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lunedì 14 luglio 2014

Apple: -3% impronta CO2


L'impronta di carbonio della Apple e dei suoi prodotti è calata a livello mondiale del 3% tra il 2012 e il 2013. Lo rende noto la casa di Cupertino in un rapporto online intitolato 'Il nostro progresso', nel quale si sottolinea che si tratta del primo calo registrato negli ultimi 7 anni.
"Grazie agli investimenti nell'energia pulita - si legge nel documento Apple - le nostre emissioni gas serra sono calate del 31% dal 2011. E questo nonostante un aumento globale dei consumi di energia del 42%.
Da più di 20 anni Apple si impegna a ridurre il suo impatto e quello dei suoi prodotti sull'ambiente e questo è diventato ancora più vero con la gestione di Tim Cook e dal 2009 Cupertino pubblica ogni anno rapporti dettagliati sull'impatto ambientale.
Nel 2013 la mela morsicata ha prodotto 33,8 milioni di tonnellate metriche di gas serra. Attualmente le energie rinnovabili alimentano 145 Apple Store negli USA, il 100% di quelli australiani, tutti i data center - tra cui ovviamente quello nuovissimo di Reno nel Nevada -, e il 94% dei campus Apple. Negli ultimi tre anni, si sottolinea inoltre nel documento, il programma di efficientamento energetico di tutti gli immobili e uffici Apple ha portato a un risparmio di 28,5 milioni di kWH di energia elettrica e 2,1 milioni di metri cubi di gas naturale.
"L'energia più pulita è però quella che non si consuma - sottolinea Lisa Jackson, vicepresidente per le iniziative ambientali - e dal 2008 abbiamo ridotto del 57% il consumo totale di tutti i prodotti Apple. Ognuno dei nostri prodotti oggi eccede le già ristrette specifiche ambientali dello standard 'Energy Star'". Inoltre, aggiunge, "abbiamo riciclato più di 190 milioni di chilogrammi di componenti elettronici.
Adesso gli Apple Store ritirano gratuitamente ogni prodotto Apple destinato alla rottamazione e lo riciclano responsabilmente".
Il rapporto evidenzia però anche i problemi importanti da risolvere: il consumo di acqua, cresciuto sostanzialmente nel 2013 in parte per le nuove costruzioni e per l'espansione di altre attività, e le emissioni dei produttori associati, che rimangono la porzione maggiore di tutta l'impronta di carbonio di Cupertino e che la Apple si è impegnata a risolvere. (fonte ANSA).

lunedì 14 gennaio 2013

Treno ibrido in Germania

Adesso anche il treno guarda all’ecologico. In Germania, grazie a un progetto pilota, potrebbe nascere, il primo treno ibrido. Finalmente anche uno dei veicoli al giorno d’oggi meno inquinanti sta per diventare ancora più green. Il motopropulsore ibrido avrà un percorso di 37 km con 14 fermate che collega Aschaffenburg e Miltenberg, a sud est di Francoforte. Per quanto riguarda la ricarica delle batterie nessun problema; queste ultime potranno essere rigenerate dalla potenza frenante del treno. Il nuovo ibrido nasce partendo da una vecchia vettura, la locomotiva Siemens Desiro Classic VT 642 trasformata in un ibrido con la capacità di frenata rigenerativa. Se prima la locomotiva aveva due motori diesel da 275 Kilowatt, ora ha due centraline ibride da 315 kilowatt. Di conseguenza il treno ridurrà le emissioni di gas a effetto serra del 25% e abbasserà i consumi di carburante visto che l’energia prodotta in eccesso viene accumulata dalla batterie agli ioni di litio e utilizzata poi per l’avviamento o per un uso successivo. La Germania non è però il primo Paese a guardare alla mobilità sostenibile. Infatti qualche anno fa anche gli Usa misero in scena 70 treni elettrici ecofriendly che dovrebbero entrare in servizio proprio quest’anno per collegare Washington e Boston e la direttrice Philadelphia – Pittsburgh ed essere pienamente operativi entro il 2019.

venerdì 7 settembre 2012

Efficienza energetica: Italia terza dopo Gran Bretagna e Germania

Nella classifica dell'efficienza energetica delle 12 maggiori economie del mondo l'Italia si colloca al terzo posto, dietro a Gran Bretagna e Germania, ma davanti a Stati Uniti, Giappone, Francia e Cina. Lo rivela il rapporto International Energy Efficiency Scorecard curato da Aceee, American Council for an Energy-Efficient Economy.
Un piazzamento più che onorevole per il nostro Paese, anche se molto resta ancora da fare. Il tema dell'efficienza energetica in architettura è stato al centro di una sessione congressuale di ZeroEmission Rome 2012, la manifestazione dedicata a energie rinnovabili, sostenibilità ambientale, lotta ai cambiamenti climatici ed emission trading.
Secondo Silke Krawietz, intervenuta in rappresentanza della Luiss Guido Carli e del Seta Network, "il design delle costruzioni sostenibili con l'integrazione del fotovoltaico negli edifici ed altre tecnologie solari rappresenta una maggiore opportunità e una sfida per gli architetti e gli ingegneri del futuro. Le tecnologie delle costruzioni edilizie, insieme alle strategie del design che usano l'energia riducendo la richiesta totale di energia, sono attualmente in una fase di grande sviluppo in tutto il mondo come risposta a questa tendenza sostenuta anche dai governi di molti paesi".
Le costruzioni edilizie, aggiunge, "sono responsabili dell'emissione di circa un terzo dei gas serra, del 40% del consumo di energia, del 25% del consumo di acqua e del consumo di una significativa percentuale di altre risorse come, ad esempio, i metalli e il legno".
In aggiunta, "le costruzioni edilizie presentano un grande potenziale per raggiungere una significativa diminuzione dei gas serra in entrambi i paesi sviluppati ed in via di sviluppo poiché il consumo dell'energia nelle costruzioni edilizie può essere ridotto dal 30% all'80% utilizzando tecnologie già sperimentate e commercialmente disponibili''.(AdnKronos)

