martedì 11 settembre 2012

Dal Parlamento via libera alla direttiva sull'efficienza energetica

Piu' efficienza per bollette meno care, con l'obiettivo di tagliare i consumi di energia del 20% nel 2020, ossia circa 50 miliardi in importazioni di gas e petrolio. Il Parlamento Ue ha definitivamente approvato a larga maggioranza (632 si', 25 no, 19 astenuti) la direttiva quadro sull'efficienza energetica, ''colmando - secondo affermato il relatore, il verde Claude Turmes - una lacuna del pacchetto energia: fino ad ora l'efficienza era un obiettivo di ambizione politica, ora invece diventa un obiettivo vincolante''. Entro aprile 2013 ogni Stato membro dovra' fissare obiettivi nazionali che verranno poi valutati dalla Commissione Ue.

Se questi non saranno sufficienti a raggiungere il 20% collettivo, allora Bruxelles potra' imporre ulteriori interventi. I settori di azione indicati sono quelli dell'edilizia pubblica, il 10-12% del totale degli edifici, le imprese energetiche di pubblica utilita', che dovranno migliorare l'efficienza del 1,5% all'anno, e le grandi imprese, sottoposte a consulenze e revisioni dei loro piani energetici ogni 4 anni. ''Le misure vincolanti - assicura Turmes - ci porteranno dal 9% attuale di efficienza (stimato sui livelli del 2007, ndr) fino al 15%-15,5%''. Il restante 5% verra' colmato dalla direttiva Cars (1,5%), dalla normativa, ancora in discussione, sulle caldaie, (1%) e da altre iniziative su frigoriferi e tv.

Le misure aggiuntive per arrivare al 20% verranno definite dalla Commissione nel 2014. Per finanziare gli interventi saranno necessari circa 40-50 miliardi all'anno, facendo ricorso ai fondi strutturali, 18 miliardi, ai prestiti della Bei e, si augura Turmes, a ''project bond'' ad hoc. La Ue nel suo complesso importa energia per 488 miliardi di euro all'anno, pari al 3,9% del Pil. ''Portogallo, Italia, Grecia e Spagna'', ha aggiunto il relatore, ''sono i Paesi piu' dipendenti dalle importazioni, e' evidente il rapporto strettissimo tra maggior efficienza energetica e un'economia che produce risultati piu' positivi, senza considerare i posti di lavoro che verrebbero creati per le ristrutturazioni''. Soddisfazione da parte del gruppo Ppe per la ''flessibilita' inserita nella normativa, una posizione condivisa anche da Oreste Rossi della Lega Nord. I socialisti e democratici sottolineano come ''la crescita verde sia una chance per l'Ue'' e Andrea Zanoni, dell'Idv, plaude a ''un passo fondamentale per la lotta al cambiamento climatico''. (Ansa)

venerdì 7 settembre 2012

Efficienza energetica: Italia terza dopo Gran Bretagna e Germania

Nella classifica dell'efficienza energetica delle 12 maggiori economie del mondo l'Italia si colloca al terzo posto, dietro a Gran Bretagna e Germania, ma davanti a Stati Uniti, Giappone, Francia e Cina. Lo rivela il rapporto International Energy Efficiency Scorecard curato da Aceee, American Council for an Energy-Efficient Economy.
Un piazzamento più che onorevole per il nostro Paese, anche se molto resta ancora da fare. Il tema dell'efficienza energetica in architettura è stato al centro di una sessione congressuale di ZeroEmission Rome 2012, la manifestazione dedicata a energie rinnovabili, sostenibilità ambientale, lotta ai cambiamenti climatici ed emission trading.
Secondo Silke Krawietz, intervenuta in rappresentanza della Luiss Guido Carli e del Seta Network, "il design delle costruzioni sostenibili con l'integrazione del fotovoltaico negli edifici ed altre tecnologie solari rappresenta una maggiore opportunità e una sfida per gli architetti e gli ingegneri del futuro. Le tecnologie delle costruzioni edilizie, insieme alle strategie del design che usano l'energia riducendo la richiesta totale di energia, sono attualmente in una fase di grande sviluppo in tutto il mondo come risposta a questa tendenza sostenuta anche dai governi di molti paesi".
Le costruzioni edilizie, aggiunge, "sono responsabili dell'emissione di circa un terzo dei gas serra, del 40% del consumo di energia, del 25% del consumo di acqua e del consumo di una significativa percentuale di altre risorse come, ad esempio, i metalli e il legno".
In aggiunta, "le costruzioni edilizie presentano un grande potenziale per raggiungere una significativa diminuzione dei gas serra in entrambi i paesi sviluppati ed in via di sviluppo poiché il consumo dell'energia nelle costruzioni edilizie può essere ridotto dal 30% all'80% utilizzando tecnologie già sperimentate e commercialmente disponibili''.(AdnKronos)

