portare al 20% il consumo da fonti rinnovabili). Non a caso, nel 2008 il fotovoltaico è cresciuto del 170% e l'eolico del 35%. (Dal Corriere Economia)

Imprese verdi in pole per il rilancio

Per il 2009, oltre alla crisi, quello che gli economisti non avevano messo in conto è che le note positive sarebbero state suonate dall'ambiente e dal risparmio energetico. Le aziende e i lavoratori che lavorano per imbrigliare il sole, il vento e il suolo per mandare le auto, per far funzionare le fabbriche e per soddisfare il fabbisogno energetico nelle case non si sono fermate. Anzi, hanno il portafoglio ordini almeno al pari dello scorso anno e in Italia stanno facendo emergere delle "nicchie verdi" all'interno di comparti, come per esempio la meccanica varia o le macchine utensili, dove hanno sempre dominato altre produzioni. Ma il bailamme che dallo scorso autunno sta scuotendo il globo ha avuto anche un altro effetto, e cioè quello di cambiare la mappa delle esportazioni: il Sud America è diventata un'area di estremo interesse, il Brasile il Paese che sembra esente dalla crisi e continua a fare grandi commesse, tutta l'area balcanica si sta rivelando particolarmente dinamica, la Cina ha rallentato pesantemente la sua crescita, ma non si è fermata. In compenso l'Europa dell'est è sparita da molti portafogli ordini. Dopo la ripresa dell'industria automobilistica (anche a marzo gli ordinativi sono attesi in crescita del 4%) e della componentistica delle scorse settimane,dovuta agli incentivi governativi,abbiamo iniziato un viaggio alla ricerca dei piccoli segnali positivi nelle imprese italiane.Ne sono arrivati dai portafogli ordini delle imprese della chimica, del legno,ma non sono mancati nella meccanica e soprattutto nelle aziende che operano in campo energetico. La voce più ottimista è stata quella del presidente di Assosolare, Gianni Chianetta. Gli incentivi del passato sono stati premianti per lo sviluppo dei pannelli fotovoltaici e«se nel 2008 sono stati installati 270 megawatt, nel 2009 ci aspettiamo di installarne 400», dice Chianetta. Questo significherebbe che il giro d'affari delle aziende del settore passerebbe da uno a quasi due miliardi di euro. Per ora le aziende stanno completando le commesse dello scorso anno che arriveranno fino alla fine del primo semestre che continua il trend di crescita del 2008,ma alla seconda parte dell'anno«guardiamo con fiducia perché allora potrebbero partire molti cantieri pubblici e potrebbe anche essere stato superato lo scoglio finanziario », osserva Chianetta. Alle aziende che imbrigliano il sole si affiancano quelle che imbrigliano il vento. Che siano in una fase di grande dinamismo lo sostiene Giancarlo Losma, il presidente dell'Ucimu che raggruppa i costruttori italiani di macchine utensili: «Se le nostre associate iniziano a dirci che dagli ordinativi arrivano timidi cenni di rallentamento della caduta, ci sono almeno tre settori che ci stanno dando lavoro». Le infrastrutture «in cui tutti i Governi hanno intenzione di investire », il biomedicale, «perché le strumentazioni in campo medico continuano ad essere all'avanguardia»,l'ambiente, con in testa l'eolico, «forse anche grazie all'attenzione che l'energia verde ha nelle agende di tutti i governi», osserva Losma.Sui temi dell'ambiente e del risparmio energetico del resto «questa crisi ha fatto nascere un grande dibattito che mi auguro porti verso un percorso di eccellenza in tutta l'industria italiana», osserva Emanuela Tosto, vicepresidente di Anima e presidente dei costruttori di caldareria. Il suo settore non subirà grandi contrazioni,perché «ha la fortuna di essere leader mondiale – sottolinea –. Non siamo secondi a nessuno nella costruzione dei grandi serbatoi montati in cantiere, degli apparecchi a pressione,delle caldaie a tubi d'acqua o a tubi di fumo. Per questo dobbiamo cercare sempre più di specializzarci,di avere competenze che gli altri non hanno, di guardare a tutti i Paesi. Per noi, in questa fase, si sta rivelando trainante tutto il Nord Africa, con in testa l'Algeria,e il Sud America,soprattutto il Brasile ».Di segnali positivi parla anche Rudi Stella, presidente di Italcogen che raggruppa i costruttori e distributori di impianti di cogenerazione: «Nei mesi passati abbiamo spinto molto sul concetto del risparmio energetico dei condizionatori e adesso stiamo raccogliendo molte manifestazioni di interesse. (Da il Sole 24 Ore)
Segnalo in questo contesto anche un altro progetto verde di un'impresa italiana: si tratta della Campagna di Efficienza Energetica 30PERCENTO, lanciata dall’Eni di Paolo Scaroni più di un anno fa con l’obiettivo di permettere un risparmio del 30% sull’attuale bolletta energetica di ogni famiglia. 