venerdì 13 luglio 2012

Territorio: puntando verso la green economy

La Conferenza programmatica sulla mobilita' sostenibile del 3 luglio, il primo appuntamento in vista degli Stati Generali della Green Economy che si svolgeranno a Rimini il 7 e l'8 novembre prossimi, ha definito alcuni argomenti di un percorso in dieci priorità, affinchè si realizzi in Italia la mobilità sostenibile e il trasporto verde. Questi capitoli sono: il trasporto pubblico, i biocarburanti di seconda generazione, il telelavoro, le nuove tecnologia di gestione della mobilità, il trasporto marittimo e i veicoli a basse emissioni e la mobilità dolce.
Per l’Italia i dati relativi agli indicatori di sostenibilità nel trasporto sono negativi. Infatti è il primo paese d’Europa, escludendo il Lussemburgo, per numero di autoveicoli privati/abitante; è anche quello con le percentuali di trasporto merci su ferrovia più basse, con la minore incidenza di trasporto pubblico e con mobilità ciclo-pedonale assolutamente sotto la media europea. Se si prendono in considerazione, da soli, i trasporti italiani, essi producono circa un quarto delle emissioni totali di CO2 determinando il 33% dei consumi finali di energia. Come ha affermato Raimondo Orsini, direttore della Fondazione per lo sviluppo sostenibile e coordinatore del gruppo di lavoro sulla mobilità, "L’Italia è il secondo paese manifatturiero europeo e possiede leader internazionali nel settore dell' automotive, della cantieristica navale, nel settore elettromeccanico e dell'automazione ma anche in settori minori come il trasporto a fune o le biciclette. Per ciascuno di questi settori esistono distretti produttivi, filiere, indotto, sapere tecnico, capitale umano. Una transizione verso il green transport, gestita con intelligenza, può rappresentare un' opportunità strategica per l'economia italiana".

venerdì 16 dicembre 2011

Efficienza energetica: via libera del Senato alla direttiva europea.

La proposta di direttiva europea sull'efficienza energetica, su cui i 27 stati membri stentano a trovare un accordo, ha ricevuto ieri il parere favorevole della Commissione Industria del Senato, che ha approvato il testo apportando però alcune osservazioni e ponendo determinate condizioni.

La controversa direttiva riguarda uno dei tre obiettivi europei del 20-20-20, l'efficienza energetica appunto, ed è stata fortemente voluta dal commissario europeo all’Energia Gunther Oettinger. Fino ad oggi, però, gli Stati membri non hanno trovato un accordo e i vincoli per la riduzione delle emissioni del 20% entro il 2020 non sono perciò ancora operativi.

"Con il parere dato dalla Commissione Industria alla direttiva del Parlamento Europeo sull'efficienza energetica – dichiara la senatrice del Pdl Simona Vicari – l'Italia si allinea agli sforzi che nell'Ue si stanno facendo per giungere ad un sistema integrato. Il tutto finalizzato alla riduzione dei consumi di energia del 20 per cento entro il 2020. Su questo punto l'Italia è avanti grazie ad un legislazione puntuale che le ha permesso di porsi come uno dei Paesi

Come dicevamo, però, la Commissione ha posto alcuni vincoli: è stata innanzitutto chiesta maggiore incisività e chiarezza sugli obblighi verso gli Stati membri, tenendo conto delle singole caratteristiche geografiche, economiche e climatiche. E' stato inoltre proposto, spiega sempre la senatrice del Pdl, un sistema di Certificati bianchi a livello comunitario, che preveda un maggiore coinvolgimento delle società di servizi energetici per il miglioramento dell'efficienza degli edifici. E, sempre a proposito di edifici, per quelli pubblici è stata chiesta la costituzione di "un'anagrafe di dati certi e misurabili riguardo ai consumi energetici e alla classe energetica".

Infine, maggiore attenzione anche verso i consumatori, grandi attori di questa rivoluzione energetica: ai venditori di servizi energetici si chiede infatti più trasparenza e tariffe studiate ad hoc in base ai reali consumi del cliente, in modo da andare in contro alle famiglie che, in questo periodo di difficoltà, hanno bisogno di fare scelte di consumo vantaggiose e che le porti ad un reale risparmi

(da Greenbiz)

martedì 29 novembre 2011

Allungare la vita del forno e ridurre i consumi

Una corretta combustione permettedi raggiungere importanti obiettivi per l'ambiente:
  1. ridurre i consumi di gas
  2. allungare la vita del forno
  3. tenere sotto controllo le emissioni inquinanti
Per questo motivo, l’analisi della combustione è molto importante ed esiste un apposito strumento, l'analizzatore di combustione, per effettuarla correttamente. La misura dei valori di Ossigeno, CO e NOx permette di ottimizzare i parametri di combustione dei bruciatori.
Si può vedere una demo interattiva su testonews.it >>

mercoledì 8 settembre 2010

Energie rinnovabili in scena a ZeroEmission

Si torna a parlare di rinnovabili, con un evento in scena proprio in questi giorni nella capitale. Inaugurata nella giornata di ieri con l’Eolica Expo Mediterranean, ZeroEmission ospiterà fino a venerdì 10 settembre centinaia di espositori, seminari, workshop e conferenze dedicate all’installazione di impianti per la produzione di energia pulita, sul tema dei cambiamenti climatici e altro ancora.

Particolare attenzione verrà riservata anche al mondo del lavoro, con la riproposizione dell’iniziativa EnerJob, punto d’incontro tra le aziende operanti nella green economy e le figure professionali del settore, con la mediazione di agenzie impegnate nella ricerca del personale ed enti che propongono corsi di aggiornamento e specializzazione.

Nel corso del primo appuntamento di ieri, sul tema dell’eolico, sono state snocciolate alcune cifre riguardanti la sempre maggiore diffusione di tecnologie legate allo sfruttamento del vento. Nel 2009, si legge nel comunicato comparso sul sito ufficiale della manifestazione, l’Europa ha aumentato complessivamente del 23% il quantitativo di energia prodotta rispetto all’anno precedente. Una tendenza che, secondo EWEA, porterà il vecchio continente a generare 230.000 MW entro il 2020, prospettando così scenari ben differenti rispetto a quelli ipotizzati dalla ricerca “Il nucleare per l’economia, l’ambiente e lo sviluppo” presentata nei giorni scorsi al summit di Cernobbio.

Prima del 10 settembre ZeroEmission ospiterà anche i saloni tematici PV Rome Mediterranean (dedicato alle tecnologie fotovoltaiche), CSP Expo (sugli impianti solari termodinamici) e CO2 Expo (relativo a cambiamenti climatici e riduzione delle emissioni di CO2). Infine, va segnalato che alcuni degli appuntamenti in programma possono essere seguiti in diretta streaming sul sito ZeroEmission.tv.

