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venerdì 8 marzo 2013

Certificati bianchi ed efficienza energetica

Lo strumento dei certificati bianchi, tra i diversi meccanismi di incentivazione, è quello che registra il miglior costo-efficacia per lo Stato.
E non solo. In termini di gwh/anno risparmiati, i certificati bianchi hanno contribuito per circa il 50% al raggiungimento del totale del miglioramento dell'efficienza energetica registrato a fine 2011.
Questo è quanto emerso in occasione della seconda conferenza annuale della Fire, Federazione italiana per l'uso razionale dell'energia.

I certificati bianchi, o più propriamente Titoli di Efficienza Energetica (TEE), sono titoli che certificano i risparmi energetici conseguiti da vari soggetti attraverso la realizzazione di specifici interventi e che valgono il riconoscimento di un contributo economico, rappresentando dunque un incentivo atto a ridurre il consumo energetico in relazione al bene distribuito.

giovedì 24 maggio 2012

Mini-Eolico: meno ingombrante, più conveniente

Micro pale da giardino e da città per produrre energia dal vento dal design minimalista di Philippe Starck. Le microturbine hanno una potenza compresa fra 400 watt e 1 kW e saranno prodotte da Pramac nello stabilimento di Siena, con l'obiettivo di venderle in tutto il mondo. Le micro pale si chiamano "Revolutionair". Le pale verranno vendute direttamente al piccolo consumatore e alle famiglie. «Vogliamo trasformare l'eolico in qualcosa di bello, in un qualcosa in cui tutti noi possiamo partecipare. Il mio sogno è che ognuno di noi possa avere una pala, magari sul tetto o in giardino, in modo da creare energia a larga diffusione. Si tratta di una grossa rivoluzione», ha sottolineato il presidente di Pramac. Le turbine sono molto più basse rispetto a quelle comuni cui siamo abituati, si aggirano infatti tra i tre e i sei metri. Questo permette di installarle non solo nei giardini o sui tetti delle abitazioni private, ma anche in strade e rotatorie. «Dai feedback che stiamo ricevendo l'interesse è molto forte», sottolinea Campinoti. Che aggiunge: «Il nostro sogno è di vendere questi prodotti in tutto il mondo. Per questo stiamo creando una rete distributiva con lancio anche sul web». Un design democratico perché a costo contenuto. Le microturbine a rotazione verticale sono di due tipi: una più piccola che produce fino a 400 watt e una più grande con una potenza di 1 Kw. La prima costa intorno ai 2.500 euro, la seconda 3.500. I costi di installazione sono compresi fra 1.000-2.000 euro. In altri termini per installare tre pale da tre kw, pari al consumo medio di una famiglia, occorrono circa 12.500 euro. Un esborso un po' più basso rispetto alla media di spesa (5.000 euro per kw) per l'installazione di panelli fotovoltaici. Il mercato del minieolico sta nascendo in Italia grazie ai decreti attuativi della Finanziaria approvata a fine 2007 che conferisce 30 centesimi di Euro per l'energia messa in rete dagli impianti eolici fino a 200kw.

martedì 5 ottobre 2010

Agevolazioni del 55% per il risparmio energetico: molto più utili di altri benefici

“Il Governo e gli strumenti a disposizione delle imprese per superare la crisi”. Questo il titolo dell’intervento dell’onorevole Luigi Casero, sottosegretario all’Economia e Finanze, all’Assemblea generale di Uncsaal tenutasi sabato 2 ottobre 2010 all’Auditorium Giò Ponti di Assolombarda. Si è trattato di un intervento ad ampio respiro sui problemi di rilancio dell’economia e delle imprese e il loro (tormentato) rapporto con gli incentivi di vario genere e, più in generale, con la fiscalità. Evidentemente l’attesa era tutta per quanto Casero avrebbe dichiarato sulla proroga dei benefici fiscali del 55% oltre il 2010.
E l’attesa non è stata vana. In sostanza, il 55% si può prorogare. Anche perché, e questo il sottosegretario l’ha dichiarato pubblicamente, la misura dei benefici fiscali per il risparmio energetico è stata utile, "molto più utile di altri benefici fiscali".
(dal blog di Luigi Vianello)

giovedì 24 giugno 2010

Rinnovabili, l'Italia accelera

Entro il 2020 l’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili dovrà coprire il 17% dei consumi energetici nazionali, in linea con le indicazioni della direttiva europea: questo l’obiettivo che emerge dal Piano di azione nazionale per le energie rinnovabili elaborato dal Ministero dello Sviluppo economico. E' quanto riporta il sito www.governo.it

La direttiva dell’Unione stabilisce infatti un quadro comune per la promozione dell’energia da fonti rinnovabili e fissa obiettivi nazionali obbligatori; in base all’art. 4, ogni Stato membro è tenuto a fissare i propri obiettivi adottando un piano di azione da trasmettere alla Commissione Europea entro il 30 giugno 2010. Da tempo l'Italia ha posto lo sviluppo delle fonti rinnovabili tra le priorità della sua politica energetica, insieme alla promozione dell'efficienza energetica, avendo come obiettivi la promozione di filiere tecnologiche innovative, la riduzione dei costi dell'energia per cittadini e imprese, lo sviluppo sostenibile.

Nel dettaglio, il Piano prevede che le energie rinnovabili dovranno coprire il 6,38% dei consumi legati ai trasporti, il 28,97% dei consumi nel comparto elettrico e il 15% nell’ambito del riscaldamento e raffreddamento. Le misure ritenute necessarie per il raggiungimento degli obiettivi sono di vario tipo: economiche, di supporto, di cooperazione internazionale.

Il Piano prevede, inoltre, di intervenire sul quadro esistente dei meccanismi di incentivazione, come i certificati verdi, il conto energia, l’agevolazione fiscale per gli edifici, l’obbligo della quota di biocarburanti, per incrementare la quota di energia prodotta rendendo più efficienti gli strumenti di sostegno.
(affaritaliani.it)

martedì 8 giugno 2010

Le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico

La legge finanziaria per il 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244) ha prorogato fino al 31 dicembre 2010 le agevolazioni fiscali (introdotte dalla legge finanziaria per il 2007) spettanti ai contribuenti che sostengono spese per il conseguimento di risparmio energetico.

I benefici consistono in una detrazione dalle imposte sui redditi (Irpef o Ires) del 55 per cento delle spese sostenute, entro un limite massimo che varia a seconda della tipologia dell’intervento eseguito.

