Lo strumento dei certificati bianchi, tra i diversi meccanismi di incentivazione, è quello che registra il miglior costo-efficacia per lo Stato.
E non solo. In termini di gwh/anno risparmiati, i certificati bianchi hanno contribuito per circa il 50% al raggiungimento del totale del miglioramento dell'efficienza energetica registrato a fine 2011.
Questo è quanto emerso in occasione della seconda conferenza annuale della Fire, Federazione italiana per l'uso razionale dell'energia.
I certificati bianchi, o più propriamente Titoli di Efficienza Energetica (TEE), sono titoli che certificano i risparmi energetici conseguiti da vari soggetti attraverso la realizzazione di specifici interventi e che valgono il riconoscimento di un contributo economico, rappresentando dunque un incentivo atto a ridurre il consumo energetico in relazione al bene distribuito.
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venerdì 8 marzo 2013
martedì 5 ottobre 2010
Agevolazioni del 55% per il risparmio energetico: molto più utili di altri benefici
“Il Governo e gli strumenti a disposizione delle imprese per superare la crisi”. Questo il titolo dell’intervento dell’onorevole Luigi Casero, sottosegretario all’Economia e Finanze, all’Assemblea generale di Uncsaal tenutasi sabato 2 ottobre 2010 all’Auditorium Giò Ponti di Assolombarda. Si è trattato di un intervento ad ampio respiro sui problemi di rilancio dell’economia e delle imprese e il loro (tormentato) rapporto con gli incentivi di vario genere e, più in generale, con la fiscalità. Evidentemente l’attesa era tutta per quanto Casero avrebbe dichiarato sulla proroga dei benefici fiscali del 55% oltre il 2010.
E l’attesa non è stata vana. In sostanza, il 55% si può prorogare. Anche perché, e questo il sottosegretario l’ha dichiarato pubblicamente, la misura dei benefici fiscali per il risparmio energetico è stata utile, "molto più utile di altri benefici fiscali".
(dal blog di Luigi Vianello)
E l’attesa non è stata vana. In sostanza, il 55% si può prorogare. Anche perché, e questo il sottosegretario l’ha dichiarato pubblicamente, la misura dei benefici fiscali per il risparmio energetico è stata utile, "molto più utile di altri benefici fiscali".
(dal blog di Luigi Vianello)
martedì 15 giugno 2010
Efficienza energetica degli edifici. La casa passiva
"La nuova normativa europea sull'efficienza energetica degli edifici: verso la casa passiva", questo il tema del seminario organizzato dalla Rappresentanza a Milano della Commissione europea in collaborazione con la Fondazione EnergyLab. L'evento rappresenta il secondo appuntamento del ciclo di seminari dal titolo: "Energie in Europa: le iniziative comunitarie come opportunita' di sviluppo", organizzato dai due enti per promuovere una informazione consapevole su una tematica cosi' importante come la politica energetica. "La direttiva sull'efficienza energetica degli edifici costituisce un elemento fondamentale per la nuova direzione dello sviluppo economico dell'Unione europea." - ha dichiarato Carlo Corazza, direttore della Rappresentanza a Milano della Commissione europea - "Essa infatti coniuga in modo esemplare le esigenze dello sviluppo sostenibile e compatibile con un ambiente piu' pulito, le prospettive di crescita dopo la crisi e la creazione di occupazione. Si tratta di una rivoluzione da 500 milioni di posti di lavoro permanenti nel settore dell'edilizia per creare la nuova casa in tutte le sue componenti, dalla caldaia ai tetti fino alle finestre." "Il forte richiamo al raggiungimento di obiettivi avanzati che l'Europa ci pone oggi" - ha proseguito Emilio Pizzi, direttore del dipartimento BEST del Politecnico di Milano e membro della Fondazione EnergyLab - "richiede un'accelerazione dei processi di trasformazione in atto nel settore delle costruzioni, attraverso la convergenza di competenze e capacita' da parte degli attori coinvolti. E' importante infatti lavorare per la costruzione non solo di certezze operative ma anche di una nuova sensibilita' comune nell'approccio verso nuovi modelli insediativi e di qualita' dell'abitare, nel segno dell'efficienza energetica e della ecocompatibilita'." EnergyLab e' una fondazione no-profit che si propone di promuovere ricerca, sviluppo e divulgazione nel settore dell'energia e dell'ambiente. Sono partner fondatori la Regione Lombardia, le cinque Universita' milanesi (Universita' Cattolica del Sacro Cuore, Politecnico di Milano, Universita' Commerciale L. Bocconi, Universita' degli Studi di Milano ed Universita' degli Studi di Milano-Bicocca), la Fondazione Aem, la Fondazione Edison, ERSE e il Comune di Milano.
