venerdì 31 ottobre 2014

Il fotovoltaico del vicino è sempre più verde

Il fatto che i vicini abbiamo i pannelli solari è uno dei fattori che più influenza la decisione di installare il fotovoltaico nella propria abitazione. A dirlo è uno studio pubblicato dal Journal of Economic Geography e realizzato da due ricercatori, Marcello Graziano e Kenneth Gillingham, delle università del Connectitut e Yale.

Secondo i ricercatori, installare i pannelli sul tetto aumenta di molto le probabilità che a farlo siano anche i vicini. Studiando le mappe delle nuove installazioni in Connecticut, gli studiosi hanno scoperto che queste aumentavano soprattutto in aree tra loro vicine. I pannelli sul tetto di una casa, insomma, aumentavano le probabilità che altri vicini seguissero questa strada: in sei mesi le installazioni aumentavano del 44% nel raggio di mezzo miglio e del 39% nelle case un po' più distanti, ma sotto il miglio.

Gillingham parla di 'green envy', ossia di invidia in chiave 'verde': il voler essere 'green' per dimostrare di esserlo di fatto.Pur considerando il fatto che il Connecticut ha sostenuto il progetto 'Solarize', che prevede prezzi scontati se persone nella stessa area installano pannelli solari, la teoria che il fotovoltaico fosse 'contagioso' era già stata sostenuta dallo stesso Gillingham in una precedente ricerca realizzata in California nel 2012. Lo studio del Journal of Economic Geography ha analizzato anche altri elementi, dimostrando che fattori considerati influenti nella scelta dei pannelli solari, come le tendenze politiche o la sensibilità ai temi green, non fossero in realtà importanti. La ricerca, inoltre, ha smentito l'idea che ad optare per il fotovoltaico fossero soprattutto le classi più agiate: a farlo sono stati in maggioranza cittadini del ceto medio. (fonte Ansa)

mercoledì 22 ottobre 2014

Nel 2030 il 20% elettricità da eolico

Nel 2030 quasi il 20% dell'elettricità mondiale potrebbe essere prodotta con l'energia eolica. Le pale sarebbero in grado di fornire 2000 GW, assicurare due milioni di posti di lavoro e ridurre ogni anno le emissioni di C02 di 3 miliardi di tonnellate. Questi dati incoraggianti sul futuro dell'eolico arrivano dalla conferenza di Pechino dove il global Wind Energy Council e Greenpeace International hanno reso noto il loro ultimo studio sui possibili sviluppi del settore. Come spesso avviene in documenti simili sono stati disegnati differenti scenari ipotizzando politiche moderate o più spinte proiettate negli anni 2020, 2030, 2050. Sono stati valutati oltre al potenziale energetico, il fattore occupazione, la riduzione di emissioni di CO2 e di gas ad effetto serra, la diminuzione dei costi ed il fattore investimenti.

L'energia eolica nel 2013 ha prodotto 318 GW e per l'anno in corso si prevede un incremento di altri 45 GW. Volumi molto lontani da quelli ipotizzabili in futuro. Il documento sottolinea che sono necessari incentivi economici ed una leadership per sostenere l'eolico, vitale nella lotta contro le emissioni inquinanti dei carburanti fossili. Il settore energetico è infatti responsabile attualmente per oltre il 40% di anidride carbonica prodotta e per il 25% delle emissioni ad effetto serra. Nel 2020 si potrebbe avere una riduzione annua di un miliardo di tonnellate di CO2, quante ne produce Germania e Italia insieme.

Se si vuole arrivare l'anno prossimo a Parigi ad un accordo internazionale credibile sul clima la strada passa anche per il sostegno all'eolico. Energia che inoltre sta dimostrando appieno la sua potenzialità grazie a prezzi sempre più bassi.

L'amministratore delegato del Global Wind Energy Council Steve Sawyer ha infatti affermato che "l'energia eolica è diventata l'opzione meno costosa quando si aggiunge nuova capacità alla rete in un numero crescente di mercati ed i prezzi continuano a scendere". (fonte Ansa)

mercoledì 15 ottobre 2014

Dal carbonio luci 100 volte più efficienti del led

Dopo la rivoluzione dei Led si prepara quella dei nanotubi di carbonio. Queste strutture nate nel mondo delle nanotecnologie potrebbero diventare sorgenti di luce molto efficienti, dal consumo di appena 0,1 Watt l'ora, ossia circa cento volte inferiore a quello dei Led, che quest'anno sono stati premiati con il Nobel. Un nuovo dispositivo che emette luce, fatto di minuscoli cilindri di carbonio (nanotubi di carbonio, è descritto sulla rivista Review of Scientific Instruments, dal gruppo coordinato da Norihiro Shimoi, dell'università giapponese di Tohoku.

Ottimi conduttori di elettricità, i materiali a base di carbonio come il grafene o i nanotubi stanno emergendo come successori del silicio per l'elettronica del futuro. In particolare per le proprietà di stabilità chimica, conduttività termica e resistenza meccanica, i nanotubi di carbonio si stanno dimostrando molto efficaci per realizzare sorgenti luminose. Ora è stato fatto un nuovo passo in avanti mostrando che con i nanotubi di carbonio si potrebbe realizzare una nuova generazione di dispositivi per l'illuminazione a basso consumo, e a basso costo, in grado di sfidare il predominio dei Led.

Il dispositivo si basa su uno schermo al fosforo che mette la luce e un 'campo' di nanotubi di carbonio che possiamo immaginare come un filamento di tungsteno (come quello delle vecchie lampadine a bulbo) ridotto a proporzioni microscopiche, che ha la funzione di elettrodo che stabilisce il contatto elettrico con il dispositivo. ''Con il nostro semplice sistema – osserva Shimoi - possiamo ottenere un'efficienza di luminosità elevata, di 60 Lumen per Watt, un buon livello per un dispositivo di illuminazione a basso consumo energetico, a esempio i Led possono produrre 100 Lumen per Watt e i led organici (Oled) circa 40''. (da Ansa.it)