venerdì 20 marzo 2009

Casa, via al piano con il risparmio energetico

Un pressing forte sulle Regioni con l'applicazione immediata del piano così come proposto dal Governo, in attesa di una norma regionale che eventualmente lo blocchi o se ne di-scosti, una semplificazione forte di tutta la parte autorizzativa degli interventi, che potranno essere fatti con una semplice denuncia di inizio attività (Dia) curata dal progettista e l'obbligo del risparmio energetico per la demolizione e ricostruzione. Sta andando avanti con questi obiettivi la messa a punto del piano casa.Un'opera di limatura che è proseguita anche ieri, con una riunione tecnica a Palazzo Chigi.L'obiettivo è presentare una bozza definitiva alle Regioni entro mercoledì 25. Quando dovrebbe svolgersi un incontro tra il capo del Governo Berlusconi e i presidenti di tutte le Regioni, per la prima valutazione del piano. In attesa di una presa di posizione definitiva e formale nella Conferenza Stato– Regioni che potrebbe essere convocata per il giorno successivo in modo da portare il decreto legge venerdì al Consiglio dei ministri per il varo definitivo. Se tutto va bene e se, appunto, le Regioni non faranno obiezioni. Secondo il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, «anche le Regioni di centrosinistra attendono con molto interesse questo provvedimento, non solo le Regioni di centrodestra». Certo è che, stando alla bozza che Il Sole 24 Ore è in grado di anticipare, almeno in un primo tempo le Regioni non avranno molti margini per discostarsi. Nel testo infatti è scritto che «le norme del presente decreto trovano applicazione su tutto il territorio nazionale fino all'emanazione di leggi regionali sul governo del territorio». In altre parole, quindi, nell'attesa che ogni Regione decida, vale il modello del Governo. E quindi si matura il diritto all'ampliamento del 20% del fabbricato («Con un limite di 100 metri quadri ha spiegato ieri Matteoli intervenuto a «Porta a Porta») in deroga a tutti gli strumenti urbanistici. (Il sole 24 Ore)

Efficienza energetica, soldi per gli alberghi liguri

Arrivano 22 milioni e 800 mila euro di finanziamenti regionali per le imprese turistiche che però difficilmente riusciranno ad utilizzarli. «I comuni il 28 febbraio dovevano fare le varianti per l´attuazione della legge regionale che consente di potenziare gli alberghi, quella dell´assessore Ruggeri. Ma molti non hanno proceduto e noi come facciamo a chiedere i finanziamenti, se non sappiamo per che cosa?». La denuncia arriva dal presidente di Federalberghi della Provincia di Savona, Matteo Ravera, che ieri mattina in Regione era visibilmente imbarazzato: stava tra l´assessore al Turismo, Margherita Bozzano, e il presidente della Filse, Edoardo Bozzo, che presentavano tre bandi per aiutare le imprese turistiche a rinnovarsi, partendo dall´efficienza energetica per finire con gli arredi. E Ravera davanti ad una così cospicua mole di finanziamenti ha abbozzato. Ha ringraziato. Ma non è riuscito a mentire fino in fondo e così ha detto: «Già prima di questa riunione ho spiegato la situazione: questi bandi verranno aperti a fine giugno, ma per le imprese sarà presto. Per la legge Ruggeri chiederemo un finanziamento ad hoc nel 2010». Non solo: «Stanno per entrare in vigore anche le nuove norme regionali per la riclassificazione alberghiera. Sarebbe stato meglio che questi due provvedimenti arrivassero insieme perché, ad esempio, un esercizio che oggi ha tre stelle magari dopo la riclassificazione ne avrà due. Comunque, i bandi verranno utilizzati, magari per mobili e televisori che con le nuove norme dovranno comunque essere messi in ogni stanza». (La Repubblica)