(da onegreentech.it)

martedì 3 agosto 2010

Gruppo Montepaschi per l'efficienza energetica

Per il Gruppo Montepaschi la sostituzione dei server del centro elaborazione dati di Siena con 352 nuove macchine dotate di processori Intel ad altissima efficienza, ha consentito di ridurre i consumi di energia di oltre 1,3 milioni di kWh in un anno, con un risparmio economico di 261mila euro ed un taglio di 648 tonnellate di emissioni di CO2. Lo comunica il Gruppo Montepaschi con una nota in cui sottolinea come "la sostenibilità delle attività e dei processi è un punto di riferimento del proprio sistema valoriale, nell'ambito della strategia di gestione d'impresa, improntata e fortemente orientata alla responsabilità sociale".

Ed è dal Green IT, l'informatica ecologicamente sostenibile, la progressiva adozione di soluzioni e tecnologie informatiche a basso impatto ambientale, che arriva un contributo particolarmente importante alle performance del Gruppo in questo campo.

"Siamo impegnati da tempo nel risparmio dei consumi, non solo per i data center ma anche per tutta la rete delle filiali e delle altre strutture del Gruppo -afferma Gianluca Pancaccini, direttore generale del Consorzio Operativo la società di Information Technology (IT) del Gruppo- Selezioniamo i prodotti in base ad un approccio Green: per noi è infatti fondamentale scegliere i dispositivi IT che coniughino l'eco-efficienza con elevati livelli di servizio e requisiti di performance complessiva".

"La sostituzione dei server è parte di una serie di attività svolte negli ultimi tre anni in cui ci siamo fortemente concentrati nel controllo delle spese IT e nel contenimento degli impatti ambientali connessi - continua Pancaccini - Le soluzioni adottate hanno avuto riflessi e impatti molto positivi anche sulle attività di consulenza per i clienti, come ad esempio, attraverso il grid computing (elaborazione distribuita) e i nuovi processori INTEL, la consegna di documentazione e report di natura finanziaria e commerciale in pochi minuti".

Per il Gruppo Montepaschi il programma di Green IT continuerà nei prossimi tre anni con continui aggiornamenti e ottimizzazioni dei sistemi hardware e software, secondo le migliori tecnologie disponibili per efficienza energetica e livelli di performance generale.
(Adnkronos)

martedì 27 luglio 2010

Enti++: efficienza energetica negli edifici pubblici

Co.Svi.G. e AzzeroCo2 hanno siglato un protocollo d’intesa per promuovere interventi di risparmio energetico nei comuni del territorio geotermico toscano per contribuire al raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra mediante la diffusione di sistemi, tecnologie, interventi diretti sul patrimonio, finalizzati all’efficienza energetica, allo sfruttamento delle fonti energetiche rinnovabili, all’impiego di materiali ecocompatibili ed alla diffusione di interventi di mobilità sostenibile verso un processo di azzeramento delle emissioni di gas ad effetto serra.

Una collaborazione che nasce dagli obiettivi per cui sia Co.Svi.G. che AzzeroCo2 operano sul territorio: il primo nato per iniziativa dei Comuni dell’area geotermica per promuovere iniziative di sviluppo socio-economico sul territorio e facilitare tutti gli adempimenti tecnici e finanziari legati ai contributi relativi all’utilizzo della risorsa geotermica; AzzeroCo2 nata per offrire ad aziende e agli enti pubblici e privati la possibilità di contribuire attivamente alla riduzione della quota di emissioni climalteranti in atmosfera attraverso progetti mirati a neutralizzare il carico ambientale.

Le amministrazioni che vorranno partecipare e sottoscriveranno l’accordo con Co.Svi.G. e AzzeroCo2 diventeranno “Enti ++”, ovvero dotati di una certificazione di efficienza energetica e diventeranno soci del Kyoto Club, così da potersi inserire pienamente nelle attività promosse dall’associazione per l’abbattimento delle emissioni di gas climalteranti e poter fruire di tutti i benefici previsti per gli associati.

Per diventare Enti ++ le amministrazioni dovranno impegnarsi attraverso la messa in opera di buone pratiche per l’uso razionale dell’energia negli edifici pubblici che verranno progettate grazie alle competenze che i tecnici di Co.Svi.G. e AzzeroCo2 metteranno a disposizione.

Le attività del protocollo prevedono due fasi d’intervento: la prima servirà a raccogliere tutte le informazioni utili per poter, poi, avviare la seconda dove si passerà agli interventi operativi.

Co.Svi.G. e AzzeroCo2 daranno vita, intanto, ad una campagna informativa che partirà a settembre con una giornata in cui verranno presentate le opportunità offerte dal protocollo così da coinvolgere i comuni e gli enti associati a Co.Svi.G: seguiranno quindi incontri specifici per individuare e raccogliere le esigenze delle amministrazioni sul territorio così da definire gli interventi da realizzare nei singoli comuni.

Il protocollo prevede in questa fase anche la predisposizione di un pacchetto di servizi per definire un percorso strategico di azzeramento delle emissioni di CO2, attraverso un audit energetico e la stesura di uno studio di fattibilità per interventi di riqualificazione energetica su quattro edifici pubblici scelti dal Comune e sui relativi impianti, una proposta dei tempi per la realizzazione degli interventi e una previsione delle risorse necessarie. Oltre al supporto necessario per accedere agli incentivi regionali e nazionali e l’impostazione di una campagna di promozione rivolta ai cittadini e alle imprese per una diffusione delle tecnologie per l’ecoefficienza e per l’utilizzo delle fonti rinnovabili.
(qualenergia.it)