Sono ammessi all’agevolazione fiscale per il risparmio energetico tutti i contribuenti, anche non residenti e anche se titolari di reddito d’impresa, che possiedono, a qualsiasi titolo, l’immobile oggetto di intervento.

Vediamo nel dettaglio chi può usufruirne:
- le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni;
- i contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone,
società di capitali);
- le associazioni tra professionisti;
- gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale.

Tra le persone fisiche, sono ammessi anche:
- i titolari di un diritto reale sull’immobile;
- i condomini, per gli interventi sulle parti comuni condominiali;
- gli inquilini;
- chi detiene l’immobile in comodato.

E i familiari?
Sono ammessi a fruire della detrazione anche i familiari (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado), conviventi con il possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento, che sostengono le spese per la realizzazione dei lavori, ma limitatamente ai lavori eseguiti su immobili appartenenti all’ambito “privatistico”, a quelli cioè nei quali può esplicarsi la convivenza, ma non in relazione ai lavori eseguiti su immobili strumentali all’attività d’impresa, arte o professione.

Si ha diritto all’agevolazione anche nel caso in cui il contribuente finanzia la realizzazione dell’intervento di riqualificazione energetica mediante un contratto di leasing. In tale ipotesi, la detrazione spetta al contribuente stesso (utilizzatore) e si calcola sul costo sostenuto dalla società di leasing. Quindi non assumono rilievo ai fini della detrazione i canoni di leasing addebitati all’utilizzatore.

(da luigi-vianello.blogspot.com)

lunedì 9 marzo 2009

Ance: «Spingere sul risparmio energetico»

La prima reazione dei costruttori alle misure di deregulation urbanistica allo studio del Governo è positiva e mette in conto «importanti effetti sull'occupazione», per quanto non ancora quantificabili. «Noto anzitutto con piacere –dice il presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti – che il Governo ha abbandonato la posizione secondo cui le cose si aggiusteranno da sole e mette le misure per l'edilizia al primo posto tra i provvedimenti che possono ridurre l'impatto della crisi». Bene lo stanziamento di 10,8 miliardi per il piano delle infrastrutture, anche se l'Ance resta in attesa di un piano delle piccole opere immediatamente cantierabile. «Ne scorgo una prima traccia con il piano dell'edilizia scolastica, ma bisogna lavorarci ancora». Bene anche l'approvazione del piano casa «per permettere ai Comuni di procedere con i piani operativi».A proposito delle misure a sorpresa sulla deregulation, i costruttori vogliono vedere meglio cosa ci sia dentro, ma dalle parole di Berlusconi colgono subito tre segnali positivi per il settore. «Il primo – dice Buzzetti – è la premialità, anche in termini di cubature aggiuntive, per chi passa a soluzioni abitative puntando sul risparmio energetico; il secondo è la previsione della drastica riduzione dei tempi per il rilascio della concessione edilizia grazie alle semplificazioni urbanistiche che verrebbero introdotte; il terzo è il rilancio della demolizione e ricostruzione, anch'essa incentivata, che può decollare entro qualche mese e produrre effetti interessanti in termini di investimenti nel medio periodo».Dalle parole di Buzzetti è chiaro che l'Ance prende del piano del Governo soprattutto ciò che si sovrappone con le proposte che la stessa organizzazione lancia da mesi e, con più insistenza, negli ultimi tempi: gli incentivi al risparmio energetico (per cui l'Ance aveva elaborato un piano di sgravi fiscali) e la forte semplificazione normativa e urbanistica. Maggiore prudenza, invece, sugli aspetti più estremi della proposta Berlusconi. «La totale abolizione della concessione edilizia – dice Buzzetti – mi pare più che altro una provocazione positiva, siamo convinti che tutto sarà reinserito nell'ambito dei principi e delle norme nazionali dell'urbanistica». Su questo, una rassicurazione è arrivata dallo stesso Berlusconi con la precisazione che non si permetteranno abusi edilizi. Nelle bozze diramate si parla di «deroghe al piano regolatore» che vanno evidentemente chiarite.Ma l'Ance non esprime un giudizio netto neanche sul cuore della proposta del Governo, gli incentivi di cubature aggiuntive generalizzati. «Siamo convinti che bisogna darne a chi sposa oggi un'edilizia a forte risparmio energetico: non dobbiamo perdere l'occasione di agganciarci a questa innovazione, positiva sul piano tecnologico e su quello ambientale. Sul premio di cubatura generalizzato, la prima impressione è positiva, per le ragioni che ho detto, ma dobbiamo leggere meglio le carte». (dal Sole 24 Ore)

mercoledì 25 febbraio 2009

Fotovoltaico, l'iter per ottenere l'agevolazione

Dal Sole 24 Ore

1 PROGETTO E PREVENTIVO Chi vuole realizzare in casa propria un impianto fotovoltaico per produrre elettricità sfruttando l'energia del sole deve far elaborare un progetto e un preventivo da un progettista o da un installatore specializzato.Indispensabile un sopralluogo: la produzione di energia dipende dalla corretta installazione dell'impiantoe dall'esposizione all'irraggiamento solare.Un impianto residenziale ha normalmente una potenza di 3 kW 5 MODULO Il Gse esamina la documentazione e, se questaè completa,comunica all'interessato la tariffa incentivante in conto energia –cioè il bonus –entro 60 giorni dal ricevimento della richiesta. Quindi ci si collega al portale del Gse (https://applicazioni.gse.it), si entra nella sezione «Decreto interministeriale 19.02.2007», si compila il modulo per la convenzione e se ne inviano due stampate al Gse, firmandone una 2 AUTORIZZAZIONI Il soggetto responsabile (cioè chi vuole realizzare l'impianto)deve informarsi presso l'ufficio comunale competente su iter e autorizzazioni previste. Ogni Regione ha proprie regole in proposito. Nel caso delle "zone protette" –come centri storici o zone con vincolo paesistico –potrebbe essere necessaria l'autorizzazione paesistica,mentre per i piccoli impianti potrebbe bastare la Dia 6 ULTERIORE PREMIO Gli impianti che operano in regime di scambio sul posto (un'opzione che può essere scelta in aggiunta al conto energia) possono usufruire di un premio ulteriore se si effettuano interventi sugli edifici volti al risparmio energetico.Il bonus –articolato su tre livelli –spetta tra l'altro ai nuovi edifici efficienti dal punto di vista energetico, fino a un massimo del 30% della tariffa iniziale 3 CONNESSIONE ALLA RETE Per allacciarsi alla rete elettrica si deve inoltrare il progetto al gestore di rete locale. Il gestore comunicherà punto d'allaccio,preventivo e tempi. L'interessato accetterà il preventivo e stipulerà il contratto con il gestore. Quindi, finiti i lavori, verrà effettuato l'allacciamento.Questa è una fase delicata, che può richiedere tempi lunghi e costi elevati per gli impianti isolati o lontani dalla rete 7 BANCHE Per facilitare il finanziamento degli impianti fotovoltaici,il Gse permette all'interessato la cessione alle banche dei crediti derivanti dall'ammissione alle tariffe incentivanti. In questo modo il bonus pubblico viene utilizzato per garantire il rimborso del prestito che finanzia la costruzione dell'impianto.Il Gse ha sottoscritto un accordo quadro con numerosi istituti di credito (circa 350) 4 RICHIESTA AL GSE Entro 60 giorni dall'entrata in esercizio dell'impianto, il soggetto responsabile invierà al Gse –la società pubblica che promuove le energie rinnovabili –la richiesta di incentivo corredata dai 10 documenti previsti dalla delibera Aeeg 90/07 (si veda la «Guida al nuovo conto energia»). Per la richiesta si usa il portale (https://applicazioni.gse.it), tramite il quale si possono predisporre domanda d'incentivo e alcuni allegati 8 COSTI Un impianto fotovoltaico costa da 5.500 a 8mila euro per kW (fonte Gifi-Anie), comprese installazionee pratiche. Un impianto da 3 kW costa tra i 15 e i 20mila euro (fonte Assosolare). I costi di esercizioe manutenzione annui sono stimati in circa 1-1,5% del valore dell'impianto.Il tempo di ritorno dell'investimento,usufruendo del conto energia,è di 11-13 anni (Nord), 9-11 anni (Centro) e 7-9 anni (Sud).