Mi pare utile segnalare un altro progetto di risparmio ed efficienza energetica: la Campagna di Efficienza Energetica 30PERCENTO, lanciata dall’Eni di Paolo Scaroni più di un anno fa con l’obiettivo di permettere un risparmio del 30% sulla bolletta energetica di ogni famiglia. 

giovedì 19 marzo 2009

A Firenze si parla di ecologia domestica e risparmio energetico

Per gli «incontri trasversali» ad Architettura Sandro Bernardi parla di Paesaggi urbani nel cinema contemporaneo (via Micheli 2, 15.30). Ecologia domestica, bioarchitettura e risparmio energetico sono i temi dell'incontro al circolo Arci Andreoni (via A.D'Orso 8, ore 21). A villa Romana L'arte dei giardini in Francia con Bernard Micaud, Angelika Stepken (via Senese 68, ore 16).

Arriva il Treno Verde e lancia l'allarme

È arrivato ieri in città il «Treno Verde» di Legambiente e delle Ferrovie e ad Alessandria porta subito una brutta notizia. Il primo messaggio è infatti «Allarme Pm10 - Piemonte invaso dalle polveri» con tanto di classifica delle città maglia nera. Alessandria è al terzo posto in Italia, dopo Torino e Frosinone. Dati aggiornati a martedì dicono che dal 1° gennaio 2009 Torino ha per 54 giorni superato i 50 microgrammi/metro cubo di Pm10, limite massimo secondo la normativa europea, da non superare più di 35 volte nell’anno. In città, centralina di via Lanza, gli sforamenti sono stati 51. In Piemonte stanno meglio, si fa per dire, Asti con 41 sforamenti, Vercelli e Novara con 35. Decisamente meno inquinate Cuneo (17) e Verbania (5).«A far registrare una tendenza molto negativa - dicono i tecnici Legambiente - è proprio Alessandria che con 51 sforamenti rischia di peggiorare gli 83 giorni registrati nel 2008». «Una situazione molto grave - dice Vanda Bonardo, presidente di Legambiente Piemonte -, non si può restare fermi a guardare. Siamo nei primi due mesi e mezzo dell’anno e il Piemonte fa registrare tristi primati». Il Treno Verde resterà in città sino a sabato e in questi giorni con una centralina mobile saranno registrati livelli di inquinamento atmosferico ma anche acustico. Il treno è in sosta al binario 1 tronco e aggiorna i visitatori - tutti possono salire a bordo ancora oggi e domani dalle 16 alle 19, poi ci sono visite per le scuole - con una serie di pannelli e di strumentazioni su mobilità sostenibile, risparmio energetico, energie rinnovabili, riciclo di rifiuti tecnologici e quant’altro serve per salvare il pianeta. Ieri è stato proiettato il documentario di Legambiente «Cernobil, vent’anni dopo» e domani dalle 16 alle 19 è in programma un incontro-dibattito su «Riflessioni sulla ciclabilità ad Alessandria». (da La Stampa)

Un altro interessante progetto italiano di risparmio ed efficienza energetica è la Campagna di Efficienza Energetica 30PERCENTO, lanciata dall’Eni di Paolo Scaroni più di un anno fa con l’obiettivo di permettere un risparmio del 30% sull’attuale bolletta energetica di ogni famiglia. 