martedì 7 aprile 2009

Produrre più energia, a costi più bassi

Produrre più energia, a costi più bassi e con meno emissioni. Per fare quadrare questo cerchio, i dieci più grandi produttori elettrici del pianeta, riuniti nell’E8, avvisano i governi in vista del G8 di luglio: servirà un forte salto tecnologico e giganteschi investimenti; di sicuro l’elettricità non potrà essere più prodotta e consumata come si è fatto finora. Ma per muovere i capitali «sarà necessario un impegno politico senza precedenti e soluzioni che si basino su un insieme di strumenti, posto che non esiste un’unica via, “miracolistica”, che possa risolverli da sola». «Sicuramente la sfida dell’energia sarà “il” problema del nostro futuro spiega il presidente dell’Enel Piero Gnudi, in qualità di presidente dell’E8 ed anche se ora assistiamo ad un forte calo della domanda dovuto alla crisi globale, è certamente un problema che si riproporrà presto. Non dobbiamo dimenticarci che solo sei mesi fa, in giugno, il petrolio viaggiava oltre i 120 dollari al barile. Per questo dobbiamo cercare di trovare ora delle risposte: di fronte abbiamo investimenti che richiedono molti anni per dispiegare i loro effetti positivi». L’E8, non a caso, ha convocato il suo summit annuale a Roma, il 4 giugno. Ci saranno i big europei (oltre all’Enel, Edf e Rwe), americani (Aep e Duke Energy), canadesi (Hydro Québec e Opg), giapponesi (Tepco e Kansai) oltre alla russa Jsc RusHydro. Ma il vertice è stato allargato anche a Cina, India, Brasile, Messico, Sud Africa ed Egitto.L’analisi dei principali produttori, racchiusa in un primo documento (Deployment of climate change technologies in the electricity sector) già messo a punto, parla chiaro. «Le tecnologie oggi dispobnibili vi è scritto non sono tutte ad un identico livello di maturità». L’analisi dell’E8 non esclude l’eolico e il gas a ciclo combinato, ma per il dopo Kyoto punta le sue carte soprattutto su nucleare, carbone pulito e i grandi impianti idroelettrici. Più in avanti, entrano in scena carbone con cattura della Co2, nucleare di IV generazione e fotovoltaico.«Bisogna puntare sul mix delle fonti oggi a disposizione aggiunge Gnudi e fare uno sforzo tecnologico per renderle compatibili con gli obiettivi ambientali. Per il carbone, che rappresenta ancora un terzo dell’energia usata sul pianeta, la strada per il sequestro della Co2 è stata trovata ma richiederà ancora investimenti. Dappertutto nel mondo si sta tornando al nucleare anche per diversificare il rischio di approvvigionamento. Questo, dal lato dell’offerta. Da quello della domanda, non si può fare a meno del risparmio energetico». Anche le rinnovabili hanno un peso nell’analisi dei 10 Grandi. «L’avallo del presidente Obama sul greenpower quale strumento di rilancio dell’economia osserva ancora Gnudi è molto importante».Gli investimenti in ballo sono colossali. «Si stima un valore superiore ai 13.000 miliardi di dollari di investimenti richiesti entro il 2030», inclusi gas e petrolio, afferma Gnudi. «E’ quattro volte il valore investito nella seconda metà del XX secolo», è scritto nel documento dell’E8. «Per attrarre i capitali necessari conclude Gnudi ai governi chiediamo regole e incentivi precisi, duraturi e stabili». Tra gli incentivi, prezzi che includano il “costo Co2” e un mercato dei Cdm (Clean development mechanism) che includa anche i Paesi emergenti. «Questo dei Cdm è un mercato che ha mosso 80 miliardi, in un solo anno. Ma in futuro farà cifre impressionanti. Va allargato soprattutto per coinvolgere anche i Paesi della sponda Sud del Mediterraneo». (Da Il Messaggero)


A questo link, potete leggere cosa ne pensa dell'energia responsabile Paolo Scaroni, amministratore delegato dell'Eni.

venerdì 3 aprile 2009

«La questione nucleare c'è solo in Italia». Verso il G8 dell'energia

Mentre il Senato è impegnato nella discussione sui temi dell'effetto-serra e del cambiamento climatico, le dieci aziende leader mondiali nella produzione di energia dei Paesi del G8 lavorano al summit annuale dell'E8 (l'organizzazione che le riunisce). L'appuntamento è già fissato per il 4 giugno a Roma, sotto la presidenza italiana dell'Enel.Dalla riunione, che il presidente dell'Enel Piero Gnudi ha voluto allargare ai rappresentanti di Brasile, Cina, Egitto, India, Messico e Sud Africa, scaturiranno analisi e raccomandazioni che saranno sottoposte agli otto grandi in occasione del vertice della Maddalena. In cima all'agenda c'è il cambiamento climatico, come spiega lo stesso Gnudi nella sua veste di presidente dell'E8.Perché il cambiamento climatico?È uno dei temi principali nell'agenda dei governi di tutto il mondo. Basti pensare a come lo ha cavalcato il Presidente Obama, e a come ora l'amministrazione di Washington lo abbia trasformato in uno strumento per dare nuovo impulso agli investimenti nella ricerca. Noi produttori di energia siamo responsabili del 23 per cento delle emissioni globali di CO2, ma siamo anche il settore che ha investito di più, e con successo, per ridurle. Vogliamo dunque mettere la nostra esperienza a disposizione della comunità internazionale con delle proposte che presenteremo agli otto grandi.Quali soluzioni prospettate?Innanzi tutto è necessario un grande sforzo tecnologico. Questa strada comporta però investimenti rilevanti, con ritorni molto dilazionati nel tempo. Per questa ragione, per trovare i finanziamenti necessari occorre un quadro normativo certo, stabile e accessibile, che metta le aziende in condizione di programmarli.Mi fa un esempio?Prendiamo gli incentivi alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Le regole che disciplinano la remunerazione di queste attività devono essere certe e non possono essere cambiate troppo frequentemente, perché altrimenti le aziende non avrebbero visibilità sul ritorno dei loro investimenti, e dunque rinuncerebbero a farli. In Italia il sistema degli incentivi è ben congegnato, ma manca di certezza nelle procedure autorizzative: prima di poter costruire un campo eolico si impiegano anni tra mille ostacoli burocratici, istanze ambientaliste e lungaggini amministrative.Quale altra soluzione proporrete per ridurre le emissioni di CO2?Non si può certo pensare di aggredire il problema con soluzioni in ambito regionale, o anche continentale. I meccanismi e le regole su questo fronte devono essere concepiti su scala globale, perché il tema del cambiamento climatico non conosce confini. I certificati di emissione della CO2 introdotti dal Protocollo di Kyoto, ad esempio, dovrebbero poter scaturire da progetti realizzati in qualsiasi parte del mondo, e senza limitazioni. Se davvero vogliamo attrarre investimenti, è dunque necessario che questi certificati non siano vincolati a quantità specifiche e a specifici luoghi. Quel che conta, infatti, è l'effettiva riduzione globale della C02. Allo stesso modo, dobbiamo pensare a soluzioni che consentano l'esportazione delle migliori tecnologie: se ad esempio applicassimo al parco centrali della Cina la tecnologia del carbone pulito introdotta da Enel a Civitavecchia, raggiungeremmo in un sol colpo gli obiettivi europei di riduzione della CO2.Nel G8 c'è un reale orientamento comune?Direi che esiste una comune consapevolezza delle sfide che ci attendono. Devo dire che sotto questo profilo l'Italia è un Paese virtuoso: in Europa, è il Paese che consuma meno energia per abitante, e soprattutto il nostro parco centrali è tra i più moderni ed avanzati. Questo per certi aspetti è un vantaggio, perché siamo all'avanguardia sul fronte del risparmio e dell'efficienza energetica, ma è anche uno svantaggio, perché qualsiasi ulteriore miglioramento presenta costi e difficoltà maggiori rispetto ai Paesi che sono più indietro di noi.L'Italia ha scelto la via del nucleare. Se ne parlerà all'E8?Tutte le imprese che fanno parte dell'organizzazione concordano sul fatto che il nucleare sia una delle strade che dobbiamo percorrere. L'Italia è l'unico Paese del G8 che non utilizza questa fonte energetica: questo del nucleare è dunque un dibattito tutto italiano, e quindi credo che l'E8 si limiterà a raccomandare di proseguire sulla strada del nucleare. Enel opera nel nucleare in Francia, in Slovacchia e Spagna, perché pensiamo che questa tecnologia debba far parte di un mix produttivo ben bilanciato insieme al carbone pulito e alle fonti rinnovabili.Qual è la nuova frontiera delle rinnovabili?La sponda meridionale del Mediterraneo, soprattutto per noi europei, presenta opportunità di crescita che non devono andare disperse. Tutti i Paesi rivieraschi dell'Africa settentrionale hanno vento e sole in abbondanza, e hanno ampia disponibilità di terra. Coniugando queste risorse con la nostra disponibilità di tecnologie e capitali, potremmo realizzare un grande progetto di sviluppo delle fonti rinnovabili. È un percorso però ancora tutto da realizzare, perché la centralità delle fonti rinnovabili è un concetto ancora troppo giovane nell'agenda dei governi del mondo. (Da Il Riformista)