Un altro interessante progetto italiano di risparmio ed efficienza energetica: si tratta della Campagna di Efficienza Energetica 30PERCENTO, lanciata dall’Eni di Paolo Scaroni più di un anno fa con l’obiettivo di permettere un risparmio del 30% sulla bolletta energetica di ogni famiglia.

martedì 24 febbraio 2009

Kyoto, la strada è ancora lunga

L'Italia deve percorrere ancora molta strada per raggiungere gli impegni sottoscritti a Kyoto. È il monito lanciato da Legambiente in occasione dell'anniversario del protocollo sulla tutela dell'ambiente siglato in Giappone, che coincide con la quinta edizione della Settimana amica del clima. Un'occasione che è servita per lanciare la campagna Isolando, l'iniziativa che si è svolta su scala nazionale per sensibilizzare l'opinione pubblica sui vantaggi derivanti dall'isolamento termico ed acustico degli edifici. E le cifre in ballo non sono di poco conto. Dati alla mano, le spese di riscaldamento costituiscono il 70% della spesa energetica di una famiglia. Uno studio Ecofys, condotto su scala europea, ha calcolato in 500 miliardi di euro la spesa complessiva in Ue per il riscaldamento, circa 1.000 euro l'anno per ciascun nucleo familiare. Secondo i dati presentati dal comitato scientifico della campagna Isolando, chi abita in un appartamento di circa 100 mq a Roma, potrebbe risparmiare circa il 55% dei consumi e delle emissioni di Co2 se provvedesse ad interventi di riqualificazione energetica. Se prima si prevedeva una spesa di 624 euro l'anno, ha spiegato il testimonial dell'iniziativa, Mario Tozzi, grazie agli interventi se ne potranno spendere solo 281. E nel caso di abitazioni singole (con superfici esposte direttamente all'esterno) la quota di risparmio ottenibile potrebbero salire fino al 61%. Secondo gli schemi del decalogo Isolando è possibile calcolare i benefici in termini economici a seconda della zone della Penisola. In un'appartamento condominiale del Nord Italia si potrebbero abbattere consumi ed emissioni del 59%, al Centro del 55% mentre al Sud e alle Isole la soglia si attesta al 41%. Novità anche sul punto di vista degli sgravi fiscali. Entro fine mese l'Agenzia delle Entrate diramerà le disposizioni per ottenere gli incentivi fiscali in tema di risparmio energetico. (Da Milano Finanza).

Un altro interessante progetto italiano di risparmio ed efficienza energetica: si tratta della Campagna di Efficienza Energetica 30PERCENTO, lanciata dall’Eni di Paolo Scaroni più di un anno fa con l’obiettivo di permettere un risparmio del 30% sulla bolletta energetica di ogni famiglia.

giovedì 19 febbraio 2009

Il termosifone che fa bene alla salute e alla bolletta energetica

Inserire delle cerniere al termosifone di casa, potendolo così ruotare verso l'interno della stanza. Risultato: notevole risparmio energetico e salvaguardia della salute. Sembra impossibile che un meccanismo così semplice, elaborato dall'inventore Vittorio Schincaglia, possa diventare l'ultima frontiera del risparmio energetico, eppure, dopo anni di esperimenti, i risultati parlano chiaro: il termosifone «a cerniera» porta ad un risparmio del 20% sulle bollette. In effetti, basta trovarsi di fronte ad un qualsiasi radiatore per intuire che il calore prodotto riscalda inutilmente il muro perimetrale e i davanzali delle finestre, dissipando energia e soldi. Problema risolto con i termosifoni modificati che, coi tempi che corrono, riescono a far risparmiare notevolmente sul riscaldamento di casa, ammortizzando oltretutto in poco tempo questa modifica, la cui spesa si aggira intorno ai 200 euro. E non solo: appena l’invenzione avrà il placet delle autorità competenti, potrebbero scattare le detrazioni fiscali previste per il risparmio energetico (fino al 55% di detrazione fiscale in tre anni sull'Irpef). A conti fatti, quindi, un sollievo per le tasche a cui si accompagna - è questa è la seconda rivoluzione - un concreto miglioramento igienico-sanitario. Numerosi esperimenti hanno infatti dimostrato che dietro ai radiatori a sistema tradizionale, tra le lamelle, si deposita una grande quantità polveri sottili e acari che, con il riscaldamento, si sollevano nell'aria e vengono respirati dalle persone nella stanza. Una dannazione soprattutto per chi soffre di allergie. Estraendo il termosifone per pulirlo questo inconveniente si risolve totalmente.A corollario di questi evidenti ed importanti vantaggi, due buone notizie per chi si occupa delle faccende domestiche: oltre a poter ridipingere la parete dietro al radiatore, si possono asciugare i panni sullo stendibiancheria in pochissimo tempo, semplicemente mettendo lo stendino sopra il termosifone. Vittorio Schincaglia, che ha ottenuto il certificato di validità per questa invenzione, presentata qualche anno fa ad un «Inventor-show», installa già questo dispositivo nel suo negozio, la Multiwave di via Nizza, a Zinola, ma il passo successivo è far arrivare il progetto nelle mani giuste, per essere inserito tra i dispositivi riconosciuti dallo Stato per il risparmio energetico. (Da La Stampa)