(AGI)
(AGI)
mercoledì 1 aprile 2009
Collegno, sconti per le case ecologiche
Sconti per chi costruisce e chi ristruttura con un occhio di riguardo al risparmio energetico. Il Comune di Collegno ha stilato un regolamento in cui stabilisce delle facilitazioni per quanti edificano o rimettono a nuovo stabili in città. «Se non il primo, siamo uno dei primi Comuni italiani che ha promosso questi sconti “verdi” - ammette il sindaco Silvana Accossato -, perché comprendiamo che intervenire con opere di coibentazione e impianti di energie alternative costa. E noi mettiamo risorse per invogliare i nostri cittadini. Generando così anche un meccanismo virtuoso, sia nell'edilizia sia nelle molte ditte del settore di impianti ecologici che sono italiane».Ma vediamolo nel dettaglio il regolamento. «Per le nuove costruzioni - spiega l'assessore Gianni Pesce - verrà concesso un 5 per cento di sconto sugli oneri di urbanizzazione secondaria ogni 4 per cento di riduzione della dispersione del calore o uso di fonti alternative: tutto fino al un premio del 40 per cento». Non solo agevolazioni, ma anche obblighi. Il regolamento, infatti, sancisce che nella metà di tutti i nuovi giardini siano piantati alberi. «Per andare ad aumentare il patrimonio arboreo cittadino» afferma Pesce. Non solo, nei cortili vi dovranno essere anche posti per le bici, almeno uno per appartamento, e naturalmente l’apposito spazio per i bidoni della differenziata. (Da La Stampa)
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venerdì 13 marzo 2009
«L'appartamento efficiente del futuro? 100mila euro»
LA VITA degli italiani è cambiata e anche il loro modo di abitare. Tanto per fare un esempio: la cucina sta scomparendo come vano a sé stante, per diventare un'area inglobata negli altri spazi comuni. «Ma i costruttori non hanno ancora preso atto di queste evoluzioni», commenta Mario Cucinella, architetto bolognese autore del progetto Casa da 100mila euro, con cui ha vinto ieri il prestigioso Green Building Award al Mipim di Cannes. Come cambiano le esigenze abitative degli italiani? «Le famiglie sono passate dalla casa bunker dei nostri nonni, molto frazionata all'interno e chiusa verso l'esterno, alla casa aperta, con spazi comuni più ampi e una zona notte limitata. Ma il mercato immobiliare continua a sfornare tipologie abitative vecchie, che le famiglie italiane hanno già superato». Come mai? «I costruttori cercano di spendere il meno possibile per ricavare profitti altissimi, anche 2-300 per cento, quindi hanno bisogno di economie di scala e producono unità abitative tutte uguali, senza nessun criterio innovativo». Invece? «Invece ci vorrebbe maggiore varietà, perché le persone non sono mica tutte uguali: ognuno dovrebbe essere libero di scegliere una casa a sua misura, come nel mercato delle automobili. Noi proponiamo l'idea della casa a basso costo e altissima efficienza energetica, fornendo una struttura flessibile, che possa essere modificata in base alle esigenze di chi ci abita». Il piano lanciato dal Governo potrebbe essere utile a svecchiare un po' l'offerta? «Non credo che sia inteso in questa direzione. Un piano casa dovrebbe servire a dare la casa a chi non ce l'ha, non ad allargare la casa di quelli che ce l'hanno già. E poi la mano pubblica dovrebbe fare da calmieratore, non semplicemente dare il via libera al mercato. Non si può lasciare al mercato il compito di far accedere alla casa altri 2-3 milioni di famiglie italiane. Ci vuole un piano pensato per completare il tessuto urbano già esistente, con criteri di economicità e di sostenibilità ambientale: questi processi vanno governati, non possono essere lasciati al caso, altrimenti si devasta il territorio». Avete avuto qualche reazione dalla politica sulla vostra casa da 100mila euro? «A Settimo Torinese il Comune ha messo a disposizione dei terreni per dar vita a questo progetto. E vorremmo cercare di sviluppare un discorso analogo anche in Lombardia, dove ci sarà molto da fare nei prossimi anni» (Da Il Giorno)
venerdì 6 marzo 2009
La casa efficiente
Arredo di qualità, design, efficienza energetica.Questi i cardini di Casambiente, mostra mercato dell'abitare consapevole che apre i battenti oggi a Villa Castelbarco di Vaprio d'Adda (orario 18-24, sab. ore 10-24, domenica 10-20, ingr.euro 7,50, www.villacastelbarco.com). Settanta gli espositori interpretano il concetto di vita contemporanea. Tra gli eventi collaterali la mostra itinerante «La casa ecologica», esempio di dimora alimentata con fonti alternative.