venerdì 13 luglio 2012

Territorio: puntando verso la green economy

La Conferenza programmatica sulla mobilita' sostenibile del 3 luglio, il primo appuntamento in vista degli Stati Generali della Green Economy che si svolgeranno a Rimini il 7 e l'8 novembre prossimi, ha definito alcuni argomenti di un percorso in dieci priorità, affinchè si realizzi in Italia la mobilità sostenibile e il trasporto verde. Questi capitoli sono: il trasporto pubblico, i biocarburanti di seconda generazione, il telelavoro, le nuove tecnologia di gestione della mobilità, il trasporto marittimo e i veicoli a basse emissioni e la mobilità dolce.
Per l’Italia i dati relativi agli indicatori di sostenibilità nel trasporto sono negativi. Infatti è il primo paese d’Europa, escludendo il Lussemburgo, per numero di autoveicoli privati/abitante; è anche quello con le percentuali di trasporto merci su ferrovia più basse, con la minore incidenza di trasporto pubblico e con mobilità ciclo-pedonale assolutamente sotto la media europea. Se si prendono in considerazione, da soli, i trasporti italiani, essi producono circa un quarto delle emissioni totali di CO2 determinando il 33% dei consumi finali di energia. Come ha affermato Raimondo Orsini, direttore della Fondazione per lo sviluppo sostenibile e coordinatore del gruppo di lavoro sulla mobilità, "L’Italia è il secondo paese manifatturiero europeo e possiede leader internazionali nel settore dell' automotive, della cantieristica navale, nel settore elettromeccanico e dell'automazione ma anche in settori minori come il trasporto a fune o le biciclette. Per ciascuno di questi settori esistono distretti produttivi, filiere, indotto, sapere tecnico, capitale umano. Una transizione verso il green transport, gestita con intelligenza, può rappresentare un' opportunità strategica per l'economia italiana".

lunedì 11 giugno 2012

Cina e Spagna alleate per le rinnovabili

Cina e Spagna hanno deciso di ampliare la propria cooperazione bilaterale nel commercio e nelle energie rinnovabili, nel tentativo di migliorare ulteriormente i rapporti tra i due paesi. L'annuncio dell'impegno, come riportato da ChinaDaily, e' stato dato da Wu Bangguo, presidente del Comitato Permanente dell'Assemblea Popolare Cinese, e Mariano Rajoy, primo ministro spagnolo, durante un meeting in Spagna. Lo stesso Wu ha confermato che i rapporti tra i due paesi sono "ai massimi storici". La proposta di Wu e' racchiusa in tre punti programmatici: preparazione di rapporti di scambio biunivoci che rafforzino investimenti e commerci tra i due paesi; potenziamento del settore delle energie rinnovabili; rafforzamento degli scambi culturali tra le due nazioni che incentivino anche il turismo. Durante l'incontro, Rajoy ha anche rassicurato in merito alla situazione economica della Spagna e alle misure contro la crisi del debito, per poi ringraziare il paese asiatico per l'aiuto economico dato durante il massimo periodo di crisi. Wu, dal canto suo, ha confermato che la Cina non abbandonerà l'Europa al suo destino ed anzi l'aiuterà a superare le difficoltà dovute alla congiuntura economico-finanziaria attuale. Quella spagnola e' stata la tappa conclusiva di un tour di sei giorni che ha visto Wu Bangguo visitare anche i Paesi Bassi, la Croazia e il Lussemburgo. (AGI)