Un altro interessante progetto italiano di risparmio ed efficienza energetica: si tratta della Campagna di Efficienza Energetica 30PERCENTO, lanciata dall’Eni di Paolo Scaroni più di un anno fa con l’obiettivo di permettere un risparmio del 30% sulla bolletta energetica di ogni famiglia.

martedì 10 febbraio 2009

Lo Sportello energia debutta a Cossato

Verrà inaugurato domani lo «Sportello energia» del Centro di educazione ambientale della Provincia di Torino. L’appuntamento (aperto al pubblico), è alle 21 nella sala affreschi di villa Berlanghino, a Cossato. Le attività dello sportello riguardano gli aspetti informativi di base sull’applicazione delle tecnologie e dei prodotti oltre che l’orientamento degli utenti verso le soluzioni più coerenti e vantaggiose rispetto all’ambito specifico di applicazione. Ad esempio, gli interventi per migliorare le dispersioni di calore dell’edificio utilizzando isolanti appropriati, gli impianti efficienti per la produzione di calore e teleriscaldamento, installazione e utilizzo delle fonti rinnovabili (solare termico e fotovoltaico, biomassa, geotermico, e altri), il risparmio energetico con l’illuminazione e gli elettrodomestici, le agevolazioni fiscali, detrazioni e bandi pubblici.Lo sportello avrà due sedi: a Cossato, in collaborazione con il Comune, a villa Berlanghino e a Occhieppo Inferiore, in collaborazione con la Comunità montana Bassa Valle Elvo a cascina S. Clemente.

lunedì 9 febbraio 2009

L'importante è risparmiare

Dal Sole 24 Ore

La prospettiva per l'anno in corso è di un risparmio energetico forzato, indotto più dalla crisi economica che non dai comportamenti virtuosi. Negli Stati Uniti l'Eia (Energy information administration) ha previsto che nel 2009 la domanda di petrolio non crescerà. In Italia i dati dello scorso novembre hanno registrato una flessione dei consumi elettrici del 6,3% con un picco negativo del 9,5% nelle aree più industrializzate. Risparmiare per un Paese che, come il nostro, importa l'85% delle fonti primarie è un obiettivo irrinunciabile. Il piano dell'Italia, presentato a settembre 2007, prevede per il 2016 un taglio del 9,6% dei consumi, corrispondente a 11 milioni di tep (tonnellate equivalenti di petrolio), che si tradurrà in un risparmio annuo di 5 miliardi di euro. Ma a che punto siamo? Un bilancio della situazione è stato offerto da un workshop, organizzato dalla società di consulenza Idc.«Dal punto di vista degli strumenti – ha sottolineato Dario Di Santo, direttore del Fire (Federazione italiana per l'uso razionale dell'energia) – l'Italia è dotata di un buon quadro di sostegno: dalle detrazioni fiscali introdotte nel 2007 al conto energia per il fotovoltaico; dai certificati verdi e bianchi a Industria 2015, fino ai programmi di ricerca per il settore elettrico. In particolare, è risultata positiva l'esperienza dei certificati bianchi con risparmi realizzati superiori agli obiettivi assegnati per il triennio 2005-2007: oltre 2 milioni di tep rispetto agli 1,1 milioni assegnati». Occorre però uscire dalla fase delle "lampadine", al primo posto dei risparmi del settore civile, a sua volta responsabile del 59% delle tep risparmiate negli usi elettrici. Rimane infatti insufficiente il contributo dell'industria che, pur incidendo per il 45% sul totale dei consumi elettrici, a livello di risparmio non è andata oltre il 6%, usi termici compresi. «Se le aziende – commenta Di Santo – continuano a lamentarsi per i prezzi dell'energia, poco o nulla hanno fatto perché i fornitori propongano apparecchiature ad alta efficienza. Né hanno sfruttato le detrazioni fiscali per i motori elettrici, che rappresentano spesso la prima voce di costo. Un grande assente è anche il sistema bancario che dovrebbe migliorare la propria offerta per gli interventi di efficienza».

Un interessante progetto italiano di risparmio ed efficienza energetica è la Campagna di Efficienza Energetica 30PERCENTO, lanciata dall’Eni di Paolo Scaroni più di un anno fa con l’obiettivo di permettere un risparmio del 30% sulla bolletta energetica di ogni famiglia.

Scatta l'ora del salvagente verde

Dal Sole 24 Ore

Riuscirà il salvagente verde a salvare l'economia dalla tempesta causata dalla finanza irresponsabile? Tra dubbi e speranze il settore delle energie alternative guarda con fiducia alla cosiddetta green economy, sperando che non si trasformi in bolla come già accaduto per la new economy. Le dichiarazioni e gli stanziamenti pubblici non mancano. Negli Usa Barack Obama ha fatto del tema ambientale il suo cavallo di battaglia durante la campagna elettorale. E anche in Europa, con il nuovo pacchetto soprannominato 20-20-20, si punta entro i prossimi 11 anni a portare la quota di fonti alternative utilizzate dall'8,5% attuale al 20 per cento. Tradotto in soldoni si tratta di investimenti con un costo stimato dalla commissione Ue pari a circa 13-18 miliardi di euro l'anno complessivi per i 27 Paesi comunitari coinvolti nel progetto. La misura dovrebbe creare, almeno sulla carta, 2,5 milioni di posti di lavoro. Anche le misure anticrisi proposte in questi giorni dai vari governi nazionali puntano a incentivare l'ecologia: con agevolazioni su auto ed elettrodomestici a basso impatto.Dall'altra parte dell'Oceano la sterzata data dal nuovo presidente Usa, dopo anni di chiusura verso Kyoto e l'ambientalismo che ha caratterizzato la precedente amministrazione, prevede, come da programma elettorale, un investimento di 150 miliardi di dollari nell'arco dei prossimi 10 anni e la creazione di 5 milioni di nuovi posti di lavoro nel settore della green economy. Attualmente la cifra già destinata a incentivare le energie pulite è pari a 25 miliardi di dollari, ma sono attesi nuovi fondi la cui erogazione dovrebbe essere contenuta in una legge quadro in via di approvazione. Anche negli Usa si parla di taglio del 10% delle emissioni nocive con il raddoppio della produzione di energie rinnovabili da attuare nel prossimo triennio. L'obiettivo ambizioso verrà realizzato attraverso incentivi fiscali, investimenti diretti e prestiti agevolati a imprese e famiglie.Se investire in singoli titoli che potranno beneficiare del nuovo paradigma economico può rivelarsi rischioso, visto che si tratta di settori molto specializzati e di titoli generalmente molto volatili, più adatti a cavalcare la rivoluzione verde sono invece i fondi specializzati sull'ambiente. Nella tabella in pagina Vigeo Italia, ne ha indicati alcuni che selezionano gli emittenti utilizzando principalmente (ma non in modo esclusivo) criteri di natura ambientale. Tra questi ci sono fondi che puntano soprattutto su società generaliste (tipicamente le società del settore oil & gas che operano anche nelle rinnovabili) altri che investono anche su imprese «specializzate» (tipicamente small cap) impegnate esclusivamente o prevalentemente nelle energie alternative. Infine vi sono gestori che prevedono l'investimento anche in società che operano nel business- to-business o nel businessto- consumer, che sono esposte, ovviamente, a rischi/opportunità diversi.