giovedì 26 febbraio 2009
Risparmio e comfort: ecco la casa giusta
TORNA CASAMBIENTE a Villa Castelbarco Albani, a Vaprio d'Adda, fra una cucina e un soggiorno si parla di sostenibilità e fonti alternative, risparmio energetico e, argomento quanto mai all'ordine del giorno, ritorno al nucleare. Temi d'attualità al centro di un ciclo di convegni indetti in collaborazione con l'Associazione Comuni per l'Adda (Aca), parte integrante del programma di una manifestazione che ormai da anni ha abbandonato il clichè del salone del mobile. Dunque arredamento sì, ma anche allestimenti tematici e dibattito su temi d'attualità che hanno con il settore abitativo più di un'affinità elettiva. «L'EVENTO collaterale "L'abitare intelligente" - spiegano gli organizzatori - ha riscosso sin dalla prima edizione un grande successo. Speriamo che sia così anche quest'anno: peraltro alcuni temi, come quello del ritorno al nucleare, sono di stringente attualità. Convegni e padiglione sul risparmio energetico sono un importantissimo valore aggiunto a una manifestazione che comunque rimane irrinunciabile appuntamento per aggiornarsi sulle nuove tendenze dell'arredamento di casa e giardino». LA MOSTRA, che prenderà il via il prossimo 6 marzo a Villa Castelbarco Albani per rimanere allestita due fine settimana consecutivi. Presenzieranno in fiera novanta espositori del settore dell'arredamento d'interni e del giardino, con il meglio delle proprie proposte. La casa classica e quella alternativa, le soluzioni austere della nonna e le nuove tendenze fra quattro mura, con apertura a suggestioni etniche e a nuovi spunti hi tech. I temi relativi al risparmio energetico e alla sostenibilità saranno privilegiati e presenti anche fra i padiglioni espositivi, ma saranno protagonisti assoluti nel padiglione dell'"Abitare intelligente", già da qualche anno allestito in mostra e animato dai maggiori espositori italiani del settore. Da citare innanzitutto l'evento intitolato "La casa ecologica". Sarà in mostra a Casambiente la riproduzione di una casa intelligente, ospitata su un Tir, alimentata interamente a fonti alternative e rinnovabili e parte di un progetto europeo itinerante che ha già attraversato capitali come Berlino, Vienna e Praga. Lo staff della società Paea (Progetti Alternativi per l'Energia e l'Ambiente) guiderà singoli e gruppi all'interno della casa viaggiante, illustrandone i dettagli e fornendo ogni informazione sulle tecnologie e i materiali. DALLA CASA ecologica ai convegni. Il primo, "Verso la casa verde: tra incentivi e tecnologie, prepararsi al grande salto" è in programma per il 7 marzo alle 15.30. Il secondo, fissato per la domenica successiva alla stessa ora, tratterà invece del tema "Provincia di Milano e Bcc, il buon esempio dalle istituzioni. Finanziamenti, linee guida e regolamenti per il risparmio energetico". Sabato 14 alle 15.30 il terzo incontro, tema "L'abitare intelligente, non più moda, ma realtà per tutti. L'analisi dei costi e una storia di successo". I convegni si concluderanno domenica 15 marzo con l'incontro "Il nucleare conviene", dibattito sulla controversa e attuale questione del ritorno all'energia nucleare. Relatori degli incontri saranno esperti della materia, l'ingresso, naturalmente, sarà libero per tutti i visitatori della mostra. (dal Giorno)
Un altro interessante progetto italiano di risparmio ed efficienza energetica: si tratta della Campagna di Efficienza Energetica 30PERCENTO, lanciata dall’Eni di Paolo Scaroni più di un anno fa con l’obiettivo di permettere un risparmio del 30% sulla bolletta energetica di ogni famiglia.
Un altro interessante progetto italiano di risparmio ed efficienza energetica: si tratta della Campagna di Efficienza Energetica 30PERCENTO, lanciata dall’Eni di Paolo Scaroni più di un anno fa con l’obiettivo di permettere un risparmio del 30% sulla bolletta energetica di ogni famiglia.
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venerdì 6 febbraio 2009
Risparmiare e rispettare l'ambiente
Utilizzare bene le fonti energetiche significa non soltanto risparmiare combustibile, ma anche e soprattutto diminuire l'inquinamento. Tutte le fonti di energia producono «impatto ambientale»: ciò significa che di fatto l'uso di una qualsiasi risorsa energetica genera, anche se in minima parte (ad esempio con le energie rinnovabili) un degrado del pianeta Terra. Si può però ricorrere all'Uso Razionale dell'Energia, ossia al Risparmio Energetico a parità di servizi resi. Il risparmio energetico è quindi una fonte virtuale di energia che non genera impatto ambientale. Il termine di «energie rinnovabili» è riservato alle risorse comunque disponibili sul pianeta (sole, vento, geotermia, maree, biomasse, etc.), che di fatto non vengono realmente «consumate» come energia primaria. Alcune tecnologie, che utilizzano quasi per intero il potenziale del combustibile introdotto per la produzione di energia, recuperando gli sprechi, possono essere equiparate alle energie rinnovabili. E' il caso della cogenerazione, una tecnologia con cui vengono prodotte contemporaneamente energia elettrica e termica, risparmiando così preziosa energia primaria a parità di servizio.Con la tecnologia della cogenerazione, oggi collaudata ed affidabile, le due energie, e cioè l'elettricità e il calore, vengono prodotte in cascata, con un unico sistema. Di fatto, ogni automobile, in inverno, viene utilizzata anche come cogeneratore: parte