mercoledì 18 marzo 2009

La rassegna dell’auto ecologica a Novi

È stata presentata ieri pomeriggio la prima edizione della fiera nazionale dell'auto «Nuovadimensione». La manifestazione è dedicata alle auto ecologiche e che consentono un risparmio energetico anche attraverso l’utilizzo dei carburanti alternativi. «Puntiamo a mettere in risalto con questa iniziativa l'aspetto economico al quale guardano le famiglie in tempo di crisi - spiega Marco Barbagelata della Bnp, organizzatore della rassegna, che viene allestita in collaborazione con il Comune di Novi - ponendo attenzione all'ambiente. Con questa manifestazione indichiamo la strada del risparmio attraverso formule legate alla garanzia, alla qualità e a nuove visioni del mercato, basate su logiche di risparmio». L'esposizione si terrà la prossima settimana, esattamente dal 27 al 29 marzo, nella location del centro fieristico «Dolci terre di Novi» situato in viale dei Campionissimi. È prevista così la partecipazione di numerose aziende del settore automobilistico italiane ed estere che proporranno i modelli più all’avanguardia tecnologicamente. (Da La Stampa)

Biella, nel progetto Salute entra l’educazione ambientale

Ora anche il Centro di educazione ambientale ha aderito al calendario di corsi dedicati a docenti e studenti delle scuole, promosso dalla Provincia e dall’Asl di Biella. Il progetto è stato presentato nel settembre 2008 e propone una serie di momenti formativi suddivisi per grado di scuola. I temi sono stati individuati dagli insegnanti sulla base di un ventaglio offerto dall’Asl e di un questionario elaborato dalla Provincia. Alimentazione (l’argomento più gettonato), attività fisica e postura, igiene e malattie infettive, sicurezza negli ambienti di vita, fumo, rapporto con gli animali, nozioni di primo soccorso, autostima, alcool, droga e doping, educazione sentimentale e sessuale sono i temi individuati da docenti e studenti. Ad essi, ora si aggiunge un capitolo di formazione dedicato all’educazione ambientale. E quindi qualità dell’aria, del suolo e dell’acqua e come tutelarli, risparmio energetico, mobilità sostenibile. Tutti temi sviluppati nelle scuole nell’ambito dell’Agenda XXI, uno strumento che promuove la sostenibilità negli ambienti di lavoro. Spiega l’assessore provinciale alle politiche sociali Flavio Como: «L’obiettivo di questo progetto va al di là dell’informazione. Quello che ci proponiamo è di responsabilizzare i cittadini, adulti o adolescenti, nella difesa e nella promozione della salute propria e altrui. Perciò a nostro avviso è fondamentale coinvolgere i più giovani insegnando loro che alcuni nostri comportamenti possono mettere a rischio la nostra salute» (Da La Stampa)

Un altro interessante progetto italiano di risparmio ed efficienza energetica è la Campagna di Efficienza Energetica 30PERCENTO, lanciata dall’Eni di Paolo Scaroni più di un anno fa con l’obiettivo di permettere un risparmio del 30% sull’attuale bolletta energetica di ogni famiglia. 