venerdì 6 febbraio 2009

Ripristinate le detrazioni del 55% per il risparmio energetico

A grande richiesta, sono tornati nel documento programmatico dell'agenda di governo, gli incentivi per il risparmio energetico.Se non ci saranno modifiche dell'ultima ora, almeno per i prossimi due anni verrà mantenuto il 55% e soprattutto il suo impatto visto che non ci saranno più limiti di spesa annuali, come quelli indicati nel decreto 185/08. Il decreto “anti-crisi”, comprende laleggeche tratta la detrazione fiscale del 55% per interventi di riqualificazione energetica dell'edificio. Il testo è quello approvato dalle Commissioni riunite di Bilancio e Finanza della Camera. La detrazione dell'imposta lorda resta del 55% ma dovrà essere ripartita in 5 rate annuali di pari importo (quindi non più tra 3 o 10 anni).Non ci sono limiti annuali per la detrazione, che avrebbero inficiato il provvedimento e costretto ad una doppia presentazione cautelativa della richiesta di detrazione, una per il 55% e un'altra per il 36%. E' inoltre eliminata la procedura del “silenzio-dissenso” da parte dell'Agenzia delle Entrate. Il testo emendato rispetto al decreto sopprime nell'art 29, comma 1 la frase “alle detrazioni per interventi di riqualificazione energetica degli edifici, di cui all'articolo 1, commi da 344 a 347, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.” Quindi i limiti di risorse finanziarie annuali, che si leggono nel comma 7 modifi cato, sono relativi solo a crediti di imposta per le spese per attività di ricerca. Altra novità riguarda una comunicazione preventiva all'Agenzia delle entrate che dovranno fare i contribuenti interessati alle detrazioni. (dal Sole 24 Ore)

Un altro interessante progetto italiano di risparmio ed efficienza energetica: si tratta della Campagna di Efficienza Energetica 30PERCENTO, lanciata dall’Eni di Paolo Scaroni più di un anno fa con l’obiettivo di permettere un risparmio del 30% sulla bolletta energetica di ogni famiglia.

lunedì 2 febbraio 2009

Bonus fiscale per l'efficienza, si riparte

L’articolo 29 del dl anticrisi ripropone la possibilità di detrazione del 55% delle spese sostenute per opere edilizie di efficientamento energetico. Lo sgravio spalmato su cinque anni, spiega Finanza & Mercati

L’allarme rosso è rientrato. Il temuto stop al bonus fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, a uso abitativo e non, è stato infatti prorogato. Con 158 voti a favore, 126 contrari e 2 astenuti, il Senato ha votato la fiducia al governo sul decreto legge anticrisi da cinque miliardi di euro varato a fine novembre. Il decreto (dl 185/2008), sotto i riflettori soprattutto per questioni bancarie e di credito fondiario, contiene anche il lungamente discusso articolo 29, quello cioè che definisce la disciplina in merito agli sconti fiscali sulle spese di riqualificazione energetica degli edifici, prevedendo la possibilità di detrarre a fini fiscali il 55% delle spese sostenute per opere di efficientamento energetico. In seguito a cori di proteste ed all’opposizione delle associazioni dei consumatori, nonché dei costruttori, sono state eliminate sia la norma che introduceva la retroattività del provvedimento, sia il meccanismo del silenzio-rifiuto a seguito della presentazione delle istanze per ottenere il bonus fiscale. In pratica, per le spese sostenute negli anni 2009 e 2010, chi vorrà ottenere la detrazione dovrà inviare apposita comunicazione all’Agenzia delle Entrate, nei termini e secondo le modalità previsti con provvedimento che la stessa Agenzia delle Entrate emanerà entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto anticrisi; tale comunicazione, che ha lo scopo di monitorare l’andamento delle richieste, conterrà la data di inizio lavori, la spesa sostenuta e la cifra da portare in detrazione. Come già succedeva prima, inoltre, chi farà richiesta dovrà inviare la documentazione tecnica all’Enea per via telematica. «Solo se il nuovo sito non sarà pronto entro il primo aprile 2009 - chiarisce Giampaolo Valentini, coordinatore del gruppo di lavoro sull’efficienza energetica dell’Enea - sarà possibile effettuare la richiesta tramite raccomandata».La principale novità risiede nel fatto che il contribuente, a differenza della pregressa normativa, potrà detrarre lo sgravio fiscale esclusivamente in 5 anni, (mentre prima era il contribuente a scegliere in quanti anni, da 3 a 10, recuperarlo), sulla base di una rata costante calcolata, appunto sul quinquennio. Questo per consentire all’Erario di calcolare con esattezza a quanto ammonterà il mancato gettito negli anni successivi. Grosso aspetto positivo è l’eliminazione dei tetti di spesa annuali messi a disposizione dall’Esecutivo.Nulla cambia, invece, per chi ha eseguito gli interventi di riqualificazione energetica entro il 31 dicembre 2008. Le procedure e i termini rimangono quelli già consolidati, compresa la possibilità di scegliere il numero di rate in cui detrarre l’importo, da 3 a 10 anni; scelta che dovrà essere fatta all’atto della dichiarazione dei redditi e che sarà irrevocabile.