della potenza meccanica disponibile all'albero motore viene rinviata, con opportune cinghie di trasmissione, ad un alternatore, che produce energia elettrica e ricarica la batteria. Il calore prodotto dal motore, che in estate viene completamente dissipato dal sistema radiatore/elettroventola, in inverno viene invece utilizzato per il riscaldamento dell'abitacolo.La cogenerazione di energia elettrica e termica adotta lo stesso principio: alle ruote motrici dell'auto si sostituisce un vero e proprio generatore elettrico, mentre il calore prodotto dal motore viene quasi integralmente recuperato attraverso un sistema di scambiatori. Il rendimento che ne risulta può anche essere superiore al 90%.La microcogenerazione permette, a parità di servizi resi in calore ed energia elettrica, di contenere del 30 - 40% i consumi di energia primaria, con elevati ritorni di tipo economico.Le utenze tipiche sono tutte quelle che necessitano di importanti quantità di acqua calda e di energia elettrica, come: piscine e centri sportivi; case di cura e ospedali; banche e uffici; comunità; alberghi e ristoranti; case di riposo; scuole e collegi; supermercati; impianti di depurazione; comunità montane; agriturismo; parchi naturali; oasi ecologiche; alpeggi e rifugi; allevamenti; colture in serra; industrie agroalimentari; caseifici; pastifici; concerie; industrie chimico farmaceutiche; industrie tessili; aziende vinicole e distillerie; tintorie. Per potersi diffondere, le tecnologie di risparmio energetico devono superare i limiti che ieri erano di ostacolo alla loro effettiva operatività sul territorio. Quindi devono essere di prezzo contenuto, facili da installare e da manutenzionare e semplici anche per quanto riguarda gli iter autorizzativi. Oggi è finalmente disponibile un microcogeneratore, tutto italiano, il Tandem (Thermal and Electrical Machine), un marchio registrato della società Energia Nova S.r.l. di Torino, che ha permesso di rendere la microcogenerazione una tecnologia affidabile e collaudata. Energia Nova è in via Paolo Veronese 220 a, 10148 Torino ma, viste le richieste, avvierà presto la produzione a Borgaro Torinese. (da La Stampa)
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lunedì 26 gennaio 2009
Una casa tutta ecologica
Da Milano Finanza
Klimahouse 09, che si svolge a Bolzano, è la quarta rassegna specializzata nell'efficienza energetica e nella sostenibilità in edilizia Un fenonemo che è in rapida espansione in tutti i paesi europei Sono 430 le aziende che quest'anno hanno partecipato a Klimahouse 09, quarta rassegna internazionale specializzata, per l'efficienza energetica e la sostenibilità in edilizia. «Il 2008 è stato caratterizzato da una crisi economica che, originata negli Stati Uniti, ha avuto luogo dai primi mesi dell'anno in tutto il globo e il fenomeno si è espanso rapidamente in diversi paesi europei», afferma Gernot Rössler, presidente della Fiera Bolzano. «Klimahouse 09, si presenta come una rassegna in grado di rilanciare una parte importante dell'economia, con materiali innovativi e sostenibili e tecnologie che favoriscono il risparmio d'energia» spiega il direttore di Fiera Bolzano, Reinhold Marsoner, che continua: «gli espositori provengono da 12 paesi, anche se sono per la maggior parte italiani, con una solida presenza di Austria, Germania e Svizzera. Alla manifestazione possiamo contare su una partecipazione di 37 mila visitatori, un pubblico perlopiù altamente qualificato, tra professionisti aziende, operatori economici, imprenditori, architetti, progettisti ma anche studenti, e famiglie».
Un interessante progetto italiano di risparmio ed efficienza energetica è la Campagna di Efficienza Energetica 30PERCENTO, lanciata dall’Eni di Paolo Scaroni più di un anno fa con l’obiettivo di permettere un risparmio del 30% sulla bolletta energetica di ogni famiglia.
Klimahouse 09, che si svolge a Bolzano, è la quarta rassegna specializzata nell'efficienza energetica e nella sostenibilità in edilizia Un fenonemo che è in rapida espansione in tutti i paesi europei Sono 430 le aziende che quest'anno hanno partecipato a Klimahouse 09, quarta rassegna internazionale specializzata, per l'efficienza energetica e la sostenibilità in edilizia. «Il 2008 è stato caratterizzato da una crisi economica che, originata negli Stati Uniti, ha avuto luogo dai primi mesi dell'anno in tutto il globo e il fenomeno si è espanso rapidamente in diversi paesi europei», afferma Gernot Rössler, presidente della Fiera Bolzano. «Klimahouse 09, si presenta come una rassegna in grado di rilanciare una parte importante dell'economia, con materiali innovativi e sostenibili e tecnologie che favoriscono il risparmio d'energia» spiega il direttore di Fiera Bolzano, Reinhold Marsoner, che continua: «gli espositori provengono da 12 paesi, anche se sono per la maggior parte italiani, con una solida presenza di Austria, Germania e Svizzera. Alla manifestazione possiamo contare su una partecipazione di 37 mila visitatori, un pubblico perlopiù altamente qualificato, tra professionisti aziende, operatori economici, imprenditori, architetti, progettisti ma anche studenti, e famiglie».
Un interessante progetto italiano di risparmio ed efficienza energetica è la Campagna di Efficienza Energetica 30PERCENTO, lanciata dall’Eni di Paolo Scaroni più di un anno fa con l’obiettivo di permettere un risparmio del 30% sulla bolletta energetica di ogni famiglia.