martedì 17 marzo 2009

Torino, un metro di casa in più se si risparmia energia

L’obiettivo prioritario era e resta quello di promuovere il risparmio energetico annuale, incentivando i privati. Ma, data la crisi in atto, la delibera che sarà approvata oggi dalla giunta comunale si carica di un significato in più: quello di un volano, potenzialmente significativo, per movimentare il settore dell’edilizia.La parola chiave è «sottotetti», ovvero la parte dei caseggiati sconosciuta a molti degli stessi inquilini, utilizzata prevalentemente come deposito, locali di sgombero o adibiti alla manutenzione. Oggi il regolamento edilizio consente di rendere abitabile il sottotetto con una sopraelevazione di 40 centimetri, ovviamente senza snaturare l’aspetto dell’edificio. La novità della variante, alla quale hanno lavorato gli assessori Domenico Mangone per la parte ambientale e Mario Viano per quella urbanistica, è la possibilità di aggiungere 60 centimetri ai 40 previsti, aumentando il margine per trasformare i vani ad uso residenziale. Esclusi gli edifici di interesse storico e quelli costruiti dopo il 1998. Come spiega Mangone, la contropartita è l’impegno da parte dei proprietari a realizzare interventi di recupero per garantire il risparmio annuale di energia dell’intero stabile. Il traguardo da raggiungere, rapportato all’ubicazione dell’edificio, alla categoria catastale e quindi ai costi da sostenere, è variabile. Z1 Centrale: 1.200 kWh per metro quadrato di superficie addizionale (categoria A2, A3); 700 (A4, A5); non previsto (A6); 1.200 (A2, A8). Z2 Semicentrale: 800 (A2, A3); 500 (A4, A5); 800 (A6); 1.200 (A7, A8). Z3 Periferia: 600 (A2, A3); 400 (A4, A5); 600 (A6); 1.200 (A7, A8). Z4 Collina (a est del Po): 1.200 (A2, A3); 700 (A4, A5); 1.200 (A6); 1.200 (A7, A8). Quattro le opzioni previste per centrare l’obiettivo del risparmio e aumentare la superficie abitabile senza incrementare quella di solaio, spiega Giuseppe Portolese, dirigente del settore Sostenibilità Ambientale e direttore generale dell’Agenzia comunale Energia e Ambiente: isolamento termico con cappotto esterno sulle pareti perimetrali e/o su solette orizzontali disperdenti verso l’esterno; isolamento di tutte le pareti perimetrali disperdenti verso l’esterno «insufflando» materiale isolante nell’intercapedine, più un sistema di ventilazione meccanica; sostituzione dei serramenti esterni; rimpiazzo di tutti i vetri con nuovi vetrocamera da installare sui serramenti esterni.Insomma: un piccolo premio volumetrico controbilanciato da un concreto impegno energetico. L’iniziativa, aggiunge Mangone, «punta a bonificare un patrimonio che sconta forti dispersioni termiche». Qualche numero: oltre il 30% degli edifici risulta costruito prima del ‘46, oltre il 60% tra il ‘46 e l’81, solo una piccola quota dopo il 1981. Ora la parola passa ai proprietari. (da La Stampa)

Forum su fotovoltaico a Savigliano

Nell’ambito della ventottesima edizione della Fiera nazionale della Meccanizzazione agricola, che si svolgerà a Savigliano dal 20 al 22 marzo, saranno proposti momenti di approfondimento di tematiche di forte interesse per il settore agromeccanico, che avranno come teatro l’Ala Polifunzionale di piazza del Popolo, a partire da domani. «Abbiamo dato grande spazio ai convegni – dice il presidente dell’Ente manifestazioni Luigi Ponsi - per poter dare informazioni e chiarimenti in merito ad argomenti interessanti per il settore, ma non solo. Sono state molte le aziende che hanno fatto richiesta di organizzare un forum nell’ambito della manifestazione, considerandolo un momento chiave per approfondimento, confronto e crescita. I temi riguarderanno il settore delle energie rinnovabili ed alternative con il fotovoltaico e le biomasse, il settore della bioedilizia, quello delle vernici a basso impatto ambientale e quello della sicurezza dei macchinari agricoli e della guida sicura degli stessi».Domani, alle 21, si svilupperà l’argomento del fotovoltaico, analizzando in modo separato due applicazioni possibili: una rivolta all’utilizzo dei pannelli fotovoltaici nelle aziende agricole o negli allevamenti, l’altra rivolta alla possibilità di integrare al meglio i grandi impianti a terra per le esigenze di imprenditori agricoli e non. Il convegno è organizzato in collaborazione con la T&G Sistemi di Lagnasco e la Banca Cassa di risparmio di Savigliano.Giovedì alle 21 «Macchine Agricole–sicurezza: l’impatto del nuovo Testo Unico in materia di igiene e sicurezza sul lavoro e l’opportunità della Legge Regione Piemonte n. 12 del 23 maggio 2008». Si tratteranno le modifiche significative introdotte dal D. Lgs. n. 81/2008- Testo Unico, l’adeguamento alla normativa di legge delle macchine agricole usate e la procedura di certificazione delle macchine agricole. La tavola rotonda è organizzata in collaborazione con il Cnr-Imamoter, la Spresal dell’Asl Cn1 di Savigliano e la Banca Crs.Venerdì alle 9 «Biocostruire in Piemonte», un incontro di approfondimento delle tematiche delle biocostruzioni, durante il quale verranno presentati spunti e tecnologie innovative per progettare e costruire ad alta efficienza energetica. Verranno presentate le soluzioni innovative proposte dalla Bonelli spa, impegnata da anni nella progettazione ecologica. Il convegno sarà tenuto da Beppe Bonelli, amministratore delegato della Bonelli spa. Venerdì alle 21 «Le foreste del Piemonte, petrolio verde per lo sviluppo». Verrà approfondito il tema delle biomasse considerando come le aree boschive possano creare energia pulita per mezzo del «cippato». (da La Stampa)
Un interessante progetto italiano di risparmio ed efficienza energetica è la Campagna di Efficienza Energetica 30PERCENTO, lanciata dall’Eni di Paolo Scaroni più di un anno fa con l’obiettivo di permettere un risparmio del 30% sull’attuale bolletta energetica di ogni famiglia. 