Un interessante progetto italiano di risparmio ed efficienza energetica è la Campagna di Efficienza Energetica 30PERCENTO, lanciata dall’Eni di Paolo Scaroni più di un anno fa con l’obiettivo di permettere un risparmio del 30% sulla bolletta energetica di ogni famiglia.

venerdì 30 gennaio 2009

Liguria: case in vendita, diventa obbligatoria la classe energetica

«AAA vero affare, vendesi villa 200 mq vista mare, classe energetica G» (la più bassa). Un tipo di annuncio cui dobbiamo abituarci: sta infatti per scattare l'obbligo, per la compravendita o locazione di ogni singolo alloggio nuovo o appena ristrutturato, del certificato di efficienza energetica che, come per gli elettrodomestici, attesta lo stato degli impianti. Attenzione, si tratta di una "fotografia" dello stato dell'arte – in assenza di interventi vale dieci anni – che non impone di mettere a norma impianti magari superenergivori. Le scadenze, per un preclaro esempio di federalismo imperfetto, sono differenziate:l'obbligo di attestato, che in Italia scattadalprossimo1 Úluglio, inLiguria è anticipato all'8 maggio 2009 (già in vigore da maggio per gli edifici sopra i 1.000 mq, e da novembre fino a 1.000 mq).Il quadro normativo nazionale ha in realtà ancora diverse incognite. La Liguria, che legiferando in materia di energia, nel 2007 è stata una delle Regioni pioniere nel lancio di un regolamento in materia di certificazione energetica degli edifici, si è trovata nella condizione di rimetterci subito mano (la nuova versione, frutto della drg 1869 del 30 dicembre 2008, è di imminente pubblicazione sul Bur; le scadenze sono confermate), per armonizzare le regole con il livello nazionale che, dal canto suo,ha cambiato nell'iter svariati dettagli, senza arrivare a tutt'oggi a promulgare le linee guida. L'input in ogni caso è europeo. In Italia la certificazione energetica è stata resa obbligatoria dal Dlgs 192/ 2005 (in attuazione della direttiva 2002/91/CE) e dal Dlgs 311/2006). In origine era prevista la nullità di ogni atto notarile di compravendita in cui il certificato non fosse allegato. Poi è venuto meno l'obbligo di allegare l'attestato, ma non di redigerlo.La Regione in settembre ha organizzato i primi corsi professionali sperimentali per certificatori energetici, uniche figure che, una volta iscritte in apposito elenco, possono elaborare gli attestati (il costo per alloggio è di 3-400 euro): si apre un nuovo mercato. Appena stilato un primo gruppo di enti formativi abilitati a svolgere i corsi (www. ambienteinliguria.it).I costruttori, a Genova associati in Assedil-Ance (300 imprese), seguono con interesse la questione, e sono a loro volta in cerca di sponsor per avviare un corso ad hoc per i tecnici comunali. Rimangono intanto col fiato sospeso per le detrazioni al 55% sugli interventi di riqualificazione energetica che, dopo pressioni e a grande richiesta, paiono riconfermate (come emendamenti del decreto legge "anticrisi"). Gettonatissime: «A livello nazionale –racconta Bruno Pelizzari, vicepresidente con delega all'energia – c'era una previsione di 350 milioni, mentre il bonus nel 2007 ha attivato sgravi per un miliardo. In Liguria, se l'edilizia è rimasta ferma, e gli impiantisti hanno lavorato un po', i serramentisti al contrario hanno messo a segno un buon business». (Dal Sole 24 Ore)

Un interessante progetto italiano di risparmio ed efficienza energetica è la Campagna di Efficienza Energetica 30PERCENTO, lanciata dall’Eni di Paolo Scaroni più di un anno fa con l’obiettivo di permettere un risparmio del 30% sulla bolletta energetica di ogni famiglia.

giovedì 29 gennaio 2009

L'importante è risparmiare

Dal Sole 24 Ore

La prospettiva per l'anno in corso è di un risparmio energetico forzato, indotto più dalla crisi economica che non dai comportamenti virtuosi. Negli Stati Uniti l'Eia (Energy information administration) ha previsto che nel 2009 la domanda di petrolio non crescerà. In Italia i dati dello scorso novembre hanno registrato una flessione dei consumi elettrici del 6,3% con un picco negativo del 9,5% nelle aree più industrializzate. Risparmiare per un Paese che, come il nostro, importa l'85% delle fonti primarie è un obiettivo irrinunciabile. Il piano dell'Italia, presentato a settembre 2007, prevede per il 2016 un taglio del 9,6% dei consumi, corrispondente a 11 milioni di tep (tonnellate equivalenti di petrolio), che si tradurrà in un risparmio annuo di 5 miliardi di euro. Ma a che punto siamo? Un bilancio della situazione è stato offerto da un workshop, organizzato dalla società di consulenza Idc.«Dal punto di vista degli strumenti – ha sottolineato Dario Di Santo, direttore del Fire (Federazione italiana per l'uso razionale dell'energia) – l'Italia è dotata di un buon quadro di sostegno: dalle detrazioni fiscali introdotte nel 2007 al conto energia per il fotovoltaico; dai certificati verdi e bianchi a Industria 2015, fino ai programmi di ricerca per il settore elettrico. In particolare, è risultata positiva l'esperienza dei certificati bianchi con risparmi realizzati superiori agli obiettivi assegnati per il triennio 2005-2007: oltre 2 milioni di tep rispetto agli 1,1 milioni assegnati». Occorre però uscire dalla fase delle "lampadine", al primo posto dei risparmi del settore civile, a sua volta responsabile del 59% delle tep risparmiate negli usi elettrici. Rimane infatti insufficiente il contributo dell'industria che, pur incidendo per il 45% sul totale dei consumi elettrici, a livello di risparmio non è andata oltre il 6%, usi termici compresi. «Se le aziende – commenta Di Santo – continuano a lamentarsi per i prezzi dell'energia, poco o nulla hanno fatto perché i fornitori propongano apparecchiature ad alta efficienza. Né hanno sfruttato le detrazioni fiscali per i motori elettrici, che rappresentano spesso la prima voce di costo. Un grande assente è anche il sistema bancario che dovrebbe migliorare la propria offerta per gli interventi di efficienza».Una radiografia del settore sostanzialmente poco "green". «Gli esempi di eccellenza – spiega Roberta Bigliani di Idc – non mancano, ma sono pochi e legati all'iniziativa di singoli. Questo malgrado gli investimenti per l'efficienza abbiano di solito ritorni entro i tre anni. I motivi, che si intrecciano, sono da una parte un'offerta non sempre qualificata da parte delle Esco (le società di consulenza energetica), dall'altra la mancanza di interlocutori. Gli energy manager, tranne nelle aziende obbligate e in alcuni grandi gruppi energivori, sono pochissimi e mancano del tutto non solo nelle Pmi, ma anche nelle medio-grandi ». Oltretutto anche tra i 2.070 soggetti nominati dalla normativa, non essendo applicate le sanzioni previste, non tutti hanno adempiuto all'obbligo di dotarsi dell'energy manager. A oggi sono disponibili solo i dati del settore pubblico, stimati dal Fire, che indicano una quota modesta di adempimento, tra il 10 e il 20 per cento.