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lunedì 1 dicembre 2008
La casa delle meraviglie fa bene all’ambiente
Risparmiare energia: oltre alle novità presentate al salone fieristico milanese Ecoabitare vedi anche le proposte di grandi aziende come l'Eni guidata da Paolo Scaroni.
(da Il Giorno)E' stata ribattezzata la «casa delle meraviglie», in grado di immettere nell’atmosfera il 78 per cento in meno di tonnellate annue di anidride carbonica. La Brumar House è una delle attrazioni di Ecoabitare, il nuovo salone realizzato in collaborazione con Casa Energia Expo nel padiglione 7 della Fiera. E negli stand dedicati alle innovazioni per una casa a basso impatto ambientale ha fatto capolino Valeria Marini, scelta dall’azienda bergamasca Brumar Group come testimonial della casa per il 2009. I visitatori possono ammirare nello stand di 120 metri quadri la riproduzione di una casa che rappresenta il futuro dell’abitare ecologico, con tecnologie e rifiniture ispirate ai principi della bio-edilizia. «Abbiamo ideato una casa che offre uno standard qualitativo della vita e un notevole risparmio energetico — spiega Marcello Ferraina, presidente di Brumar Group —. Tradizione e innovazione, in sostanza, con un occhio allo stile e al design made in Italy». La casa ecologica spicca per le ampie vetrate, i pannelli solari termici e fotovoltaici, i materiali ecocompatibili e la riciclabilità per l’80 per cento di tutti i suoi elementi. La valutazione di escosostenibilità ambientale è stata redatta dall’architetto Corrado Baldi, docente del Politecnico di Milano. Nel Salone Ecoabitare sono presenti 150 espositori in più di 8.500 metri quadri. Tra i prodotti innovativi ci sono impianti di riscaldamento e raffreddamento, pavimenti, infissi, finestre e arredamenti per l’esterno (balconi, terrazzi, attici, giardini, benessere e sport). I visitatori del padiglione possono testare anche la genuinità del ristorante biologico.
(da Il Giorno)E' stata ribattezzata la «casa delle meraviglie», in grado di immettere nell’atmosfera il 78 per cento in meno di tonnellate annue di anidride carbonica. La Brumar House è una delle attrazioni di Ecoabitare, il nuovo salone realizzato in collaborazione con Casa Energia Expo nel padiglione 7 della Fiera. E negli stand dedicati alle innovazioni per una casa a basso impatto ambientale ha fatto capolino Valeria Marini, scelta dall’azienda bergamasca Brumar Group come testimonial della casa per il 2009. I visitatori possono ammirare nello stand di 120 metri quadri la riproduzione di una casa che rappresenta il futuro dell’abitare ecologico, con tecnologie e rifiniture ispirate ai principi della bio-edilizia. «Abbiamo ideato una casa che offre uno standard qualitativo della vita e un notevole risparmio energetico — spiega Marcello Ferraina, presidente di Brumar Group —. Tradizione e innovazione, in sostanza, con un occhio allo stile e al design made in Italy». La casa ecologica spicca per le ampie vetrate, i pannelli solari termici e fotovoltaici, i materiali ecocompatibili e la riciclabilità per l’80 per cento di tutti i suoi elementi. La valutazione di escosostenibilità ambientale è stata redatta dall’architetto Corrado Baldi, docente del Politecnico di Milano. Nel Salone Ecoabitare sono presenti 150 espositori in più di 8.500 metri quadri. Tra i prodotti innovativi ci sono impianti di riscaldamento e raffreddamento, pavimenti, infissi, finestre e arredamenti per l’esterno (balconi, terrazzi, attici, giardini, benessere e sport). I visitatori del padiglione possono testare anche la genuinità del ristorante biologico.