martedì 31 marzo 2009

Taxi «verde» con la rete Samarcanda

Sembra impossibile, eppure oggi questo gesto contribuisce alla nascita di nuove foreste. Ogni cittadino lo potrà fare salendo su uno dei 350 taxi della Cooperativa Samarcanda, in servizio a Roma e nel Lazio. Grazie al progetto foresta di Tinners, infatti la flotta di autovetture romane partecipa a un progetto concreto per la riduzione dell'inquinamento da anidride carbonica: un gesto che si aggiunge a un impegno da parte della cooperativa in materia di rinnovo e controllo costante del parco auto. Il tutto sempre finalizzato ad offrire i propri servizi a migliaia di persone, limitando però il più possibile l'impronta di anidride carbonica rilasciata nell'ambiente. Ora una parte di queste emissioni verrà compensata, grazie alla sensibilità dimostrata dalla Cooperativa Samarcanda con l'adesione al progetto per la messa a dimora di alberi che produrranno nuovo ossigeno e neutralizzeranno ben 352,84 tonnellate di CO2. La cooperativa Samarcanda diventa così la prima società italiana di servizio taxi in Italia ad essere CarbonZero e ridurre cosi già per il 2009 del 20% la propria impronta di anidride carbonica: inoltre, con questo gesto di ulteriore impegno a sostegno dell'ambiente, Samarcanda ottiene il risultato di allinearsi in anticipo all'obiettivo «20-20-20» che l'Unione Europea intende raggiungere nel 2020 per combattere i cambiamenti climatici, ossia abbattere il 20% delle emissioni di CO2 prodotte in Europa, produrre il 20% di energia da fonti rinnovabili e aumentare del 20% l'efficienza energetica. (Dal Tempo)

Un altro interessante progetto italiano di risparmio ed efficienza energetica: si tratta della Campagna di Efficienza Energetica 30PERCENTO, lanciata dall’Eni di Paolo Scaroni più di un anno fa con l’obiettivo di permettere un risparmio del 30% sulla bolletta energetica di ogni famiglia.

venerdì 27 marzo 2009

Con l’energia solare risparmi assicurati

Tanto sole, il mare e un microclima decisamente favorevole sono elementi su cui puntare per una buona promozione turistica. Ma non solo. In questo particolare momento storico, in cui il risparmio energetico sta diventando quasi una necessità, tanto sole può tradursi in un vantaggio veramente redditizio.L’energia solare è infatti disponibile in quantità illimitata, non produce scarichi fumosi e non necessita di condutture o cavi per essere trasportata, perché ci arriva direttamente dal produttore: il sole. Ma occorre sfruttarlo, per ricavarne benefici.«Mai come oggi in Italia è incentivato l’uso di fonti rinnovabili. Ci sono leggi, infatti, che agevolano l’installazione di pannelli solari termici e fotovoltaici», sottolineano da Bieffe Clima, a Ospedaletti, centro specializzato nel settore, con una vasta esperienza anche negli impianti per il riscaldamento e la climatizzazione sia degli ambienti domestici sia dei luoghi di lavoro.L’impiego dell’energia solare per la produzione di acqua calda sanitaria e per il riscaldamento delle abitazioni, risulta già concorrenziale dal punto di vista dei costi e garantisce risparmi notevoli sulle bollette del metano e sul consumo di gasolio per caldaie, con un ammortamento impianto di circa 4-5 anni.Basti pensare che ogni metro quadro di collettore solare permette di risparmiare circa 100 litri di petrolio all’anno e di evitare l’emissione in atmosfera di svariati kg di CO2 e polveri. Per ciò che concerne il solare termico, le tipologie di impianto sono fondamentalmente due: quelli a circolazione naturale (con il serbatoio posizionato direttamente sopra il collettore) usati per produrre acqua calda, e quelli a circolazione forzata (il serbatoio può essere posizionato in qualunque parte dell’edificio) usati per l’acqua calda e per l’integrazione sul riscaldamento. I primi hanno il vantaggio di offrire un’elevata semplicità di installazione e di non necessitare di energia elettrica per funzionare, adattandosi molto bene a impianti di piccole dimensioni, quelli «domestici». I secondi sono più funzionali in impianti di medie-grandi dimensioni e hanno dalla loro la caratteristica di disperdere poco calore. Naturalmente, i vantaggi di queste soluzioni non sono solo economiche ma soprattutto ecologiche. Purché ci si rivolga a installatori specializzati come quelli di Bieffe Clima. Una curiosità è indubbiamente quella di conoscere la storia dello sfruttamento dell’energia solare. I primordi sono nel 1839 quando il francese Alexandre Edmond Bécquerel nota che «della corrente elettrica è generata durante alcune reazioni chimiche indotte dalla luce». Scopre così l'effetto fotogalvanico negli elettroliti liquidi. Nel 1883 l'inventore statunitense Charles Fritz produce una cella solare di circa 30 centimetri quadrati a base di selenio con un'efficienza di conversione dell'1-2 per cento. E’ invece il 1905 quando Albert Einstein pubblica la sua teoria sull' effetto fotoelettrico che gli porterà il premio Nobel. Un punto di arrivo e poi di partenza è del 1963 quando un’azienda giapponese produce i primi moduli fotovoltaici commerciali. L’ecologia, in definitiva, è il messaggio che arriva associato allo sfruttamento dell’energia solare. Il motto di «Bieffe Clima» è chiaro in proposito: «Grazie all'energia che risparmierai si potrà respirare meglio e combattere le conseguenze globali dell'effetto serra». (Da La Stampa)