lunedì 16 marzo 2009

Che idea luminosa risparmiare sulla luce

In tempi di crisi c’è anche chi s’ingegna a ideare meccanismi per risparmiare sulla luce. È il caso della Pixsys, una piccola azienda di Padova, specializzata in sofisticate tecnologie elettroniche che consentono ai Comuni di tagliare drasticamente i costi d’illuminazione dei lampioni. «Per le municipalità più grandi, come Milano o Torino - spiega Salvatore Enrico Oggiano, amministratore delegato di Pixsys - i risparmi energetici all’anno possono arrivare fino a 3 milioni di euro, mentre per i Comuni più piccoli da 2 mila abitanti si va dai 50 ai 60 mila euro l’anno per ciascuno». Fondata nel luglio 2008 per iniziativa dell’ad Oggiano e degli altri soci, gli imprenditori Agostino Barbati, Cristian Comin e Micaela Gioia, Pixsys ha come fiore all’occhiello il progetto Baldo. «Brevettato nel 2007 oggi Baldo - spiega Oggiano - è diventato un prodotto esclusivo. Si tratta di un «ballast» algoritmico, una sorta di scheda elettronica, che se installato al bordo dei corpi illuminanti dei lampioni stradali consente di ottenere notevoli risparmi». Come? Grazie a un software all’interno della scheda elettronica che controllando tutto quel che avviene nel lampione, impedisce i picchi di corrente e quindi che la lampada venga danneggiata. Insomma Baldo allunga la vita del lampione.Quanto si può risparmia? Calcolando che un lampione costa all’anno come consumo energetico tra i 110 e i 130 euro e che Baldo consente di risparmiare dai 60 agli 80 euro, se venisse usato in 10 piccoli Comuni per un totale di 150 mila lampioni, in illuminazione verrebbero spesi circa 12 milioni di euro in meno. Anche se di fatto è operativa da neanche un anno, Pixsys ha già avviato la sperimentazione del suo prodotto di punta a Milano, Novara, Treviso e Agrigento. Altre sperimentazioni sono in corso in Sardegna nei Comuni di DomusNovas e Cagliari e in Toscana a Vaglia. E ultimamente anche con i tecnici del Comune di Torino sono in corso colloqui per proporre la sperimentazione. «Oltre al beneficio dei risparmi, tra il 45% e il 76%, bisogna aggiungere - precisa Oggiano - il vantaggio per le amministrazioni comunali di titoli di efficienza energetica e altri vantaggi derivano da un ciclo di vita superiore della lampada che non essendo più soggetta a stress derivanti dagli sbalzi di corrente riduce gli interventi di ordinaria amministrazione». Oltre al progetto Baldo, Pixsys ha in cantiere un’altra iniziativa, stavolta per il risparmio sui carburanti. «L’idea - conclude Oggiano - è quella di ricavare il biodiesel dalle alghe, sfruttando un brevetto americano». (Da La Stampa)

Un altro interessante progetto italiano di risparmio ed efficienza energetica è la Campagna di Efficienza Energetica 30PERCENTO, lanciata dall’Eni di Paolo Scaroni più di un anno fa con l’obiettivo di permettere un risparmio del 30% sull’attuale bolletta energetica di ogni famiglia.