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lunedì 27 ottobre 2008
Senza colla né chiodi, così è la casa ecologica
Quello dell'ecologia e del risparmio energetico è un tema sempre più attuale in ogni parte del pianeta, non soltanto riguardo inquinamento e surriscaldamento, ma anche in relazione all'edilizia. A Roma si è tenuta la scorsa settimana Klimahouse, prima fiera-congresso specializzata, per dibattere temi collegati all'efficienza energetica e all'edilizia sostenibile, organizzata da Rubner Haus. (Da Il Tempo)
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martedì 14 ottobre 2008
La Regione Marche finanzia l’autosufficienza
La giunta regionale delle Marche ha deciso di destinare tre milioni e 600 mila euro per programmi di sperimentazione che prevedono la diffusione dell’autosufficienza energetica nelle abitazioni e l’abbattimento dei costi di costruzione. Verranno finanziati — informa un comunicato — interventi innovativi di edilizia residenziale, da destinare alle locazioni che puntano a un’alta qualità delle costruzioni.Due milioni e 900 mila euro sono riservati alla realizzazione di nuovi alloggi Erp (Edilizia residenziale pubblica) progettati con tecniche innovative di bioedilizia per l’autosufficienza energetica. «L’edilizia impegna i due terzi del budget energetico nazionale — spiega l’assessore all’edilizia pubblica Gianluca Carrabs — sprecandolo in perdite energetiche degli edifici, realizzati con una scarsa efficienza specifica. E’ lo stesso quantitativo che il nostro Paese importa come fonti fossili dall’estero. Incidendo sul risparmio energetico delle costruzioni, si interviene sullo spreco, riducendo i consumi e di conseguenza la spesa economica delle famiglie marchigiane». Gli edifici tradizionali «impegnano 20 litri di gasolio per metro quadrato — conclude Carrabs — mentre le case realizzate con la bioedilizia hanno consumi ben più bassi: quelle in classe C consumano 6 litri, quelle in classe B 3 litri e quelle in classe A 1,5 litri; addirittura quelle passive zero litri e l’energia in eccesso può anche essere rivenduta». (Da Affari & Finanza)
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Risparmiare energia è una strada obbligata
Da Affari & Finanza
Ormai non è in discussione il se, ma il quando e il come. Il principio dell’efficienza energetica, a cui il Parlamento italiano tentò inutilmente di dare sponda con le due famose leggi del 1991, si è infine imposto sulla doppia spinta della crescita del prezzo del petrolio e del livello del mare, entrambe collegate all’abuso dei combustibili fossili. Paradossalmente per una società come quella italiana, così attenta alla casa da detenerne il record mondiale di possesso, è proprio tra le mura domestiche che la disattenzione energetica è stata per decenni massima fino a spingerci a un consumo per metro quadrato doppio rispetto alla media europea.Adesso si cambia. E la legge voluta due anni fa dal ministro Pier Luigi Bersani, quella che dimezza i consumi energetici delle nuove costruzioni riallineandoci all’Europa, ha tirato la volata a iniziative locali che puntano ad andare oltre, a soddisfare le richieste di un mercato che comincia a guardare alle migliori esperienze europee come coordinate per misurare il possibile salto in termini di risparmio di combustibile, di emissioni serra e di denaro. Ecco il panorama delle opzioni in atto.Ad aprile è stato inaugurato a Firenze il nuovo ospedale Meyer, il primo a usare luce ed energia in senso ecologicamente avanzato. Un primato che si coglie subito entrando, attraverso il parco di 72 mila metri quadri off limits alle auto, nella serra bioclimatica fotovoltaica realizzata in legno e vetro. E passando per gli spazi giochi, la ludoteca e la libreria, le camere con vista sugli alberi: sempre con la luce che filtra in basso attraverso un sistema antichissimo che consente di risparmiare elettricità e di migliorare la qualità dell’ambiente. Risultato: riduzione di anidride carbonica del 55 per cento per il riscaldamento, del 45 per cento per il raffreddamento e del 40 per cento per l’illuminazione (45 per cento di risparmio energetico sui consumi totali).Il 4 giugno scorso è stata premiata la millesima certificazione CasaClima, il sistema che punta ad abbassare i consumi intervenendo soprattutto in maniera passiva (esposizione, coibentazione) sull’edificio. Finora il complesso degli edifici CasaClima ha consentito di risparmiare 6 mila tonnellate di anidride carbonica all’anno: 3 milioni di litri di gasolio, circa 100 autocisterne in meno sulle nostre strade.
Un progetto di risparmio ed efficienza energetica è stato lanciato dall’Eni di Paolo Scaroni più di un anno fa con l’obiettivo di permettere un risparmio del 30% sull’attuale bolletta energetica di ogni famiglia
Ormai non è in discussione il se, ma il quando e il come. Il principio dell’efficienza energetica, a cui il Parlamento italiano tentò inutilmente di dare sponda con le due famose leggi del 1991, si è infine imposto sulla doppia spinta della crescita del prezzo del petrolio e del livello del mare, entrambe collegate all’abuso dei combustibili fossili. Paradossalmente per una società come quella italiana, così attenta alla casa da detenerne il record mondiale di possesso, è proprio tra le mura domestiche che la disattenzione energetica è stata per decenni massima fino a spingerci a un consumo per metro quadrato doppio rispetto alla media europea.Adesso si cambia. E la legge voluta due anni fa dal ministro Pier Luigi Bersani, quella che dimezza i consumi energetici delle nuove costruzioni riallineandoci all’Europa, ha tirato la volata a iniziative locali che puntano ad andare oltre, a soddisfare le richieste di un mercato che comincia a guardare alle migliori esperienze europee come coordinate per misurare il possibile salto in termini di risparmio di combustibile, di emissioni serra e di denaro. Ecco il panorama delle opzioni in atto.Ad aprile è stato inaugurato a Firenze il nuovo ospedale Meyer, il primo a usare luce ed energia in senso ecologicamente avanzato. Un primato che si coglie subito entrando, attraverso il parco di 72 mila metri quadri off limits alle auto, nella serra bioclimatica fotovoltaica realizzata in legno e vetro. E passando per gli spazi giochi, la ludoteca e la libreria, le camere con vista sugli alberi: sempre con la luce che filtra in basso attraverso un sistema antichissimo che consente di risparmiare elettricità e di migliorare la qualità dell’ambiente. Risultato: riduzione di anidride carbonica del 55 per cento per il riscaldamento, del 45 per cento per il raffreddamento e del 40 per cento per l’illuminazione (45 per cento di risparmio energetico sui consumi totali).Il 4 giugno scorso è stata premiata la millesima certificazione CasaClima, il sistema che punta ad abbassare i consumi intervenendo soprattutto in maniera passiva (esposizione, coibentazione) sull’edificio. Finora il complesso degli edifici CasaClima ha consentito di risparmiare 6 mila tonnellate di anidride carbonica all’anno: 3 milioni di litri di gasolio, circa 100 autocisterne in meno sulle nostre strade.