giovedì 26 marzo 2009

Napoli diventa capitale delle fonti rinnovabili

La maggior parte degli attrezzi che vengono utilizzati per allenarsi in palestra sono mossi dalla forza dell'uomo.E se il movimento dell'individuo venisse destinato alla produzione di energia? Una palestra di 500 metri quadrati, popolata da 50-80 persone al giorno con un consumo annuo di 30mila kWh, potrebbe tagliare i propri consumi del 20%. Vuol dire 6mila kWh risparmiati, mille euro in meno in bolletta e 3 tonnellate di CO2 non immesse nell'atmosfera. La sfida è partita. La "gara elettrica" vede coinvolti i ragazzi delle scuole superiori italiane per la realizzazione di un prototipo di cyclette in grado di produrre energia. I 7 istituti approdati alla fase finale si confronteranno nel corso della terza edizione di EnergyMed, l'appuntamento dedicato alle fonti rinnovabili e all'efficienza energetica nel Mediterraneo organizzato dall'Agenzia napoletana energia e ambiente ( Anea) che si tiene alla Mostra d'Oltremare di Napoli da oggi fino al 28 marzo. Dalla competizione tra le diverse scuole uscirà un modello di palestra sostenibile che verrà proposto alle oltre 8mila strutture italiane.A Napoli, per tre giorni, si incontrano tutti i protagonisti dell'ecosistema dell'energia pulita "Made in Italy": imprese, università, scuole, istituzioni. Previsto l'intervento di 120 esperti del settore e la partecipazione di aziende e laboratori di ricerca dalla Spagna, Grecia, Turchia, Israele, Inghilterra, Germania e Bulgaria; che potranno incontrarsi nel corso dei 18 workshop e convegni inseriti nel programma.Il dossier online "Nuove Energie" seguirà l'evento giorno per giorno con articoli e contributi multimediali sul Sole24ore. com. Gli espositori saranno oltre 150 e le innovazioni che verranno proposte vanno dalle nuove tegole fotovoltaiche per i tetti, alle micro-pale eoliche domestiche, fino alle pellicole da depositare sui vetri per il risparmio energetico e i coni di vetro per veicolare la luce nelle stanze più buie. Tra le novità di questa edizione di EnergyMed ci sono i saloni tematici: "EcoBuilding", dedicato all'edilizia sostenibile, "Recycle", realizzato con Federambiente e dedicato al recupero di materiali e alla produzione di energia dai rifiuti e "MobilityMed", che punterà i riflettori sulle opportunità offerte dai veicoli e i carburanti a basso impatto ambientale. (Il Sole 24 Ore)

Un altro interessante progetto italiano di risparmio ed efficienza energetica è la Campagna di Efficienza Energetica 30PERCENTO, lanciata dall’Eni di Paolo Scaroni più di un anno fa con l’obiettivo di permettere un risparmio del 30% sull’attuale bolletta energetica di ogni famiglia. 

mercoledì 25 marzo 2009

Impatto ambientale, centrale a carbone di Porto Tolle ancora in stand by

Il governo incalza Stefania Prestigiacomo per un colpo d’acceleratore; il ministro dell’Ambiente attende il via libera della Commissione per la Valutazione dell’impatto ambientale (Via), che fa capo al dicastero; l’Enel minaccia di mollare tutto e di investire altrove i 2 miliardi preventivati per la realizzazione del progetto. Malgrado il pressing dell’esecutivo e il consenso di maggioranza e opposizione alla Regione Veneto, non si sblocca la riconversione a carbone della centrale termoelettrica di Porto Tolle, che resta ostaggio della magistratura. Nonostante la sentenza di assoluzione con formula piena «per non aver commesso il fatto» pronunciata dalla Corte d’appello di Venezia che scagiona gli ex vertici dell’Enel, Paolo Scaroni e Franco Tatò, dall’accusa di aver procurato danni all’ambiente, la Procura di Rovigo continua a tenere sotto scacco governo, ministero e commissione Via. Per l’Enel l’emissione di polveri, anidride solforosa e ossido di azoto previsti per la conversione sarebbero a norma di legge. L’Ue ha persino stanziato 100 milioni per lo sviluppo di impianti per la cattura e il sequestro del CO2 nei pressi della centrale. Eppure i pm confermano l’impianto accusatorio contro il gruppo elettrico. Anzi, la Procura avrebbe diffidato la commissione Via dall’approvare, in tale situazione, il progetto in questione. Secondo quanto dichiarato dal presidente dell’organismo ministeriale in riferimento al fascicolo contro ignoti aperto dal sostituto procuratore, Manuela Fasolato, e dal procuratore Dario Curtarello, «persistono condizionamenti esterni che rendono impossibile esprimere serenamente un parere». Ci sarebbe, insomma, il timore di «incorrere in un reato per il semplice fatto di proseguire il regolare esame della pratica». Una situazione che ha indotto il Comitato d’Azione dei Lavoratori della centrale Enel di Porto Tolle a chiedere al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, «un’ispezione ministeriale alla procura di Rovigo». Ma la situazione ancora non si sblocca. E la posta è alta, perché senza il via libera ai lavori necessari riconvertire l’impianto, l’Enel ha già annunciato che guarderà «all’Europa dell’Est» per trovare siti più accessibili. (Da Finanza & Mercati)