Un interessante progetto italiano di risparmio ed efficienza energetica è la Campagna di Efficienza Energetica 30PERCENTO, lanciata dall’Eni di Paolo Scaroni più di un anno fa con l’obiettivo di permettere un risparmio del 30% sulla bolletta energetica di ogni famiglia.

lunedì 19 gennaio 2009

Il bonus energia riparte dallo sconto in cinque rate

Ma l'incertezza sul 2009 ha innescato un boom di 185mila domande all'Enea, spiega Il Sole 24 Ore

La paura, a volte, si misura in domande. Nel caso della detrazione del 55%, la paura era quella di perdere il bonus fiscale per gli interventi di risparmio energetico. Le domande, invece, sono quelle arrivate all'Enea, l'ente delegato a ricevere la documentazione: 30mila solo nell'ultima settimana dell'anno scorso, con un'impennata che porta il totale a 185mila. Per avere un'idea, basta pensare che prima del decreto anti-crisi si prevedevano 130mila domande relative al 2008. Una cifra superata di quasi il 40 per cento.A spazzare via dubbi, incertezze e timori è arrivato il disegno di legge di conversione del decreto anti-crisi (Dl 185/2008), approvato dalla Camera e ora all'esame del Senato. La nuova formulazione dell'articolo 29 ha cancellato tutte le principali limitazioni (si veda l'articolo in basso). In pratica,il 55% resta com'era,anche se per le spese sostenute dal 1Úgennaio 2009la detrazione andrà sempre ripartita in cinque anni, anziché poter essere distribuita da tre a dieci rate annuali a scelta del contribuente. Una rigidità che permetterà all'agenzia delle Entrate di calcolare esattamente l'esborso annuo per il Fisco, ma che – come è facile comprendere – in rari casi, potrà danneggiare i beneficiari.Molti contribuenti, con il regime precedente, sceglievano la rateazione in tre anni per sfruttare al massimo la detrazione. Ma per gli interventi più costosi, o per chi aveva redditi molto bassi, poteva essere più vantaggioso spalmare il bonus su dieci annualità. Ora questa pianificazione "a lungo" dello sconto non è più possibile. Come indicato nelle schede a fianco per le principali tipologie di lavori verdi, l'importo annuo della detrazione si abbassa rispetto alla ripartizione triennale. E in alcuni casi potrà esserci anche la cosiddetta incapienza fiscale, cioè la situazione in cui l'imposta dovuta è più piccola della detrazione (e dunque una parte dello sconto va perduta).Istanze in dribbling Come interpretare l'impennata delle domande? «La realtà è che il decreto anti-crisi ha generato molta confusione», risponde Giampaolo Valentini, coordinatore del gruppo di lavoro sull'efficienza energetica dell'Enea. E in questo scenario di incertezza i contribuenti hanno scelto strade diverse. Qualcuno si è affrettato per finire i lavori ed effettuare il bonifico di pagamento entro il 31 dicembre. Qualcun altro, anche se non poteva terminare gli interventi in tempo, ha inviato comunque la documentazione all'Enea. E qualcun altro ancora, nel dubbio, ha preferito aspettare che la situazione si chiarisse. Spiega ancora Valentini: «Ho la ragionevole certezza che molte persone abbiano fatto domanda anche quando gli interventi non erano stati ultimati. Una procedura impropria, perché bisogna prima finire i lavori ed effettuare i pagamenti ».Il costo dell'incertezza Le opinioni delle imprese descrivono benissimo questo quadro a doppia velocità. «Siamo soddisfatti di come è cambiato il decreto anti-crisi. Tuttavia, la frenata tra novembre e dicembre è stata tale da determinare un calo del 10-15% dell'attività produttiva del 2008 rispetto alle previsioni » commenta Maurizio Esitini, direttore generale di Assistal, l'associazione dei costruttori di impianti. Se questa fosse la dimensione della contrazione, il fatturato 2008 degli interventi interessati dal bonus del 55% –infissi, caldaie, pannelli solari, isolamento termico e riqualificazione energetica degli edifici – passerebbe a 1,62 miliardi dagli 1,8 miliardi di euro previsti fino a due mesi fa.«Tutti si sono fermati», conferma Valeria Verga, segretario generale di Assolterm, sigla che rappresenta i produttori di pannelli solari, un comparto che ha comunque chiuso il 2008 con una crescita del 30 per cento. Diversa, invece, la dinamica descritta dalla Uncsaal, che riunisce i produttori di serramenti e facciate continue. «Dicembre è stato un mese molto produttivo – spiega il direttore generale Pietro Gimelli –. Quando i consumatori hanno capito che il Governo avrebbe concesso lo sconto fiscale almeno per il 2008, sono corsi a installare gli impianti entro fine anno».