Un progetto di risparmio ed efficienza energetica è stato lanciato dall’Eni di Paolo Scaroni più di un anno fa con l’obiettivo di permettere un risparmio del 30% sull’attuale bolletta energetica di ogni famiglia
martedì 23 settembre 2008
La svolta ambientalista dei colossi informatici
Dal Giornale
La rivoluzione ambientalista degli ecocomputer: i pc del futuro saranno a basso consumo e costruiti con plastiche biodegradabili. I server oggi consumano quanto l'intera industria aeronautica mondiale
Scaricare la posta elettronica, giocare al solitario di Windows, dare un’occhiata alle ultime notizie sui siti dei quotidiani: per l’ambiente, equivale a scorrazzare a bordo di un fuoristrada. Nella rincorsa agli stili di vita verdi, il corridore ambientalista dovrà tenere da conto un nuovo, insidioso e inaspettato ostacolo: il pc. Il miliardo di computer che colonizzano oggi il pianeta è infatti responsabile del due per cento delle emissioni nell’atmosfera di anidride carbonica, il gas principale causa dell’effetto serra. Percentuale a una prima lettura trascurabile, ma che in realtà rappresenta l’equivalente delle emissioni dell’intera industria aeronautica mondiale. Il petrolio consumato per tenere accesi i computer con cui milioni di adolescenti giocano in rete è lo stesso consumato dai vettori che solcano i cieli di tutto il mondo; ma c’è una differenza importante: i pc sono molto più avidi di energia degli aerei. Nel 1996 i server, calcolatori di maggiori dimensioni e potenza che forniscono servizi a altri computer (client), consumavano 100 watt, oggi oltre 400. A ciò si aggiunga la crescita esponenziale delle It: nel solo 2007 in Gran Bretagna è stato venduto il 48% in più di spazio per memorizzare i dati, contro il 3% d’aumento dei passeggeri aerei. E non è ancora finita: oltre a essere delle idrovore di energia in vita, il colpo più pesante all’ecosistema i personal computer lo danno da «morti», quando, diventati obsoleti (quattro anni la vita media di un pc da ufficio), devono essere rimpiazzati, e il cocktail di sostanze nocive che contengono deve essere smaltito. Il piombo, per esempio, rappresenta il 20% del peso del vetro di uno schermo, e i monitor catodici ne contengono fino a 2 kg.
Dell ha promesso di diventare la «società più verde dell’industria», e per riuscirci, oltre a puntare decisamente nelle sue ultime linee di produzione sui più alti livelli di efficienza energetica, ha avviato un progetto di riciclo «consapevole», offrendo di ritirare e smaltire gratuitamente ai suoi clienti i vecchi computer. Hp dal canto suo ha già da un anno adottato per i suoi hardware soluzioni tecniche come il «Dynamic smart cooling» tecnologia di raffreddamento efficiente delle componenti. La Micropro, addirittura, ha presentato un computer dal case (il rivestimento esterno) completamente biodegradabile. Siamo quindi di fronte alla rivoluzione verde dei pc? Forse. Molto dipenderà anche dagli investimenti dei governi, che potrebbero avviare campagne di rinnovo delle apparecchiature informatiche, come quelle per il rinnovo dei parchi auto. Perché, anche se eticamente fascinoso, il passaggio a tecnologie ecocompatibili porta con sé degli svantaggi, sia economici che in termini di prestazioni. Un computer dalle prestazioni «ecologiche» deve infatti ricorrere a processori a basso consumo, dalle prestazioni inferiori, e a dischi rigidi di memoria flash (la stessa tecnologia delle pennette usb), che consumano meno ma hanno minori capacità di immagazzinamento dei dati. Dal punto di vista economico, Patrick Gelsinger, vicepresidente di Intel, ha calcolato che le tecnologie «ambientalmente corrette» faranno lievitare il prezzo dei computer in media di 15 euro (20 euro il sovrapprezzo per i server), ma i risparmi sui consumi energetici dovrebbero permettere al consumatore di ammortizzare la maggior spesa in uno-due anni. L’utente è avvisato. Perché di prato fiorito non rimanga solo quello digitale, è il caso di darsi una mossa.