giovedì 12 marzo 2009

Accendi il risparmio, sprechi ed effcienza negli edifici pubblici

Legambiente, in collaborazione con la Regione, Iuav, Ance e Cmr, ha tenuto all'auditorium Centro San Gaetano di Padova in via Altinate 71 il convegno "Accendi il risparmio. L'efficienza energetica negli edifici pubblici" del Veneto. Ovvero la presentazione dei risultati del primo monitoraggio tecnico in Italia in grado di definire sprechi ed efficienza energetica in oltre 50 edifici pubblici. Con Michele Bertucco di Legambiente, l'assessore Giancarlo Conta, Lorenzo Bellicini direttore del Centro Cresme, Marco Boscolo coordinatore di Accendi il Risparmio e Mario Gamberale ad AzzeroCo2. Con "Accendi il Risparmio" Legambiente ha voluto raccogliere, analizzare e verificare in laboratorio una serie di dati sull'efficienza energetica delle strutture pubbliche in Veneto per proporre in termini pratici e già operativi concrete soluzioni per risparmiare energia ed abbassare l'impatto ambientale degli edifici pubblici. (da Liberazione)

martedì 3 marzo 2009

Con il fotovoltaico il futuro si tingerà di verde

Migliorare l’efficienza del fotovoltaico per fare dell’energia prodotta dal sole la principale alternativa agli idrocarburi che oggi dominano il mercato, con impatto negativo per l’ambiente. È il terreno di sperimentazione che vede impegnata in questi mesi Mitsubishi Electric, multinazionale giapponese che ha individuato nell’Italia uno dei mercati più promettenti per lo sviluppo di questa forma di energia, grazie al combinato disposto di politiche pubbliche incentivanti verso il comparto ed elevata esposizione al sole. Nei giorni scorsi l’azienda nipponica ha stabilito il nuovo record mondiale di efficienza di conversione, toccando il 18,9% (lo 0,3% in più rispetto al precedente primato, che toccava alla stessa Mitsubishi) in una cella solare al silicio multicristallino da 150 per 150 millimetri. Una nuova tecnologia destinata soprattutto al segmento delle installazioni di mediopiccole dimensioni, che utilizza una conformazione delle celle a nido d’api per migliorare la resa energetica. La ricerca rappresenta una delle voci più importanti per tutte le aziende impegnate sul fronte delle energie pulite. Di fatti, fino a quando le fonti tradizionali continueranno a essere meno costose, non si potrà sperare in una netta inversione di rotta del mercato a beneficio di scelte compatibili con le esigenze di salvaguardare l’ambiente circostante. Il sistema pubblico di incentivi, che in Italia si fonda soprattutto sul "conto energia", è stato pensato proprio per ridurre il gap tra i costi di produzione e commercializzazione delle diverse fonti energetiche, ma da solo non può bastare a fornire risposte strutturali. La risposta definitiva a questo problema può arrivare solo dal progresso tecnologico, che secondo le ultime stime dovrebbe sfociare nella grid parity entro il 20122014. Da allora, cioè, i costi da produzione del fotovoltaico dovrebbero raggiungere quelli elettrici, per poi superarli al ribasso negli anni a venire. Perchè ciò avvenga è necessario, però, che non si arresti il processo di innovazione. In questo senso si muove la scelta dell’azienda di investire 50 miliardi di yen per quadruplicare la capacità produttiva entro il 2012 (da 150 a 600 Megawatt), riducendo le emissioni di CO2 nell’aria per 5,1 miliardi di tonnellate entro il 2016. (Da Affari & Finanza)

venerdì 27 febbraio 2009

Risparmio energetico? Autisti cercate di avere i piedi più leggeri

AUTISTI dal piede leggero, quasi di velluto per far risparmiare prezioso carburante all'Atm e inquinare meno la città. Questo l'obiettivo di «Economy drive», un progetto che punta a far diminuire sia il consumo di benzina sia lo smog grazie a un nuovo stile di guida dei conducenti dei mezzi pubblici. Dal prossimo 3 marzo, infatti, gli istruttori dei 3.800 autisti dell'Azienda trasporti milanesi seguiranno un corso nel centro Asc di «Quattroruote» a Vairano. L'OBIETTIVO FINALE è quello di risparmiare 1,5 milioni di litri di gasolio all'anno e 1,5 milioni di euro, oltre all'abbattimento di 4 mila tonnellate annue di CO2, di 30 tonnellate di ossidi di azoto e di 300 chili di particolato. Numeri importanti. Evidenziati dal presidente di Atm Elio Catania, convinto che i corsi di guida serviranno agli autisti anche per rendere più sicure e confortevoli i viaggi dei milanesi sugli autobus. Entrando nei dettagli organizzativi, il corso si svolgerà in due sessioni di due giorni, 3-4 marzo e 23-24 marzo. Poi, da aprile, gli istruttori Atm convertiti sulla via dell'«Economy drive» inizieranno a insegnare le nuove tecniche per il risparmio energetico alla guida a tutti i 3.800 autisti dell'azienda di Foro Buonaparte. A seguire, l'affiancamento degli istruttori Atm e Asc ai conducenti azione lungo le strade cittadine. QUALI SONO LE TECNICHE capaci di far risparmiare 1,5 milioni di euro di benzina all'anno e di contribuire all'abbassamento dell'inquinamento cittadino sempre più fuori controllo? Alla domanda prova a rispondere Daniele Merlini di «Quattroruote»: «Fondamentale è non accelerare né frenare troppo bruscamente». Non a caso sopra parlavamo di «piede di velluto». «Poi continua Merlini è necessario sfruttare il più possibile l'inerzia del veicolo e cercare di tenere la stessa velocità per la maggior parte del proprio tragitto. Certo, nel traffico milanese è difficile fare tutto ciò, ma ci si può provare e ci sono dei trucchi che insegneremo agli autisti Atm per riuscirci». Tra questi, «il guardare lontano, anche 200-300 metri più avanti rispetto alla posizione del mezzo che si sta guidando, in modo di avere un'idea sulla situazione dei semafori e poter agire di conseguenza. (Dal Giorno).