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lunedì 12 gennaio 2009

Efficienza energetica, bonus del 55% con un «avviso» all'agenzia Entrate

Dal Sole 24 Ore

Per l'agevolazione fiscale sugli interventi di risparmio energetico si dovrebbe tornare sostanzialmente alle regole previste prima della stretta introdotta dal decreto legge n. 185/2008.Solo per le spese sostenute nel 2009 e 2010, infatti, la detrazione del 55% dovrà essere ripartita in cinque anni e si dovrà inviare una comunicazione alle Entrate. Per usufruire del bonus del 55%, quindi, non si dovrà più attendere che l'Agenzia verifichi lasufficienza dei fondi. Sono queste le principali novità dell'emendamento approvato ieri in commissione Bilancio e Finanze della Camera, in sede di conversione in legge del Dl anticrisi. Novità che, ovviamente, dovranno essere confermate nel voto dell'Aula di Montecitorio e in quello del Senato poi, per diventare operative.In base al Dl anti-crisi, infatti, gli interessati al bonus per le spese del 2008 dovrebbero inviare un'istanza (condizionata alla copertura dei fondi stanziati) alle Entrate a partire dal prossimo 15 gennaio 2009. Confidando nella " promessa" modifica il "modello" per presentarla non è stato ancora approvato. Per cui nessuna domanda "fai da te" inviata alle Entrate da giovedì prossimo potrà essere presa in considerazione.Spese sostenute nel 2008 In base all'emendamento approvato ieri, per le spese sostenute nel 2008, l'agevolazione spetterà se verranno rispettati gli stessi adempimenti previsti per le spese sostenute nel 2007, senza inviare domande all'agenzia delle Entrate.Per i privati e i lavoratori autonomi ( professionisti), la spesa si considera "sostenuta" quando viene pagata attraverso il bonifico bancario, mentre per le imprese la spesa è sostenuta, per i beni mobili, alla data della consegna o spedizione, per le prestazioni di servizi, alla data della loro ultimazione.Chi ha "sostenuto" la spesa agevolata nel 2008 potrà beneficiare della detrazione Irpef o Ires del 55% già dai modelli Unico 2009 o nel 730 2009 relativi al 2008, se ha: effettuato nel 2008 i pagamenti tramite bonifico, contenente la specifica causale (condizione non necessaria per le imprese); acquisito l'attestato di certificazione energetica o di qualificazione energetica, prodotto da un tecnico abilitato (dal 2008, non più necessario per la sostituzione di finestre e l'installazione di pannelli solari); inviato la scheda informativa e i dati dell'attestato di certificazione energetica o di qualificazione energetica all'Enea entro 90 giorni dalla fine dei lavori.Se le spese sono state sostenute nel 2008 (pagate, per i privati), ma i lavori non sono ancora terminati, si potrà comunque iniziare a beneficiare dello sconto fiscale già dalle dichiarazioni dei redditi relative al 2008, a condizione che si predisponga una semplice dichiarazione in cui si attesti che i lavori non sono ancora ultimati (si veda «Il Sole 24 Ore» del 30 aprile 2008). La comunicazione all'Enea andrà inviata entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Per il 2008, la detrazione continuerà a poter essere ripartita da tre a dieci anni, a scelta irrevocabile del contribuente.Spese del 2009 e del 2010 Anche per le spese sostenute nel 2009 e nel 2010, non sarà più necessario inviare alle Entrate un'istanza per consentire il monitoraggio e la verifica del rispetto dei limiti dei fondi stanziati. L'emendamento approvato, infatti, prevede la sostituzione dell'istanza con una comunicazione da inviare alle Entrate e la fruizione della detrazione non sarà più «subordinata alla ricezione dell'assenso » da parte dell'Agenzia.I termini e le modalità della presentazione della comunicazione per il 2009 e 2010 verranno stabiliti da un provvedimento del direttore dell'agenzia delle Entrate.Per le spese future, quindi, oltre a tutti gli adempimenti previsti per le spese sostenute nel 2008, descritti in precedenza, dovrà essere inviata questa comunicazione alle Entrate. La detrazione Irpef o Ires, però, non potrà più essere ripartita, a scelta del contribuente, da trea dieci anni, ma dovrà essere suddivisa in cinque rate annuali di pari importo.

Un interessante progetto italiano di risparmio ed efficienza energetica è la Campagna di Efficienza Energetica 30PERCENTO, lanciata dall’Eni di Paolo Scaroni più di un anno fa con l’obiettivo di permettere un risparmio del 30% sulla bolletta energetica di ogni famiglia.

martedì 16 dicembre 2008

Energia, ripristinare le detrazioni

Per le pmi gli incentivi non sono un costo, ma un'opportunità Imprese di costruzioni, installatori, produttori di componenti per l'edilizia sostenibile. Quindi famiglie, che avevano deciso di investire nella riqualificazione energetica della propria abitazione, credendo di ricevere un congruo sostegno dallo stato in termini di detrazioni fiscali. Tutto azzerato. O meglio, tutto ridimensionato, e di molto, con il governo italiano che, proprio nel pacchetto anti-crisi, ha ritenuto di inserire una misura che la crisi rischia invece di aggravarla, mettendo in difficoltà un intero settore dell'economia italiana, per giunta tra i più promettenti e innovativi e ponendo un ulteriore ostacolo alla tanto declamata esigenza di «rilanciare i consumi». Questa la denuncia del presidente di Cna Ivan Malavasi che, dati alla mano, sottolinea le molteplici contraddizioni alla base del provvedimento del governo che ha limitato le detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica, con l'obiettivo dichiarato di liberare risorse per far fronte alla crisi economica. (tratto da Italia Oggi)

Un progetto di risparmio ed efficienza energetica è stato lanciato dall’Eni di Paolo Scaroni più di un anno fa con l’obiettivo di permettere un risparmio del 30% sull’attuale bolletta energetica di ogni famiglia

giovedì 11 dicembre 2008

Ambiente, l´Italia maglia nera allarme sulle malattie "da clima"

Da Repubblica

L´Unione europea punta sull´ecobusiness energetico per uscire dalla crisi. Gli Stati Uniti investiranno 150 miliardi di dollari in dieci anni per le tecnologie pulite. La Cina, che pure resta l´inquinatore numero uno, nel 2007 ha stanziato 12 miliardi di dollari sulle energie rinnovabili. L´Italia corre in direzione opposta: cerca di attenuare le misure salva-clima, taglia i fondi per combattere gli sprechi, vuole aumentare la quota di carbone. E perde colpi. Nella classifica del German Watch, il rapporto sugli interventi anti-gas serra di 57 paesi, l´Italia è scivolata dal trentunesimo posto del 2007 al quarantunesimo del 2009 (è formalmente al numero 44, ma i primi tre posti restano vuoti perché nessun governo li ha meritati). A guidare la corsa sono Svezia, Germania e Francia. Nelle ultime posizioni troviamo gli Stati Uniti di Bush, il Canada del voltafaccia sul clima e l´Arabia Saudita. A 11 anni dalla firma del protocollo di Kyoto, in Italia non si vede traccia di riduzione delle emissioni serra: a fronte di un impegno a tagliarle del 6,5 per cento rispetto ai livelli del 1990, sono aumentate del 12 per cento. Del resto sarebbe difficile immaginare un esito diverso con un sistema di trasporti squilibrato a favore della gomma, decenni di edilizia fatta di quantità e non di qualità, un´industria che ha perso competitività sul fronte dell´efficienza energetica. «A salvare l´Italia dall´ultimo posto», sottolinea Alberto Fiorillo, portavoce di Legambiente, «sono state misure come il conto energia per la promozione del fotovoltaico e gli sgravi fiscali del 55 per cento per l´efficienza energetica. Proprio le misure finite nel mirino del governo, che ha eliminato sia l´obbligo della certificazione energetica degli edifici che gli incentivi al 55 per cento».