La rivoluzione ambientalista degli ecocomputer: i pc del futuro saranno a basso consumo e costruiti con plastiche biodegradabili. I server oggi consumano quanto l'intera industria aeronautica mondiale
Scaricare la posta elettronica, giocare al solitario di Windows, dare un’occhiata alle ultime notizie sui siti dei quotidiani: per l’ambiente, equivale a scorrazzare a bordo di un fuoristrada. Nella rincorsa agli stili di vita verdi, il corridore ambientalista dovrà tenere da conto un nuovo, insidioso e inaspettato ostacolo: il pc. Il miliardo di computer che colonizzano oggi il pianeta è infatti responsabile del due per cento delle emissioni nell’atmosfera di anidride carbonica, il gas principale causa dell’effetto serra. Percentuale a una prima lettura trascurabile, ma che in realtà rappresenta l’equivalente delle emissioni dell’intera industria aeronautica mondiale. Il petrolio consumato per tenere accesi i computer con cui milioni di adolescenti giocano in rete è lo stesso consumato dai vettori che solcano i cieli di tutto il mondo; ma c’è una differenza importante: i pc sono molto più avidi di energia degli aerei. Nel 1996 i server, calcolatori di maggiori dimensioni e potenza che forniscono servizi a altri computer (client), consumavano 100 watt, oggi oltre 400. A ciò si aggiunga la crescita esponenziale delle It: nel solo 2007 in Gran Bretagna è stato venduto il 48% in più di spazio per memorizzare i dati, contro il 3% d’aumento dei passeggeri aerei. E non è ancora finita: oltre a essere delle idrovore di energia in vita, il colpo più pesante all’ecosistema i personal computer lo danno da «morti», quando, diventati obsoleti (quattro anni la vita media di un pc da ufficio), devono essere rimpiazzati, e il cocktail di sostanze nocive che contengono deve essere smaltito. Il piombo, per esempio, rappresenta il 20% del peso del vetro di uno schermo, e i monitor catodici ne contengono fino a 2 kg.
Dell ha promesso di diventare la «società più verde dell’industria», e per riuscirci, oltre a puntare decisamente nelle sue ultime linee di produzione sui più alti livelli di efficienza energetica, ha avviato un progetto di riciclo «consapevole», offrendo di ritirare e smaltire gratuitamente ai suoi clienti i vecchi computer. Hp dal canto suo ha già da un anno adottato per i suoi hardware soluzioni tecniche come il «Dynamic smart cooling» tecnologia di raffreddamento efficiente delle componenti. La Micropro, addirittura, ha presentato un computer dal case (il rivestimento esterno) completamente biodegradabile. Siamo quindi di fronte alla rivoluzione verde dei pc? Forse. Molto dipenderà anche dagli investimenti dei governi, che potrebbero avviare campagne di rinnovo delle apparecchiature informatiche, come quelle per il rinnovo dei parchi auto. Perché, anche se eticamente fascinoso, il passaggio a tecnologie ecocompatibili porta con sé degli svantaggi, sia economici che in termini di prestazioni. Un computer dalle prestazioni «ecologiche» deve infatti ricorrere a processori a basso consumo, dalle prestazioni inferiori, e a dischi rigidi di memoria flash (la stessa tecnologia delle pennette usb), che consumano meno ma hanno minori capacità di immagazzinamento dei dati. Dal punto di vista economico, Patrick Gelsinger, vicepresidente di Intel, ha calcolato che le tecnologie «ambientalmente corrette» faranno lievitare il prezzo dei computer in media di 15 euro (20 euro il sovrapprezzo per i server), ma i risparmi sui consumi energetici dovrebbero permettere al consumatore di ammortizzare la maggior spesa in uno-due anni. L’utente è avvisato. Perché di prato fiorito non rimanga solo quello digitale, è il caso di darsi una mossa.
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giovedì 18 settembre 2008
Incentivi a chi costruisce nuove case “energetiche”
Chi costruirà «case ecologiche» a Casale Monferrato, dice la Stampa, potrà accedere a finanziamenti europei, regionali e stabiliti dalla finanziaria 2008 del governo Prodi per incentivare l’uso di energie rinnovabili. Vedrà inoltre rivalutato il valore della propria casa e, in futuro, una riduzione dell’Ici delle seconde case costruite secondo i canoni della bioarchitettura. I primi vantaggi, che riguardano le case di nuova costruzione, sono: riduzione di oneri di urbanizzazione e abbattimento degli oneri relativi ai costi di costruzione. Edifici dove sia possibile risparmiare il massimo di energia, insomma, di cui il Comune sollecita la costruzione «in un’ottica di risparmio energetico ed economico, riduzione dell’impatto ambientale, migliore vivibilità del territorio» come sottolinea l’assessore all’Urbanistica, Riccardo Coppo. Il progetto fa riferimento al Protocollo Itaca cui Casale, con Alessandria e Valenza e la collaborazione della Consulta per l’edilizia provinciale, da tempo sta lavorando. Alcuni esperti che hanno costituito un gruppo di lavoro (un tecnico per ogni Comune, rappresentanti della Consulta Edilizia provinciale e del Politecnico di Torino) in collaborazione con il Comitato tecnico interregionale e il Cnr valuteranno le nuove costruzioni in base a una «scala di sostenibilità» (va da -1 a +5) che considera già in fase di progetto il consumo delle risorse (contenimento dei consumi energetici estivi, acqua calda sanitaria, illuminazione naturale, materiali eco-compatibili...) e i carichi ambientali (emissioni di gas serra, rifiuti solidi, rifiuti liquidi, permeabilità delle aree esterne...).
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