A questo link, potete leggere cosa ne pensa dell'energia responsabile Paolo Scaroni, amministratore delegato dell'Eni.

martedì 24 febbraio 2009

Kyoto, la strada è ancora lunga

L'Italia deve percorrere ancora molta strada per raggiungere gli impegni sottoscritti a Kyoto. È il monito lanciato da Legambiente in occasione dell'anniversario del protocollo sulla tutela dell'ambiente siglato in Giappone, che coincide con la quinta edizione della Settimana amica del clima. Un'occasione che è servita per lanciare la campagna Isolando, l'iniziativa che si è svolta su scala nazionale per sensibilizzare l'opinione pubblica sui vantaggi derivanti dall'isolamento termico ed acustico degli edifici. E le cifre in ballo non sono di poco conto. Dati alla mano, le spese di riscaldamento costituiscono il 70% della spesa energetica di una famiglia. Uno studio Ecofys, condotto su scala europea, ha calcolato in 500 miliardi di euro la spesa complessiva in Ue per il riscaldamento, circa 1.000 euro l'anno per ciascun nucleo familiare. Secondo i dati presentati dal comitato scientifico della campagna Isolando, chi abita in un appartamento di circa 100 mq a Roma, potrebbe risparmiare circa il 55% dei consumi e delle emissioni di Co2 se provvedesse ad interventi di riqualificazione energetica. Se prima si prevedeva una spesa di 624 euro l'anno, ha spiegato il testimonial dell'iniziativa, Mario Tozzi, grazie agli interventi se ne potranno spendere solo 281. E nel caso di abitazioni singole (con superfici esposte direttamente all'esterno) la quota di risparmio ottenibile potrebbero salire fino al 61%. Secondo gli schemi del decalogo Isolando è possibile calcolare i benefici in termini economici a seconda della zone della Penisola. In un'appartamento condominiale del Nord Italia si potrebbero abbattere consumi ed emissioni del 59%, al Centro del 55% mentre al Sud e alle Isole la soglia si attesta al 41%. Novità anche sul punto di vista degli sgravi fiscali. Entro fine mese l'Agenzia delle Entrate diramerà le disposizioni per ottenere gli incentivi fiscali in tema di risparmio energetico. (Da Milano Finanza).

Un altro interessante progetto italiano di risparmio ed efficienza energetica: si tratta della Campagna di Efficienza Energetica 30PERCENTO, lanciata dall’Eni di Paolo Scaroni più di un anno fa con l’obiettivo di permettere un risparmio del 30% sulla bolletta energetica di ogni famiglia.

mercoledì 18 febbraio 2009

Efficienza energetica, emissioni stabili in famiglia

Un timido risultato fino al 2006, certificato dalle statistiche. E un potenziale sviluppo positivo negli anni più recenti preannunciato dai consumi. Secondo i dati Istat dal 2000 al 2006 le emissioni di Co2 da parte delle famiglie sono calate di appena l'1 per cento. La modesta performance viene alla luce proprio nel giorno del quarto anniversario del protocollo di Kyoto, che Il Sole 24 Ore del Lunedì ricorda con un numero a impatto ambientale zero.I dati ufficiali si fermano al 2006 per motivi di raccolta statistica, ma contengono già una sorpresa: il "nemico" è dentro casa e non sulla strada. Se infatti le emissioni di anidride carbonica generate dai carburanti e dai lubrificanti delle auto sono calate del 10%, quelle derivanti dal riscaldamento sono cresciute dell'8 per cento.«Il trasporto non sembra più essere il grande colpevole», sottolinea Clara Poletti, direttore del Centro ricerca ambiente ed energia dell'Università Bocconi. Complessivamente nel 2006 gli italiani hanno immesso nell'aria 104 milioni di tonnellate di anidride carbonica, pari a 1,7 tonnellate pro capite. Ma dati alla mano, si scopre che a partire dal 2004 il primato nella generazione delle emissioni di anidride carbonica è passato dai carburanti delle auto al riscaldamento, con un picco a 58,3 milioni di tonnellate di Co2 nel 2005. «La dinamica del riscaldamento - prosegue Poletti - dipende molto dalle temperature e va ricordato che il 2005 è stato un inverno particolarmente rigido ». Le famiglie sono state invece più virtuose sul fronte delle emissioni di monossido di carbonio e dei composti organici non volatili. Le prime, generate soprattutto dai gas di scarico delle auto, sono diminuite del 34%, mentre le seconde, sprigionate dalle vernici utilizzate in casa, sono calate del 28 per cento.Dal 2006 in poi a raccontare la storia delle emissioni sono i consumi e i comportamenti degli italiani. Dalle auto agli elettrodomestici passando per le caldaie, i dati di mercato fotografano un'attenzione sempre più crescente all'ambiente.Dal 1998 al gennaio 2009 sono state immatricolate 391mila auto " verdi", con una quota di mercato passata dallo 0,1 a quasi il 4 per cento. Una virata verso il rispetto dell'ambiente che si è fatta sempre più visibile proprio negli anni 2005 e 2006: secondo i dati dell'Unrae, i veicoli a benzina e metano immatricolati sono passati da circa 9mila del 2004 a oltre 24mila nel 2006, quelli a benzina+gpl sono addirittura quintuplicati, fino a superare quota 70mila nel 2008. Ulteriori sviluppi positivi in nome della sostenibilità saranno possibili sulla scia del decreto anti-crisi appena entrato in vigore (si veda Il Sole 24 Ore del 12 febbraio). La politica degli incentivi ha favorito anche la conversione al verde nel settore degli elettrodomestici. Dal 2006 al 2007 i frigoriferi ad alta efficienza energetica (A+ e A++) sono passati dal 12 al 26% del mercato. Secondo il Ceced, il trend è proseguito anche nel 2008 con una quota stimata del 47 per cento. Ogni nuovo apparecchio riduce il consumo annuo di elettricità di circa 200 kWh. Sostituendo i circa 20 milioni di elettrodomestici in uso da oltre dieci anni nelle famiglie italiane con quelli di ultima generazione si realizzerebbe un risparmio di elettricità pari al consumo di una città come Palermo. (Dal Sole 24 Ore)

Un altro interessante progetto italiano di risparmio ed efficienza energetica: si tratta della Campagna di Efficienza Energetica 30PERCENTO, lanciata dall’Eni di Paolo Scaroni più di un anno fa con l’obiettivo di permettere un risparmio del 30% sulla bolletta energetica di ogni famiglia.